Il femminismo arabo e l’Islam- 2a parte
https://parstoday.ir/it/news/religion_islam-i201913-il_femminismo_arabo_e_l’islam_2a_parte
(b) Le donne sono un pericolo per l’ordine sociale La conseguenza della citata premessa della Mernissi è la seguente:
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Nov 11, 2019 03:04 Europe/Rome
  • Il femminismo arabo e l’Islam- 2a parte

(b) Le donne sono un pericolo per l’ordine sociale La conseguenza della citata premessa della Mernissi è la seguente:

visto che l’Islam considera le donne sessualmente più attive, ne consegue che le considera un pericolo per l’ordinamento sociale.

Dopo aver citato al-Ghazālī: “La virtù della donna è il dovere dell’uomo. E l’uomo è tenuto ad aumentare o a diminuire i rapporti sessuali con la donna secondo le necessità di lei, in modo da assicurarne la virtù”, la Mernissi commenta: “La teoria di al-Ghazālī relaziona direttamente la sicurezza dell’ordinamento sociale con la virtù della donna, e quindi con la soddisfazione dei suoi bisogni sessuali. L’ordinamento sociale è salvo solo quando la donna si limita a suo marito e non crea fitna, o caos, allettando altri uomini a rapporti illeciti.” (“Beyond the Veil”, p. 39, “Ihya”, vol. 2, p. 148).

Prima di tutto, esaminando l’affermazione di al-Ghazālī, non vedo nulla che possa far pensare che secondo la sua opinione le donne sono un pericolo per l’ordinamento sociale.

Si descrive semplicemente uno dei diritti fondamentali della relazione coniugale: il marito non dovrebbe essere egoista ed egocentrico, bensì prendere in considerazione anche i sentimenti della moglie. Niente in assoluto indica che, in generale, le donne musulmane insoddisfatte finiscano necessariamente per commettere adulterio.

In secondo luogo, se le donne insoddisfatte diventano un pericolo per l’ordinamento sociale solo perché esiste la possibilità che commettano adulterio, tale possibilità non è affatto confinata alle donne: anche gli uomini insoddisfatti potrebbero commettere adulterio!

Se l’Islam considerasse le donne un pericolo per l’ordinamento sociale su queste basi, allora dovrebbe considerare anche gli uomini alla stessa stregua! Portando l’argomentazione alle estreme conseguenze, si dovrebbe affermare che l’Islam considera gli uomini e le donne come un pericolo per l’ordinamento sociale. L’assurdità di una tale linea di ragionamento è evidente. Se tutti gli uomini e le donne rappresentano un pericolo per l’ordinamento sociale, dell’“ordinamento sociale” di chi stiamo parlando?!

 

(c) Non dovrebbe esistere alcun coinvolgimento emotivo verso le donne

La seconda parte della teoria sostenuta dalla Mernissi è che gli uomini, in teoria, non dovrebbero essere affettivamente legati alle loro mogli; l’amore tra marito e moglie non è incoraggiato né tollerato.

 

A parte l’affermazione della Mernissi già citata all’inizio della presente discussione, l’autrice fa riferimento alla questione anche in altri passaggi. Per esempio, dopo aver citato un’intervista ad una donna marocchina a proposito del suo primo marito in un matrimonio combinato (che non ha niente a che fare con l’Islam), la Mernissi scrive: “L’amore tra marito e moglie minaccia qualcosa di vitale nell’ordine Musulmano? (…) Il coinvolgimento eterosessuale, il vero amore tra marito e moglie, è un pericolo che deve essere superato” (“Beyond the Veil”, pag. 113)

 

In un altro passaggio, scrive: “E mi sembra che la rottura della segregazione sessuale permette l’emergere di quello che l’ordine musulmano considera come il nemico mortale della civiltà: l’amore tra gli uomini e le donne in generale, e tra marito e moglie in particolare” (“Beyond the Veil”, pag. 107).

 

Con tali pretese la Mernissi non avrebbe potuto allontanarsi di più dalla verità! Invece di risalire alle fonti originali dell’Islam, ha derivato le sue conclusioni dal modo in cui un certo gruppo etnico di Musulmani si comporta nella propria vita personale. Passiamo ad esaminare se quello che dice corrisponde o no alle fonti originali dell’Islam.

 

Il Sacro Corano dice:

 

Fa parte dei Suoi segni l’aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore (muhabbah) e tenerezza. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono” (Sura ar-Rūm, 30: 21).

 

Come può la Mernissi affermare che l’Islam considera l’amore tra marito e moglie un nemico mortale della civiltà, quando il Dio dell’Islam lo enumera tra i segni della Sua creazione e gloria?

 

L’Imam Ja’far as-Sadiq (as) dice: “L’amore (ĥubb) per le donne fa parte delle tradizioni dei profeti” (Wasa’ilu ‘sh-Shi’a, vol. 14, pag. 9)

 

Lo stesso Imam riporta che il Profeta (S) disse: “L’affermazione di un marito a sua moglie ‘Ti amo’ (inniuĥibbuki) non abbandonerà mai il cuore di lei” (Wasa’ilu ‘sh-Shi’a, p. 10)

 

Esistono inoltre tre interessanti hadith nei quali l’Imam Ja’far as-Sadiq (as) descrive l’amore per le donne come un segno e una causa di aumento della fede. Dice: “Non penso che la fede di una persona possa aumentare realmente se non è aumentato il suo amore per le donne” (Wasa’ilu ‘sh-Shi’a, pag. 9)

 

In un altro hadith dice: “Ogni volta che aumenta l’amore di una persona verso le donne, la sua fede cresce in qualità” (Wasa’ilu ‘sh-Shi’a, pag. 11)

 

In un terzo hadith mette in relazione l’amore per le donne con l’amore per l’Ahl ul-Bayt (as), che è un importante insegnamento del Sacro Corano. Dice: “In chiunque cresca l’amore per noi, deve crescere anche l’amore per le donne” (Wasa’ilu ‘sh-Shi’a, pag. 11)

 

Non credo ci sia ulteriore bisogno di dimostrare che l’accusa mossa all’Islam da parte della Mernissi non ha basi.

 

 (d) L’amore dovrebbe essere rivolto esclusivamente verso Dio

 

Se le fosse chiesto perché l’Islam considera l’amore per le donne come un nemico mortale della civiltà e un pericolo per l’ordinamento sociale, la Mernissi risponderebbe che il coinvolgimento emotivo o il centro dell’attenzione “dovrebbe essere rivolto esclusivamente a Dio attraverso la ricerca della conoscenza, la meditazione e la preghiera”: così, infatti, la Mernissi descrive il punto di vista di al-Ghazālī (“Beyond the Veil”, pag. 45).

 

In altre parole, la Mernissi sta dicendo che l’Islam, come il Cristianesimo, considera l’amore per Dio e l’amore per la donna come due fenomeni antitetici. Bisogna dire, per essere giusti verso la Mernissi, che si tratta di un’idea sbagliata da cui non è immune nemmeno uno studioso come al-Ghazālī.

 

Anche se ho già citato dettagliatamente il punto di vista islamico, secondo il quale l’amore per le donne non è in conflitto con il cammino spirituale, mi propongo di discutere la questione alla luce di quello che dice al-Ghazālī, con le sue tendenze Sufi.

 

2) Il punto di vista di al-Ghazali

 

Nella sua discussione sul matrimonio in “Ihyau ‘Ulumi ‘d-Din”, Abu Hamid al-Ghazālī ha una sezione chiamata “Incoraggiamento al matrimonio” (at-targhibfi ‘n-nikah), in cui cita alcune affermazioni del Profeta (S) a proposito della virtù del matrimonio. Nella stessa opera, di seguito, vi è inoltre una sezione chiamata “Dissuasione dal matrimonio” (at-targhib ‘ani ‘n-nikah), in cui cita, a parte le affermazioni di alcuni Sufi, tre hadith: due del Profeta (S) e uno dell’Imam ‘Ali (as).

 

Stranamente, il terzo ĥadīth non ha niente a che vedere con la questione, trattandosi piuttosto di pianificazione familiare: parla di avere meno mogli e bambini! Inoltre, tutti e tre gli hadith sono classificati dagli studiosi delle Tradizioni come ‘deboli’ (da’if) (Si vedano le note dell’editore in Ihya‘, vol. 2, p. 101 e anche in al-Kashani, Tahzibu ‘l-Ihya, vol. 3, p. 57).

 

Al-Ghazālī prosegue con una discussione sui “Benefici e danni del matrimonio”. Prima di analizzare tali ‘Danni del matrimonio’, vorrei commentare i due hadith del Profeta (S) che al-Ghazālī cita dalle sue fonti sunnite, e che anche la Mernissi utilizza nel suo libro.

 

Il primo ĥadīth è il seguente:

 

Il Profeta (S) disse: “Quando la donna viene verso di te, è Satana che ti si sta avvicinando. Quando uno di voi vede una donna e si sente attratto da lei, dovrebbe correre da sua moglie. Con lei, sarà lo stesso che con l’altra” (Ihya’, vol. 2, p. 110, “Beyond the Veil”, pag. 42)

 

Dopo aver citato l’hadith, Mernissi aggiunge il commento dell’Imam Muslim che dice: “La donna assomiglia a Satana per il potere irresistibile che ha sull’uomo”.

 

Nel discutere la questione della falsificazione o interpolazione negli hadith, i nostri ‘Ulama’ dicono che una fonte di falsificazione fu costituita da alcuni mistici e dai cosiddetti mullah pii, che importarono l’idea del celibato e della vita monastica, estranea all’Islam, nella letteratura degli hadith. E, visto che la visione della donna come un male è una componente importante della concezione monastica cristiana, idee simili si infiltrarono nella letteratura degli hadith, come totale falsificazione o in forme di interpolazione. Quando ho letto il sopraccitato hadith, ho sospettato che fosse un’interpolazione, specialmente la frase iniziale. Il mio sospetto venne confermato quando mi misi a cercare un hadith simile nelle fonti sciite. Le fonti sciite riportano un hadith simile, il seguente:

 

Il Profeta (S) disse: “Quando uno di voi vede una bella donna, dovrebbe andare da sua moglie. Perché ciò che è con lei {la moglie} è lo stesso che è con l’altra” (Wasa’il, vol. 14, p. 72-73)

 

Lo stesso hadith è riferito anche con una leggera differenza. Il Profeta (S) disse: “O uomini! In verità l’atto di guardare {una bella donna} viene da Satana, pertanto chiunque trovi in se stesso tale inclinazione dovrebbe andare da sua moglie” (Wasa’il, vol. 14, pag. 73).

 

L’hadith riportato dalle fonti sunnite equipara la donna a Satana, mentre nelle fonti sciite non esiste assolutamente una simile implicazione. Al contrario, nella seconda versione dell’hadith localizzato nelle fonti sciite, è lo sguardo dell’uomo che si relaziona alla tentazione di Satana!

 

Se dobbiamo scegliere tra le fonti della Sunnah del Profeta (S), non ci resta altro che accettare la versione degli Imam dell’Ahl ul-Bayt (as), la famiglia del Profeta (S). Dopotutto, nessuno poteva conoscere il Profeta (S) meglio di loro.

 

Secondo il nostro punto di vista, l’Imam al-Ghazālī, l’Imam Muslim e la Mernissi si sbagliano quando tentano di equiparare la donna a Satana. L’hadith che citano è stato interpolato, con tutta probabilità, da alcuni mistici, per incoraggiare la concezione monastica che hanno importato dalla Cristianità.

 

Il secondo hadith è il seguente: Il Profeta (S) disse: “Non andate dalle donne i cui mariti sono assenti. Perché Satana entrerà nei vostri corpi come il sangue scorre attraverso la vostra carne” (Ihya‘, vol. 2, p. 110; “Beyond the Veil”, pag. 42).

 

Prima di tutto, non sono riuscito a trovare un simile hadith nelle fonti sciite. Ciò, insieme al suo contenuto, mette in dubbio l’autenticità dell’hadith. In secondo luogo, la fonte del cosiddetto hadith è Sahih at-Tirmidhi. E mi sorprende come al-Ghazālī e la Mernissi possano usare tale hadith quando la loro fonte stessa, l’Imam at-Tirmidhi, commenta che “Si tratta di uno strano hadith!” (haża ĥadīthun gharib).

 

Infine, anche se si decide di accettare l’hadith, ciò non prova quello che pretende la Mernissi, cioè che “la donna sposata il cui marito è assente costituisce una minaccia particolare per gli uomini”: l’hadith equipara gli uomini, e non le donne, a Satana. In realtà, in tale hadith la donna risalta come vittima degli uomini che sono stati sopraffatti da Satana!

 

* Estratto dal libro di S.M. Rizvi “Matrimonio e morale nell’Islam”, edito a cura dell’Associazione Islamica Imam Mahdi (Aj). Il libro può essere ordinato alla nostra redazione o consultato in linea al seguente sito: http://www.al-islam.org/it/matrimonio-e-morale-nell-islam-sayyid-muhammad-rizvi

Fonte: http://islamshia.org/il-femminismo-arabo-e-lislam-s-m-rizvi/