L’intimità divina (wala’)- 2a parte
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Nell’Islam esistono sia l’amore che l’odio, ma entrambi logici e ragionevoli, non emotivi né casuali.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Dic 10, 2019 02:44 Europe/Rome
  • L’intimità divina (wala’)- 2a parte

Nell’Islam esistono sia l’amore che l’odio, ma entrambi logici e ragionevoli, non emotivi né casuali.

L’amicizia e l’inimici­zia generate da puri stati emotivi sono sentimenti ciechi e non hanno base logica, e trascinano l’essere umano dove essi vogliono. D’altra parte l’amicizia e l’inimicizia intellettuali generate da un qualche tipo di conoscenza origi­nano da una preoccupazione per il destino di un essere umano.

Facciamo un esempio. I genitori hanno due tipi di attaccamento nei confronti del proprio figlio: uno logico, l’altro sentimentale. L’attacca­mento logico, talvolta, li induce a compiere un’azione che causerà tribolazione al figlio. Ad esempio, possono affidarlo all’operato di un chirurgo per l’amputazione di un arto suppurato; pur dolendosi e versan­do lacrime, essi insisteranno presso il medico perché operi nel più breve tempo possibile, se necessario. Essi verseranno le lacrime per il loro attaccamento emotivo, chiedendo, nel contempo, l’ope­razione chirurgica in base al loro attaccamento logico.

Nel caso che essi accordino una preferenza al loro attacca­mento emotivo e neghino la necessità dell’amputazione, accondiscendono in realtà a consegnare il figlio nelle braccia della morte. Per altro verso, faranno tacere le loro emozioni nei confronti del suo benessere, forti del loro acuto interesse intellettuale e logico, concordando, quindi, sulla necessità di infliggere un dolore al figlio.

Qualsiasi persona saggia, al fine di essere curata, può occasional­mente sottomettersi all’operato di un chirurgo, chiedendo­gli, per esempio, di amputare una delle sue dita. Il paziente non ama soffrire il dolore dell’amputazione, sapendo che la perdita di un dito gli causerà molte difficoltà. Nonostante ciò la sua ragione e la sua logica gli impongono di sopporta­re il dolore e di accettare questa menomazione dell’organi­smo. In simili ipotesi sono la ragione e la logica, non le emozioni, ad indurre il paziente a richiedere un’operazione chirurgica.

Al fine di eliminare la corruzione da una società in cui prevalgono miscredenza e ignoranza, l’Islam da un’indicazione per portare avanti una battaglia armata.

وَقَاتِلُوهُمْ حَتَّىٰ لَا تَكُونَ فِتْنَةٌ

«Uccideteli finché non ci sia più sedizione.» (Sura al-Baqara: II, 193).

Allo stesso tempo per la sicurezza della società esso mette in guardia i musulmani dall’aprire il loro cuore ai miscredenti. Non vi è contraddizione tra questa politica e il principio di intrattenere buoni rapporti nei confronti di tutti.

L’imitazione è nella natura umana: l’uomo spesso adotta inconsapevolmente le idee e nozioni degli altri. Il Corano afferma:

يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا لَا تَتَّخِذُوا عَدُوِّي وَعَدُوَّكُمْ أَوْلِيَاءَ تُلْقُونَ إِلَيْهِمْ بِالْمَوَدَّةِ وَقَدْ كَفَرُوا بِمَا جَاءَكُمْ مِنَ الْحَقِّ

«O credenti, non prendetevi per autorità il Mio nemico e il vostro, dimostrando loro amicizia, mentre essi non hanno creduto alla verità che vi è giunta.» (Sura al-Mumtahana: LX, 1).

Esso continua col dire:

إِنْ يَثْقَفُوكُمْ يَكُونُوا لَكُمْ أَعْدَاءً وَيَبْسُطُوا إِلَيْكُمْ أَيْدِيَهُمْ وَأَلْسِنَتَهُمْ بِالسُّوءِ وَوَدُّوا لَوْ تَكْفُرُونَ

«Se vi incontrano in qualche luogo, saranno vostri nemici, vi aggrediranno con le loro mani e le loro lingue e si augureranno che diveniate miscredenti.» (Sura al Mumtahana: LX, 2).

Il Sacro Corano qui indica i motivi per cui i musulmani dovrebbero essere attenti e vigili nel trattare con i non-musulmani. Esso afferma che questi ultimi amano persuadere gli altri ad adottare i loro comportamenti, i loro modi di pensare e la loro religione. E se si trattasse meramente di una questione relativa solo al loro desiderio e a ciò che gradiscono, non vi sarebbe stato grande pericolo. Il Sacro Corano sottolinea che essi con abilità tentano di raggiungere l’obiettivo di traviare i musulmani.

Questa posizione rende essenziale che i musulmani siano prudenti nelle loro relazioni con i non musulmani. Essi dovreb­bero sempre ricordarsi di appartenere ad un corpo sociale unitario totalmente diverso da quello dei non-mus­ulmani. Ad ogni modo, ciò non significa che i musulmani non possano tenere alcun contatto sociale, economico o politico con essi. Il punto fondamentale è che tutte queste relazioni debbono essere considerate alla luce degli interessi superiori della comunità islamica.

 

FORMA GENERALE DELLA WALA POSITIVA

L’Islam vuole che i musulmani vivano una vita indipen­dente al pari di un’unità militarmente coordinata e social­mente omogenea. Per far sì che la comunità islamica cresca forte e vigorosa, ci si deve attendere che ogni musulmano si consideri parte integrante d’essa. Il Santo Corano vuole che la comunità islamica sia superiore a qualsiasi altra. Esso dichiara:

وَلَا تَهِنُوا وَلَا تَحْزَنُوا وَأَنْتُمُ الْأَعْلَوْنَ إِنْ كُنْتُمْ مُؤْمِنِينَ 

«Non scoraggiatevi, non rattristatevi poiché avrete il sopravvento, se avete fede.» (Sura aali ‘Imram: III, 139).

La fede è il criterio in base a cui si misura la superiorità della comunità islamica. La sua forza motivante è il pegno della sua indipendenza, il contrassegno maggiore della sua particolarità ed il pre-requisito essenziale della sua unità. Il Santo Corano afferma:

وَلَا تَنَازَعُوا فَتَفْشَلُوا وَتَذْهَبَ رِيحُكُمْ ۖ وَاصْبِرُوا ۚ إِنَّ اللَّهَ مَعَ الصَّابِرِينَ

«Non disputate, altrimenti perdereste la fiducia ed il vigore. Ma siate pazienti.» (Sura al-Anfal: VIII, 46).

Le discordie interne e il dissenso indeboliscono la struttu­ra e la particolarità della comunità. La fede è la base della mutua amicizia, dell’amore e della lealtà che vige tra i musulmani.

Il Santo Corano afferma:

وَالْمُؤْمِنُونَ وَالْمُؤْمِنَاتُ بَعْضُهُمْ أَوْلِيَاءُ بَعْضٍ ۚ يَأْمُرُونَ بِالْمَعْرُوفِ وَيَنْهَوْنَ عَنِ الْمُنْكَرِ

 «E i credenti e le credenti sono l’un l’altro amici e fratelli, invitano al retto agire e gli atti biasime­voli sconsigliano, e compiono la Preghiera e pagano la Decima e obbediscono ad Allah ed al suo Messaggero.» (Sura Tawba: IX, 71).

I musulmani sono strettamente legati un l’altro e come tali si sostengono vicendevolmente. Sono reciprocamente interessati alla propria sorte; in realtà, alla loro stessa sorte, poiché essi, tutti assieme, formano una compatta unità. Questo è il motivo per cui si incoraggiano reciprocamente a compiere il bene ed ad astenersi dal male.

Questa esortazione e questo bando originano dalla mutua wala’. Questo è il motivo per cui nel Santo Corano la frase

يَأْمُرُونَ بِالْمَعْرُوفِ وَيَنْهَوْنَ عَنِ الْمُنْكَرِ

«essi invitano al retto comportamento e si vietano quello biasimevole», si trova immediatamente dopo la dichiarazio­ne che i musulmani sono waly l’uno a l’altro.

La cura per la sorte di un’altra persona origina dall’inte­resse che questa medesima persona ci suscita. Un padre che ama i propri figli, automaticamente si sente responsabile del loro futuro. Ma non può avere a cuore quello dei figli altrui, poiché non essendo interessato a loro, non potrà verosimil­mente esserlo del loro destino. Pertanto, il comportamento dì questi, buono o cattivo che sia, non sarà tale da produrre sentimenti positivi o negativi in lui.

L’esortazione ad operare il bene e la raccomandazione a non incorrere in un comportamento erroneo, sono i risultati di questi sentimenti positivi e negativi fortemente avvertiti. Tali sentimenti non scaturiscono in assenza dell’amore e dell’attaccamento.

Se un uomo non è interessato ad una persona in particola­re, egli sarà del tutto indifferente al suo comportamento ed alla sua condotta. In caso contrario, il suo attaccamento non lo lascerà indifferente. Questo è il motivo per cui il Corano ha messo in relazione l’esortazione ad operare il bene e ad astenersi dall’erroneo con la wala positiva.

A tale esortazione, fanno seguito altre due indicazioni tratte dal Santo Corano. Esso dice:

وَيُقِيمُونَ الصَّلَاةَ وَيُؤْتُونَ الزَّكَاةَ

«Essi compiono la Preghiera e pagano la Decima». La Preghiera rappresenta la relazione tra il Creatore e l’uomo e la Decima indica la buona volontà tra i musulmani a sostenersi reciprocamente a motivo dell’affetto e della simpatia che li lega. Per quanto il Corano dice:

أُولَٰئِكَ سَيَرْحَمُهُمُ اللَّهُ ۗ

«Ecco coloro che godranno della misericordia di Allah.» (Sura at-Tawba, IX, 71)

وَأُولَٰئِكَ هُمُ الْمُفْلِحُونَ

«Essi sono coloro che prospereranno.» (Sura at-Tawba, IX, 88)

Più in là chiariremo ulteriormente questo passaggio e mostreremo che molti altri versetti del Santo Corano si richia­mano ad una wala’ generale e concernono una sorta di responsabilità dei musulmani a motivo della loro mutua buona disposizione.

Vi è un noto detto del Santo Profeta:

مَثَلُ الْمُؤْمِنِينَ فِي تَوَادِّهِمْ وَتَرَاحُمِهِمْ وَتَعَاطُفِهِمْ كمَثَلُ الْجَسَدِ إِذَا اشْتَكَى بَعْضُ تَدَاعَى لَهُ سَائِرُ الْجَسَدِ بِالسَّهَرِ وَالْحُمَّى

«I musulmani per l’affetto e la simpatia che li unisce, sono simili al corpo umano. Se una parte d’esso soffre, tutte le altre parti sono preda della febbre e dell’insonnia».

Nei confronti del Santo Profeta e dei suoi discepoli, il Santo Corano afferma:

مُحَمَّدٌ رَسُولُ اللَّهِ ۚ وَالَّذِينَ مَعَهُ أَشِدَّاءُ عَلَى الْكُفَّارِ رُحَمَاءُ بَيْنَهُمْ ۖ

 «Muhammad è il Messaggero di Allah. E coloro che sono con lui sono duri con i miscredenti e compassionevoli tra di loro.» (Sura Fatah: XLVIII, 29).

Questo versetto si riferisce sia alla wala’ positiva che a quella negativa. Come abbiamo detto sopra, molti versetti del Santo Corano puntualizzano il fatto che i nemici dell’Islam hanno sempre tentato di volgere la wala’ negativa in wala’ positiva e viceversa. In altre parole essi fanno del loro meglio per rendere più strette le relazioni tra musulmani e non-musulmani e invece fomentare, con diverse scuse tra cui quelle settarie, l’ostilità tra musulma­ni. A tale scopo essi agitano differenze settarie. Ancora oggi questi agenti estranei si sono mostrati, a riguardo, particolarmen­te attivi.* Hanno speso somme enormi allo scopo di seminare discordia tra i musulmani. Malauguratamente sono stati capaci di produrre certi elementi nell’ambito islamico, il cui unico obiettivo è quello di mutare la wala’ positiva in wala’ negativa e viceversa, e questo è il più duro colpo che questi malvagi possono infliggere al Santo Profeta.

Si tratta della tragedia più deplorevole con cui l’Islam deve ai nostri giorni confrontarsi. L’Imam Ali ibn Abi Talib ha detto:

فَيَا عَجَباً وَاللهِ يُمِيتُ الْقَلْبَ وَيَجْلِبُ الْهَمَّ مِن اجْتِمَاعِ هؤُلاَءِ الْقَوْمِ عَلَى بَاطِلِهِمْ، وَتَفَرُّقِكُمْ عَن حَقِّكُمْ

«È veramente fastidioso ed eccezionalmente sorprendente con­statare che il nemico ad onta del suo essere in errore sia unito, mentre voi che versate nella verità conoscete la divisione». (Nahjul-Balagha)

O Dio, proteggi l’Islam e i musulmani dal male di questi malvagi per il rango di Muhammad e della sua Pura Famiglia!

اَللّـهُمَّ اِنّا نَشْكُو اِلَيْكَ فَقْدَ نَبِيِّنا صَلَواتُكَ عَلَيْهِ وَآلِهِ،وَغَيْبَةَ وَلِيِّنا، وَكَثْرَةَ عَدُوِّنا وَقِلَّةَ عَدَدِنا وَشِدّةَ الْفِتَنِ بِنا وَتَظاهُرَ الزَّمانِ عَلَيْنا فَصَلِّ عَلى مُحَمَّد وَآلِهِ وَاَعِنّا عَلى ذلِكَ بِفَتْح مِنْكَ تُعَجِّلُهُ وَبِضُرٍّ تَكْشِفُهُ وَنَصْر تُعِزُّهُ وَسُلْطانِ حَقٍّ تُظْهِرُهُ وَرَحْمَة مِنْكَ تَجَلِّلُناها وَعافِيَة مِنْكَ تُلْبِسُناها بِرَحْمَتِكَ يا اَرْحَمَ الرّاحِمينَ .

NOTE

*Il presente testo rappresenta il primo capitolo dell’opera “Wala wa Wilayat”. Data l’importanza e chiarezza di esposizione del libro, a Iddio piacendo tradurremo e pubblicheremo gradualmente anche i capitoli successivi.

** “I musulmani devono essere vigili e consapevoli che ogni sedizione che avviene tra i fratelli sunniti e sciiti è dannosa per la Ummah Islamica. Coloro che vogliono seminare discordia non sono né sunniti né sciiti; sono agenti delle superpotenze e lavorano per esse. Coloro che cercano di causare discordia tra i Musulmani sono individui che cospirano per i nemici dell’Islam e vogliono il loro trionfo sui musulmani. Sono sostenitori degli Stati Uniti..” (Imam Khomeyni).