Il Taqlid: seguire l’esperto- 2a parte
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Qualità di un Mujtahid Diventare un esperto di Fiqh (giurisprudenza islamica) e di altre scienze islamiche non è sufficiente per ottenere la qualifica di Mujtahid, colui che il semplice credente Sciita può seguire.
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Dic 30, 2019 02:50 Europe/Rome
  • Il Taqlid: seguire l’esperto- 2a parte

Qualità di un Mujtahid Diventare un esperto di Fiqh (giurisprudenza islamica) e di altre scienze islamiche non è sufficiente per ottenere la qualifica di Mujtahid, colui che il semplice credente Sciita può seguire.

In aggiunta a questa qualifica, le norme Sciite dichiarano che un Mujtahid debba essere Ithna ‘Ashari (seguace del Profeta e dei dodici Imam suoi successori, n.d.t.) e ‘Adil. La parola “’Adil” può esser tradotta con “giusto”, sebbene essa includa anche altre qualità etiche e giuridiche come la compassione, l’astinenza da tutti gli atti proibiti dalla Shari’ah e l’adempimento di tutti i suoi doveri.

 

L’Imam Hasan al-‘Askari (as) cita un lungo ĥadīth ripreso dall’Imam Ja’far as-Sadiq (as) nel quale condanna gli Ebrei perché seguono i rabbini. Poi l’Imam dice: “E, similmente, se la gente ordinaria della nostra Ummah notasse nei suoi Fuqaha (8) aperta iniquità, forte solidarietà razziale {a scapito degli altri}, cupidigia per le vanità di questo mondo e per le sue cose illecite, opposizione ai loro avversari che meriterebbero di essere aiutati e sostegno ai loro partigiani che meriterebbero di essere osteggiati, e nonostante tutto ciò seguisse tali Fuqaha, dovrebbe essere considerata al pari degli Ebrei, che sono stati biasimati per aver seguito i rabbini”.

 

E poi l’Imam continua: “Ma se c’è uno tra i Fuqaha che ha il controllo di sé stesso, protegge la sua religione, sopprime i suoi desideri malvagi ed obbedisce agli ordini del suo Signore, allora è degno di esser seguito (Yuqalliduhu)”.

 

E queste qualità saranno trovate soltanto in pochi Fuqaha Sciiti, non in tutti loro…” (9).

 

Queste condizioni in generale, e il sopraccitato ĥadīth in particolare, richiedono quindi ai credenti di essere vigili.

 

Un credente come può sapere chi è Mujtahid?

Ci sono tre modi riconosciuti per sapere chi è un Mujtahid:

tramite la propria conoscenza personale, se si è sapienti;

tramite la testimonianza di due persone ‘Adil e sapienti;

tramite il grado di popolarità che non lascia dubbio riguardo al Mujtahid.

Quando un Mujtahid è seguito dalla comunità Sciita, egli viene riconosciuto come “Marja’ at-Taqlid”, ovvero una figura alla quale si può far riferimento per il Taqlid.

 

La maggioranza degli ‘Ulamà dei giorni nostri sostiene che è estremamente preferibile seguire il Mujtahid “A’lam”, non un Mujtahid qualsiasi. Ciò significa seguire il “più sapiente”, ma in questo contesto specifico significa il Mujtahid con il più alto grado di conoscenza per dedurre le regole della Shari’ah dalle sue fonti. Il Mujtahid A’lam può essere riconosciuto tramite i tre modi menzionati in precedenza.

 

A volte, comunque, è difficile per gli ‘Ulama’ Sciiti distinguere chi, tra tutti i Mujtahidun (pl. di Mujtahid) prominenti, sia il più sapiente, e, come risultato, più di un Mujtahid può esser seguito per mezzo del Taqlid (anche se, ovviamente, non dalla medesima persona) contemporaneamente. Questo è stato il caso degli anni ’70 e ’80, ma tale molteplicità raramente sfocia in una divergenza pratica sulle questioni legali all’interno della comunità Sciita.

Differenze tra i Mujtahidun nei loro responsi giuridici (fatwa)

Molte persone si chiedono perché qualche volta i Mujtahidun differiscono nei loro responsi religiosi (Fatawa), sebbene le basi della loro Ijtihad siano le stesse.

 

Innanzitutto, tutte le differenze nelle Fatawa non sono mai contraddittorie; è quasi impossibile trovare un caso di un Mujtahid che dichiari una certa azione wajib (doverosa), mentre un altro la dichiari ĥarām (illecita).

 

Prendiamo come esempio il caso della Preghiera del Venerdì (Salat al-Jum’ah). Tutti i Mujtahidun Sciiiti credono che durante la presenza manifesta dell’Imam Ma’sum, questa Salat sia doverosa (wajib), poiché spetta all’Imam, o al suo rappresentante, chiamare le genti alla Preghiera del Venerdì, ma quando l’Imam è in stato di Occultazione (aj), essi possono differire su quale sia il processo corretto delle azioni da svolgere.

 

L’Ayatullah Sayyid Muhsin al-Hakim era dell’opinione che la Preghiera del Venerdì non fosse doverosa durante l’Occultazione dell’Imam (aj), ma non vi erano problemi se una persona l’avesse adempiuta durante la sua attesa, così come se questa avesse preferito adempiere alla Preghiera di Mezzogiorno (Salat adh-Dhuhur). L’Ayatullah Sayyid Abul Qasim al-Khu’i diceva: “Una persona può scegliere se adempiere alla Preghiera di Mezzogiorno o alla Preghiera del Venerdì, ma quando quest’ultima viene organizzata con tutte le sue condizioni è precauzione doverosa (ihtiyat wajib) prendervi parte”. L’Ayatullah Sayyid Ruhullah al-Khumayni diceva “Una persona può scegliere tra adempiere alla Preghiera del Mezzogiorno e la Preghiera del Venerdì, ma se sceglie quest’ultima è consigliabile (mustahab) adempiere precauzionalmente anche alla Preghiera del Mezzogiorno”.

 

Sebbene ci siano differenze nelle opinioni di questi Mujtahidun, non vi è una divergenza che, ad esempio, porta ad impedire ai loro seguaci la partecipare alla Salat al-Jum’ah quando essa è stata stabilita.

 

In secondo luogo, l’esistenza di differenze nelle opinioni scientifiche non deve essere considerata come un segno di mancanza sostanziale nella ricerca di conoscenza e, di conseguenza, una ragione per abbandonarla completamente. E’ piuttosto un segno che indica che la conoscenza si muove a passi progressivi verso la perfezione.

 

Le differenze di opinione sono riscontrabili in ogni scienza, non solo nel Fiqh. Può esserci, ad esempio, più di un’opinione riguardo alla terapia di una particolare malattia, ma queste divergenze potranno essere superate dallo sviluppo di un nuovo metodo di guarigione della stessa malattia. Queste osservazioni, quindi, possono esser considerate come rilevanti non solo per le differenze di opinioni degli scienziati contemporanei, ma anche per quanto riguarda le differenze storiche. Differenze che dovrebbero esser guardate in quanto segno di dinamismo all’interno di una particolare scienza, in quanto stadi da attraversare nel loro cammino verso la perfezione.

 

Si deve ricordare inoltre che il Mujtahid formula le sue opinioni dopo aver condotto le proprie ricerche ed i propri studi al massimo delle sue possibilità: questo è tutto quello che ci si aspetta da lui, poiché non è infallibile (Ma’sum), né conoscitore dell’invisibile (‘Alim al-Ghayb). Se le fonti disponibili della Shari’ah conducono il Mujtahid ad una particolare conclusione e, supponiamo che poi, sul responso, egli venga a conoscenza che la norma reale della Shari’ah portava in realtà ad un’altra conclusione, egli non sarà punito per aver emesso tale Fatwa, né i suoi seguaci saranno puniti per aver agito in accordo ad essa, poiché entrambi avrebbero fatto tutto ciò che è umanamente possibile al fine di adempiere ai propri doveri.

 

NOTE

1) Il Mujtahid (colui che pratica l’Ijtihad) può essere di due tipi: Mujtahid assoluto oppure Mujtahid parziale. Il primo può emettere giudizi in tutti i campi della giurisprudenza, mentre il secondo lo può fare solo in determinati campi. Per raggiungere il grado di Mujtahid bisogna aver studiato nove scienze: tre letterarie (la linguistica, la morfologia, la grammatica), tre razionali (a scienza dei fondamenti [della giurisprudenza], la ‘teologia’ o ‘Ilm al-Kalam, la logica) e tre strumentali (il Tafisr o esegesi del Sacro Corano, l’‘Ilm al-Aĥādīth o scienza degli Aĥādīth, l’’Ilm al-Rijal o biografia dei narratori di Aĥādīth) (N.d.T.)

 

2) Taghut comprende ogni pensiero o persona seguite senza l’autorizzazione di Dio o dei Suoi rappresentanti. E’ usato per designare Satana, un idolo o anche un essere umano che fuorvia gli altri.

 

3) Shaykh al-Kulayni, al-Usul mina ‘l-Kafi, vol. 1 (Tehran: Daru ‘l-Katubi ‘l-Islamiyyah, 1379 AE), p. 67; al-Furu’ mina ‘l-Kafi, vol. 7, p. 412. In al-Hurr al-‘Amini, Wasa’ilu ‘sh-Shi’ah, confrontare vol. 18 (Beirut: Dar Ihtyai ‘t-Turathi ‘l-‘Arabi, 1391 AE) p. 99. “Was’al ul-Shi’ah ”, H. 33416; “Al-Kâfî”, 1/54, H. 10; “Al-Ihtijâj”, 2/260, H. 232; “Tahthîb al-Ahkâm”, 6/218, H. 514 e p. 301, H. 840.

 

4) Al-‘Amili, Wasa’ilu ‘sh-Shi’ah, vol. 18, p. 100 che ha riportato da at-Tusi, Tahzibu ‘l-Ahkam, vol. 6, p. 303.

 

5) Entrambe le narrazioni citate in precedenza sono accettate dalla maggior parte dei sapienti Sciiti di Fiqh e Aĥādith. L’ĥadith narrato da ‘Umar Ibn Handhalah è considerato ”Maqbulah” (accettabile), e quello di Abu Khadija “Mash’urah” (famoso). Si confronti ad esempio Shaykh Murtadha al-Ansari in “Kitab ul-Makasib” (Tabriz:1375 AH), pag.154.

 

6) Wasa’ilu sh-Shi’ah, vol. 18, pp. 103, 105, 106, 107.

 

7) Shaykh as-Saduq, Kamalu ‘d-Din wa Tamamu n’Ni’mah (Tehran: Maktabu ‘s-Saduq, 1395 AE) p. 484; Shaykh at-Tusi, Kitabu ‘l-Ghaybah (Najaf: Maktabatu ‘s-Sadiq, 1385 AE) p. 177; at-Tabrasi, al-Ihtijaj, vol. 2 (Najaf: Daru ‘n-Nu’man, 1966) p. 283. Il testo citato in precedenza è di at-Tabrasi (sesto secolo AE). C’è una variazione nell’ultima parte di questo ĥadith nelle opere di at-Tusi (385-460 AE) e as-Saduq (m. 381). La versione di Shaykh at-Tusi dice: “…e io sono la Prova di Dio su di voi” riferito a tutti gli Sciiti, mentre la versione di Shaykh as-Saduq dice: “…e io sono la Prova di Dio su di loro” riferendosi soltanto ai Mujtahid. La versione di as-Saduq, che visse prima di at-Tusi, non lascia alcuno spazio alle speculazioni fatta da scrittori contemporanei (Sachedina, Islamic Messianism, p. 101) secondo cui la versione di at-Tusi “sembra essere stata manomessa dagli ‘Ulamà del tardo periodo Safavide (decimo secolo A. H.) per promuovere il loro potere e status!”

 

8) Fuqaha è il plurale di Faqih, cioè di colui che è esperto nella Legge Islamica (Mujtahid).

 

9) At-Tabrasi, al-Ihtijaj, vol. 2, p. 264.

 

*Tratto da S.M.Rizvi “Introduzione alla Shariah Islamica”, Edito dall’Associazione Islamica Imam Mahdi

Fonte: http://islamshia.org/il-taqlid-seguire-lesperto-s-m-rizvi/