Libia, Haftar riprova a sequestrare le imbarcazioni italiane
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Il generale Khalifa Haftar ci riprova.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
May 05, 2021 19:40 Europe/Rome
  • Libia, Haftar riprova a sequestrare le imbarcazioni italiane

Il generale Khalifa Haftar ci riprova.

La notte tra il 2 e il 3 maggio un gommone “pirata” dell’autoproclamato Esercito nazionale libico – una coalizione di milizie, alcune delle quali composte da fanatici dell’islam salafita riunite in “battaglioni” e “brigate” per dare l’impressione di una forza ufficiale spalleggiata da sponsor stranieri come il gruppo russo Wagner – ha tentato di sequestrare dei pescherecci italiani 35-40 miglia al largo di Bengasi, il capoluogo della Cirenaica. Secondo la testata Prima Pagina Mazara i militari libici hanno “esploso colpi in aria” per intimare al comandante del peschereccio “Michele Giacalone” di fermarsi, colpendo anche la parte superiore del motopesca. “I libici sarebbero saliti a bordo e in maniera molto brusca hanno chiesto di arrestare i motori, poi uno di loro avrebbe danneggiato il radar di bordo. Insomma, erano convinti di portar a termine il sequestro”, ricostruisce la testata siciliana, citando la testimonianza dell’armatore Luciano Giacalone. A evitare una nuova crisi diplomatica tra Italia e Libia, dopo il caso dei 18 pescatori di Mazara del Vallo trattenuti con la forza a Bengasi per ben 108 giorni, è stato l’intervento della fregata militare Alpino. Stavolta interviene la Marina italiana Secondo un comunicato della Marina militare, la nave italiana impegnata nell’Operazione Mare Sicuro “ha ricevuto la comunicazione via radio da un gruppo di sette pescherecci italiani, intenti in attività di pesca nelle acque della Cirenaica all’interno della zona definita dal Comitato di Coordinamento Interministeriale per la Sicurezza dei Trasporti e delle Infrastrutture ad alto rischio (a 26 miglia nautiche da limite esterno delle acque territoriali libiche)”. Si tratta in particolare dei pescherecci Michele Giacalone, Antonino Pellegrino, Giuseppe Schiavone, Nuovo Cosimo, Aliseo, Anna Madre e Artemide. Vale la pena ricordare che l’Anna Madre era già scampato a un tentativo di sequestro a settembre, quando Haftar riuscì a sequestrare l’Antartide e il Medinea nelle acque antistanti alla Cirenaica: anche all’ora fu richiesto l’intervento della Marina italiana, ma la nave militare più vicina – la Durand de La Penne – era troppo distante trovandosi a oltre 100 miglia di distanza. Stavolta, dopo la richiesta di soccorso, nave Alpino ha lanciato in volo l’elicottero di bordo e il proprio gommone riuscendo a intervenire in tempo. Secondo Prima Pagina Mazara, all’arrivo dei militari italiani i miliziani libici “hanno fatto una chiamata e probabilmente è stato detto loro di abbandonare il peschereccio e tornare a terra chiedendo prima ai pescatori mazaresi di allontanarsi da quella zona di mare”.

 

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