Rispetto reciproco e coesistenza pacifica tra musulmani- 2parte
https://parstoday.ir/it/news/religion_islam-i203237-rispetto_reciproco_e_coesistenza_pacifica_tra_musulmani_2parte
(2) Sull’offendere e insultare le guide delle scuole sunnite Grande Ayatullah Sayyid ‘Ali Khamenei
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Dic 01, 2019 04:07 Europe/Rome
  •  Rispetto reciproco e coesistenza pacifica tra musulmani- 2parte

(2) Sull’offendere e insultare le guide delle scuole sunnite Grande Ayatullah Sayyid ‘Ali Khamenei

Quando una persona che parlava a nome della Shi’a nel suo canale internet privato (con base in Inghilterra, a Londra) ha usato espressioni offensive riguardo una delle mogli del Profeta dell’Islam (S), un gruppo di sapienti sciiti di Ahsã’, Penisola Arabica, ha inviato una domanda al Grande Ayatullah Khamenei e chiesto il suo verdetto.

Nella sua risposta l’Ayatullah Khamenei ha detto:

Offendere i simboli dei fratelli sunniti – come offendere e accusare la moglie del Profeta dell’Islam (S) Aisha è haram. Questo include le mogli di tutti i Profeti, in particolar modo il Signore dei Profeti Muhammad.”

***

Grande Ayatullah N. Makarim Shirazi

“…Recentemente uno pseudo sapiente, una persona ignorante…ha scandalosamente offeso le mogli del Nobile Profeta, ha insultato alcune sacre personalità delle altre scuole e accusato le mogli del Profeta di cose inappropriate.

 

O questa persona è al soldo [dei nemici] o è uno sciocco e pazzo; e più ignoranti di lui sono quegli eruditi Wahabiti che usano simili dichiarazioni come fondamento [per il loro odio contro di noi]. Questo nonostante centinaia di sapienti sciiti abbiano condannato questo atto; ma essi [i Wahabiti] hanno accettato le parole di questo servo [dei nemici]. Questo mostra l’illogica attitudine wahabita

 

La nostra condanna è stata pubblicata dal Canale satellitare mondiale Velayat, e abbiamo deplorato ogni tipo di insulto alle mogli del Profeta. Questi [Wahabiti] hanno dimenticato che lo scomparso Imam [Khomeyni] dichiarò Salman Rushdie come apostata per il suo “Versetti Satanici”, nel quale cose inappropriate venivano attribuite alle mogli del Profeta.

 

Dobbiamo stare attenti affinché le nostre dichiarazioni siano basate sulle prove e la logica, ma al tempo stesso non dobbiamo fare qualcosa che provochi conflitti.”

* * *

Grande Ayatullah H. Wahid Khurasani

Una volta durante una sua lezione l’Ayatullah Husayn Wahid Khurasani, il capo della Hawza ‘Ilmiyyah di Qum, ha letto una narrazione dal tafsir dell’Imam Fakhru ’d-Dīn Rãzi nella quale il nome di ‘Umar, il secondo califfo, era citato.

 

La narrazione riportava le parole “radhiyallahu ‘anhu” (Dio sia compiaciuto di lui) e l’Ayatullah Wahid Khurasani le recitò come erano riportate nell’opera

 

Qualcuno tra i presenti rivolse parole offensive nei confronti del califfo. L’Ayatullah Wahid Khurasani rispose dicendo:

 

 “Non ho detto forse di non usare queste parole nelle mie lezioni?!”

 

“!مـﮕـر نـﮕـفته بودم سر درس من از اين ﮔـونه كلمات به كار نبريد”

***

Grande Ayatullah Sayyid ‘Ali Sistani

Domanda:

As-Salaamun ‘alaykum wa rahmatullahi wa barakatuh.

Sui ‘social media’ sta circolando un video di una processione di lutto in occasione dell’anniversario del martirio dell’Imam al-Jawad (as) nel quale un gruppo di persone della zona di al-A‘dhamiyya lanciano offese contro ‘Umar, ‘Aisha e altri.

 

Si tratta di un atto condannato dalle grandi autorità religiose (marji‘iyyat)? In particolar modo poiché si tratta dell’offesa dei simboli religiosi dei nostri fratelli sunniti e questo, a sua volta, getterà benzina sul fuoco della cieca guerra civile tra il popolo iracheno.

Was-salam.

Risposta:

Col Nome di Allah Clemente e Misericorde

Questa condotta è condannata e fortemente biasimevole, ed è contro quello che gli Imam dell’Ahlul Bayt (as) hanno ordinato ai loro seguaci (Sciiti). Dio è la Guida.

 

Ufficio di As-Sayyid As-Sistani

An-Najaf al-Ashraf

2 Dhul Hijjah 1434 (8 Ottobre 2013)

(3) Non dobbiamo quindi discutere le differenze storiche?

Grande Ayatullah N. Makarim Shirazi

 

Alcuni sapienti dell’Egitto e dei fratelli sunniti del sud [dell’Iran] hanno ritenuto una serie storica trasmessa dalla televisione iraniana [intitolata “Mukhtar Nameh”] offensiva nei confronti dei Compagni del Profeta. Essi devono comprendere che insultare è una cosa e narrare la storia un’altra; si tratta di questioni fondamentalmente differenti.

 

Qualcuno può dubitare che nell’Islam vi fu una battaglia chiamata di Siffin? Può qualcuno dubitare che alcuni Compagni (sahaba) non prestarono alleanza all’Imam del loro tempo e combatterono contro di lui in in [una battaglia] che causò molti morti? State dicendo di non narrare la storia?

 

Non possiamo chiudere i nostri occhi di fronte alla storia [e alle differenze storiche]; insultare è una cosa mentre farericerche è un’altra – questi due aspetti non devono essere confusi. Questi fratelli devono comprendere che le questioni storiche non possono essere dimenticate; tutti i libri di storia dell’Islam sono pieni di questi eventi. Anche i libri storici dei sunniti parlano della questione di Talha, Zubayr e ‘Abdullah bin Zubayr.

 

Se vengono condotte ricerche storiche obiettive, molte realtà ed eventi diventeranno chiari. Nella storia islamica alcuni Compagni (sahaba) percorsero risoluti la strada del Profeta mentre altri non rimasero su quel sentiero. Se guardiamo alle questioni ed eventi storici in modo imparziale, allora il nostro dovere diventerà chiaro. Questo significa narrare un evento, e non deve essere considerato un insulto.”

Un esempio dall’Amirul Mu’minin ‘Ali (as)

 

Durante la Battaglia di Siffin l’Imam ‘Ali (as) vide alcuni suoi Compagni usare un linguaggio offensivo verso le forze siriane. Egli li avvisò:

 “Non mi piace che voi iniziate ad offenderli, ma se descrivete le loro azioni e raccontate la loro situazione questo sarebbe u miglior modo di esprimervi e una via più convincente per argomentare.

 

Invece di offenderli dovete dire: ‘O Allah! Proteggi il nostro sangue e il loro sangue, facci riconciliare e guidali fuori dal traviamento affinché colui che è ignorante della verità possa conoscerla e colui che è incline alla ribellione e alla rivolta possa allontanarsene.” (Nahjul Balagha, sermone 204)

(4) La posizione dei Sunniti nel Fiqh sciita

Grande Ayatullah Sayyid ‘Ali Sistani

 

Domanda:

As-Salāmu ‘alaykum wa raḥmatullāhi wa barakātuh.

 

Un canale [televisivo] privato ha ripetutamente affermato che Sayyid Sistani (possa Allah proteggerlo) in una fatwa avrebbe dichiarato come kufr (miscredenza) il non credere nell’Imamato [dell’Ahlul Bayt], e tra costoro vi sono i fratelli sunniti. Questo è basato su ciò che è stato riportato dal sito Al-Abḥāthu ’l-‘Aqā’idiyyah che, secondo quanto affermato all’inizio del programma “al-Hiwār aṣ-Sarīḥ” di detto canale, si trova sotto il patrocinio del nobile Sayyid.

 

Quale è la Sua risposta su queste loro affermazioni, giacché sono state ripetute quasi quotidianamente sin dall’inizio di questo mese di Ramadhan [1431].

Grazie.

 

Risposta:

Col Nome d’Iddio Clemente e Misericorde

As-Salāmu ‘alaykum wa raḥmatullāhi wa barakātuh.

 

Il rispettabile Sayyid Sistāni nel manuale delle sue fatwa, Minhāju ’ṣ-Saliḥīn, vol. 1 (prima edizione) p. 138 ha chiaramente affermato che un kāfir (miscredente) è colui che

1. non ha una religione

2. o segue una religione differente dall’Islam 

3. o segue l’Islam ma rifiuta quanto è noto come una parte essenziale della fede islamica (per esempio, quello che è giunto dal Profeta) in modo tale che il suo rifiuto equivalga a smentire il Profeta (S) in quello che egli ha trasmesso da Allah Altissimo

 

Considerando il fatto che la maggior parte dei nostri fratelli dell’Ahlus Sunnat wal Jamā‘at (sunniti) che nega l’Imamato dei dodici Imam (as) crede che l’Imamato non sia parte integrante di quanto trasmesso dal Profeta (S), in base al punto di vista del rispettabile Sayyid ne consegue che il loro rifiuto non danneggia il loro Islam.

 

Da altre sue fatwa risulta inoltre chiaro che:

1. Il suo decreto sull’obbligo di condurre la Preghiera funebre su un musulmano anche se appartiene a una differente scuola (madhhab). (Minhãju ’ṣ-Ṣãliḥīn, vol. 1, p. 106)

 

2. Il suo responso sulla validità del matrimonio di una donna sciita con un musulmano appartenente a un’altra madhhab. (Minhãju ’ṣ-Ṣãliḥīn, vol. 3, p. 70)

 

3. E il suo verdetto che il musulmano può ereditare da un altro musulmano anche se essi differiscono nella loro madhhab, principi e credenze. (Minhãju ’ṣ-Ṣãliḥīn, vol. 3, p. 323)

In breve, chiunque sia consapevole delle fatwa del rispettabile Sayyid sa che egli considera gli Ahlus Sunnah wal Jamā‘at come musulmani le cui vite devono essere protette, le cui proprietà sono sacrosante e tutte le norme specifiche dei musulmani si applicano nei loro confronti

Possa Allah garantirvi il successo. Was-salaamu ‘alaykum wa raḥmatullãhi wa barakãtuh.

 

12 del Santo Ramadhan 1431 AH

 

[Timbro dell’Ufficio di As-Sayyid as-Sistãni, an-Najaf al-Ashraf]

***

Grande Ayatullah Wahid Khurasani

 

Domanda:

Col Nome dell’Altissimo

 

Siamo un gruppo che risiede in una zona sunnita, ed essi ci definiscono ‘kãfir’ (miscredenti) e dicono che gli sciiti sono kãfir. In simile situazione possiamo ribattere allo stesso modo e trattarli come kãfir? Chiarisca per favore il nostro dovere religioso di fronte a simili situazioni.

 

Un gruppo di credenti.

Risposta:

Col Nome di Allah Clemente e Misericorde

Chiunque rende testimonianza dell’unità di Dio Altissimo e della profezia dell’ultimo Profeta (S) è un musulmano. La sua vita, onore e proprietà sono sacrosante quanto la vita, l’onore e la proprietà di un seguace della scuola jafarita (sciita).

 

Il vostro dovere religioso verso colui che crede nell’unità di Dio e nella profezia del Profeta, anche se egli vi definisce kãfir, è quello di intrattenere con loro una relazione cordiale. E se anche essi avessero nei vostri confronti un comportamento sbagliato, non dovete comunque deviare dal sentiero della verità e della giustizia.

 

Se qualcuno di loro si ammala andate a visitarlo; se muore partecipate al suo funerale; se ha bisogno di qualcosa aiutatelo. Accettate il comando di Allah: “Non vi spinga all’iniquità l’odio per un certo popolo. Siate equi: l’equità è consona alla devozione. [Sacro Corano, 5:8] e seguite l’ingiunzione dell’Altissimo: “Siate ben certi, prima di dire a chi vi rivolge il saluto: “Tu non sei credente”.” [4:94]

 

Was-salaam ‘alaykum wa rahmatullãh.

Fonte: http://islamshia.org/rispetto-reciproco-e-coesistenza-pacifica-tra-musulmani/