La donna nella cultura islamica - 1 p.
Introduzione Dal momento che le donne rappresentano la metà della società umana, il loro status, la loro ...
posizione ed il loro ruolo in tale società, possono essere un valido criterio per valutare il livello di ogni società e cultura. Esse hanno un ruolo importante nello sviluppo o nell’involuzione della loro società, e sono un fattore determinante nella crescita della qualità della vita.
La cultura di una società è costituita dai suoi costumi, dalle tradizioni, dalle credenze e dal comportamento dei suoi membri. Parimenti, la cultura di una scuola di pensiero è costituita dai suoi principi, dal suo credo e dalle azioni dei suoi membri fondatori. Pertanto, se si volesse studiare una particolare scuola di pensiero, occorre riferirsi a ciò che i suoi capi e fondatori dicono. Quindi, per comprendere il ruolo della donna nella cultura islamica, occorre studiare quello che l’Islam e le sue guide religiose affermano a questo riguardo.
Comunque prima di incominciare qualsiasi discussione in merito, è bene precisare una cosa fondamentale: cultura islamica e cultura musulmana non riflettono necessariamente gli stessi valori. Sebbene la cultura musulmana derivi dalla cultura islamica, le due non sono sempre la medesima cosa in quanto non possiamo tralasciare che nel corso dei secoli svariate società musulmane hanno deviato dall’originale cultura islamica. Tale deviazione è avvenuta in misura diversa nelle varie parti del mondo, ma il risultato è che oggi le varie società musulmane esprimono delle sfaccettature della cultura musulmana, ma non necessariamente la vera cultura islamica.
La vera cultura dell’Islam può essere valutata soltanto attraverso il Santo Corano e le tradizioni profetiche (Ahadith, plurale di hadith) e studiando la vita, il carattere e la condotta del Santo Profeta (S), degli infallibili Imam (as) nonché delle nobili Khadija (as) e Fatima (as), così come, d’altro canto, la cultura musulmana va valutata studiando le norme ed i modelli comportamentali dei musulmani e le opere culturali dei loro scrittori, artisti e poeti. Comunque, chiunque voglia approfondire uno studio comparativo fra queste due culture, e trovarne le affinità e differenze, dovrebbe accostarsi a questo studio in modo obbiettivo e senza pregiudizi. Dopo aver chiarito questo punto fondamentale, possiamo procedere nella discussione dello status femminile nella cultura Islamica. Per fare questo ci baseremo sulle sue tre principali fonti: Il Santo Corano, i detti del Profeta (S) e le sue tradizioni.
La prospettiva coranica
Quasi duecento versetti del Santo Corano si occupano di rango, ruolo e responsabilità della donna negli aspetti individuale, familiare e sociale. Secondo il Santo Corano, uomini e donne hanno pari diritti sebbene, per alcune questioni particolari tali diritti possano sembrare dissimili. La Legge Divina considera infatti che uomo e donna, pur ugualmente “umani” e con lo stesso fine nella Creazione, abbiano specifiche e peculiari esigenze ed attitudini. Almeno quindici punti rivelano tale approccio equilibrato, dimostrando come l’Islam non lasci spazio alcuno all’oppressione sessuale.
La creazione: nei versetti in cui il Santo Corano descrive la creazione dell’uomo, la sua posizione di vicario di Dio, la prostrazione degli angeli davanti ad Adamo (as), il soffio dello Spirito Divino nell’uomo, l’insegnamento dei Nomi Divini, il sussurro di Satana, la disobbedienza di Adamo (as), il suo pentimento ecc., non viene operata alcuna specifica distinzione tra uomo e donna. Tutti questi versetti parlano di “umano”, “uomo”, “figli di Adamo”, non operando alcuna differenza tra i due sessi (1).
Potenziale comune: rispetto alle potenzialità nella conoscenza esoterica, al possesso di uno Spirito Divino, alla capacità intellettiva, alla consapevolezza etica e al ruolo di vicario di Dio, il Santo Corano non distingue tra uomo e donna, bensì riferisce le citate caratteristiche ad ambedue; se ne deduce che l’uomo e la donna sono assolutamente paritetici a questo proposito.
Il fine della creazione: secondo il Santo Corano, il fine della creazione dell’uomo e della donna è la sottomissione a Dio, la messa alla prova ed il conseguimento di una vita pura, senza nessun distinzione di genere.
Valori umani: riguardo alle virtù e ai valori umani quali la fede, la conoscenza, la purezza, la pietà, e alle buone azioni, Hajj (pellegrinaggio alla Mecca) e Jihad (sforzo sulla via di Dio) compresi, il Santo Corano non fa distinzione tra uomo e donna. Il Santo Corano, nella Sura al-Ahzâb, (33: 35), pone l’accento su tale uguaglianza dicendo:
“In verità i musulmani e le musulmane, i credenti e le credenti, i devoti e le devote, i leali e le leali, i perseveranti e le perseveranti, i timorati e le timorate, quelli che fanno l’elemosina e quelle che fanno l’elemosina, i digiunatori e le digiunatrici, i casti e le caste, quelli che spesso ricordano Dio e quelle che spesso ricordano Dio, sono coloro per i quali Dio ha disposto perdono ed enorme ricompensa .
Cammino verso la perfezione: secondo l’Islam, uomo e donna hanno ricevuto entrambi l’ordine da Dio di percorrere la Retta Via e di tendere verso la perfezione.
Nemico comune: secondo il Santo Corano, Satana è il nemico comune dell’uomo e della donna; entrambi sono suscettibili alle sue insidie malefiche, e ad entrambi si chiede di guardarsi dai complotti malvagi del nemico dell’umanità (2). Secondo l’Islam, Satana al principio della creazione ha ingannato entrambi allo stesso modo, e il Santo Corano non considera la donna responsabile della “caduta dell’uomo” (3).
L’uomo e la donna si completano a vicenda: il Santo Corano attesta che l’uomo e la donna si completano l’uno con l’altra. (4)
Credenti e Miscredenti: il Santo Corano utilizza anche esempi femminili per descrivere Credenti e Miscredenti: Maryam (as) e Asiyeh (as), la moglie del Faraone, sono usate per descrivere delle persone pie e religiose, mentre i nomi delle mogli del profeta Noè (as) e di Lot (as) sono utilizzati al fine di rappresentare il prototipo del miscredente. Il Santo Corano, nella Sura at-Tahrim (66:10-12), dice:
“Dio ha proposto ai miscredenti l’esempio della moglie di Noè e della moglie di Lot. Entrambe sottostavano a due dei Nostri servi, uomini giusti. Entrambe li tradirono, ed essi non poterono in alcun modo porle al riparo da Dio. Fu detto loro: «Entrate entrambe nel Fuoco, insieme con coloro che vi entrano». Dio ha proposto ai credenti l’esempio della moglie di Faraone, quando invocò: « Signore, costruiscimi vicino a Te una casa nel Giardino. Salvami da Faraone e dalle opere sue. Salvami dagli ingiusti». E Maria, figlia di ‘Imrân, che conservò la sua verginità; insufflammo in lei del Nostro Spirito. Attestò la veridicità delle Parole del suo Signore e dei Suoi Libri e fu una delle devote”.
Fonte: http://islamshia.org/la-donna-nella-cultura-islamica-m-mehrizi/