Italia, Zingaretti si dimette: c'e' chi pensa che e' un bluff!
ROMA - Il passo indietro annunciato dal segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti è poco più di un bluff.
Per evitare che il partito gli scappasse completamente di mano, il numero uno del Nazareno è ricorso ad un vecchio trucco del secolo scorso. Dimettersi per farsi immediatamente riconfermare. Si va su questa strada, come dimostrano le reazioni più o meno unanimi di tutto il partito. Così Zingaretti avrà carta bianca fino alle Amministrative, vero banco di prova. Il Pd andrà alleato del M5S, poi o la va o la spacca. E su quello sarà giudicato il segretario nazionale, in un congresso a ridosso dell’elezione del Presidente del Consiglio. Le ricadute sul piano locale sono immediate.
Solo ieri il segretario provinciale Marco Sarracino aveva lanciato, di fatto, la candidatura di Roberto Fico a sindaco di Napoli. Il Presidente della Camera dovrà però superare le resistenze del Quirinale, che non vuole toccare le principali cariche dello Stato. Resta sul tavolo anche il nome di Enzo Amendola. La fuga in avanti del segretario dem ha mandato su tutte le furie il braccio destro di Vincenzo De Luca, Fulvio Bonavitacola. “E’ una evidente e grave scorrettezza politica, nei riguardi di quanto deciso pochi minuti prima e delle forze chiamate al tavolo di confronto”. Spiega, per poi aggiungere: “In effetti – aggiunge Bonavitacola – nella riunione si era deciso tutt’altro. Partire dalla coalizione vincente alle regionali, definire i punti programmatici per poi aprirsi ad altre forze disponibili a condividere tale programma. I nomi venivano dopo”.
Infine la minaccia: “E’ chiaro a tutti – conclude il vicegovernatore – che senza un sostegno regionale il Comune sarebbe consegnato alla paralisi amministrativa. Il nome si sceglie qui”. Di “scorrettezza” parla anche il segretario di Italia Viva Apostolos Paipais. “La pari dignità tanto richiamata, declamata ed apprezzata, esclude fughe in avanti in ordine a proposizioni di candidatura a Sindaco del comune di Napoli”, spiega Vincenzo Marrazzo Coordinatore dei Liberal-democratici, lista del consigliere regionale Giuseppe Sommese. Il Pd, anche quello non zingarettiano rappresentato dal deputato Lello Topo e dal consigliere regionale Mario Casillo, resta però sullo schema dell’alleanza Pd-M5S. Come d’altronde il coordinatore di Articolo-1 Francesco Dinacci, che reputa “imprescindibile” la presenza del Movimento in coalizione per le Comunali. Insomma, la mossa di Zingaretti un effetto lo ha sortito. Il Pd si compatta (per ora). La linea di unità giallorossa del Nazareno resta in piedi e sarà una sorta di pre-congresso. Bisognerà capire, ora, se De Luca intenderà dividere la coalizione e presentare un proprio nome (o convergere su altre proposte già in campo) o ‘tenersi’ una candidato come Fico e Amendola e posticipare lo scontro con tutti gli altri. “La prossima assemblea nazionale respinga le dimissioni di Zingaretti”, chiosa infine Sarracino.
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