Ghalibaf: «Non rinunciamo ai diritti della nazione iraniana»
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Il generale Asim Munir, comandante dell'Esercito del Pakistan, in un incontro con Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente dell'Assemblea Consultiva Islamica dell'Iran
Pars Today - Il comandante dell'Esercito del Pakistan ha incontrato sabato 23 maggio a Teheran il presidente dell'Assemblea Consultiva Islamica dell'Iran, discutendo l'ultimo stato dei negoziati volti a porre fine alla guerra imposta.
Durante l'incontro con il generale Asim Munir, Mohammad Bagher Ghalibaf ha elogiato il sostegno e le azioni del popolo e del governo pakistano in diverse fasi, compresa la recente guerra imposta e i successivi negoziati, definendo queste interazioni «un chiaro esempio di buona cooperazione tra nazioni e governi islamici, capace di fungere da modello per gli altri Paesi».
Riferendosi all'impegno del Pakistan nei colloqui con il governo degli Stati Uniti, Ghalibaf ha dichiarato: «Non rinunciamo ai diritti della nazione iraniana, specialmente di fronte a una controparte che non possiede alcuna onestà e verso la quale non vi è alcuna fiducia. La Repubblica Islamica dell'Iran, così come ha difeso con coraggio e autorevolezza l'integrità del Paese sul campo di battaglia, si impegnerà nell'arena diplomatica con intelligenza e forza per rivendicare i propri diritti legittimi e garantire gli interessi nazionali».
Rivolgendosi al comandante dell'Esercito pakistano, il presidente del Parlamento iraniano ha affermato: «I soldati conoscono il valore della pace più e meglio di chiunque altro, ma quegli stessi soldati non permetteranno mai che la dignità e i diritti dell'Iran vengano calpestati».
Richiamando i numerosi crimini degli Stati Uniti e i danni del conflitto, Ghalibaf ha definito irreparabili i danni morali subiti e ha sottolineato: «Stavamo negoziando quando gli Stati Uniti hanno scatenato una guerra, e ora dicono di negoziare per porvi fine. Eravamo in un cessate il fuoco mediato da voi, e gli Stati Uniti, violando i patti, hanno imposto un blocco navale che ora cercano di rimuovere!».
In chiusura, il presidente del Parlamento iraniano ha ribadito con fermezza: «Durante il cessate il fuoco, le nostre Forze Armate si sono riorganizzate in modo tale che, in caso di stupidità da parte di Trump e di una ripresa del conflitto, la risposta per gli Stati Uniti sarà certamente più schiacciante e amara rispetto al primo giorno di guerra».