La raccolta del Corano- 2a parte
La raccolta al tempo di Uthman Nel ventesimo anno dell’Egira quattro versioni codificate del Corano erano in utilizzo in quattro diverse zone:
la versione di Ubayy Ibn Ka’b a Damasco, quella di Abdullah Ibn Mas’ud a Kufa, quella di Abu Musa al-Ash’ari a Basra e quella di Miqdad Ibn Amr a Hums.[12]
Inoltre si riporta che alcuni fedeli si lamentarono presso il califfo Uthman dopo aver sentito la recitazione del Corano da parte di alcuni non-arabi che non pronunciavano bene le parole, cambiandone così addirittura il significato. Fu così che Uthman, dopo essersi consultato con alcuni compagni a Medina, decise di redigere una versione del Corano codificata. Dopo essersi fatto fornire la versione di Hafsa riunì Zayd Ibn Thabit, Abdullah Ibn Zubayr, Sa’id Ibn al-As, Abdul-Rahman Ibn Harith Ibn Hisham per copiarla e fornire una copia finale e in caso di divergenza con Zayd si sarebbe dovuto rispettare il dialetto quraiscita. La copia venne infine ufficializzata e inviata nelle capitali di ogni regione.[13]
Apparentemente la copia di Hafsa venne usata come strumento di supporto o comparativo con le altre versioni. Si riporta inoltre che poco dopo aver formato la squadra di lavoro, si necessitò di altre persone: con Ubayy Ibn Ka’b a capo e altri sette che si unirono, il numero dei raccoglitori raggiunse dodici esperti. A volte la squadra ebbe il compito di correggere errori presenti nelle copie personali in circolazione come quanto riportato dal servo di Uthman, Abdullah Ibn Hani al-Barbari, il quale afferma di aver testimoniato ad alcune sessioni della raccolta ed aver visto Ubayy Ibn Ka’b apportare alcune correzioni.[14]
Così nel 25 dell’Egira cinque copie furono pronte. Uthman venne criticato per aver bruciato o distrutto alcune copie ma questa sua azione fu il risultato di una consultazione avuta con vari compagni. Ali Ibn Abi Talib disse a riguardo: “Giuro su Dio che Uthman non ha fatto niente sulla questione del mushaf senza il nostro consenso unanime” e “Se fossi stato il responsabile della codificazione del Corano non avrei agito differentemente”.[15]
Copie ufficiali vennero spedite poi a Kufa, Basra, Damasco e Mecca mentre la copia originale, chiamata anche “copia dell’Imam” venne tenuta a Medina.[16] Secondo alcune fonti delle copie vennero inviate anche in Yemen e Bahrain.[17]
L’ordine delle sure
Le sure del Corano non sono state raccolte con criterio cronologico; spesso si possono anzi notare le sure rivelate a Medina all’inizio e quelle rivelate a Mecca alla fine. Ci sono due opinioni prevalenti riguardo l’ordine delle sure: la prima sostiene sia stato fornito sotto istruzione del Profeta stesso (ordine tawfiqi) e la seconda attraverso le delibere dei compagni (ordine ijtihadi). Alcuni studiosi sono giunti alla conclusione che l’ordine della gran parte delle sure sia tawqifi ed il resto ijtihadi.
I sostenitori dell’ordine tawqifi forniscono ragioni come le seguenti:
1) E’ risaputo che il Corano veniva recitato al tempo del Profeta. Per far ciò naturalmente si necessitava di un ordine delle sure per la recitazione. Inoltre è riportato che compagni quali Abdullah Ibn Mas’ud e Ubayy Ibn Ka’b recitarono l’intero Corano in presenza del Profeta.
2) Le sure del Corano non sono in ordine cronologico né in ordine di lunghezza. Ne consegue che non vi sia un ordine ben preciso. Se i compagni del Profeta avessero ordinato le sure, avrebbero utilizzato un criterio di più facile identificazione. Al-Suyuti scrive: “Per provare che l’ordine delle sure del Corano basti pensare che le Hawamim (40-46) e le Tawasin (26-28) sono in sequenza ma le Musabbihat (17-57-59-61-62-64-87) non lo sono. Inoltre nelle Tawasin la sura al-Naml è la più lunga ma si trova in mezzo alle altre due”.[18]
3) Non esiste nessuna documentazione specifica che parli di discussioni dei compagni sull’ordine dei capitoli. Da ciò si deduce che un ordine stabilito esisteva sin dal tempo del Profeta.
I sostenitori dell’ordine ijtihadi invece affermano quanto segue:
1) L’ordine delle sure non è una questione importante per il fedele. Per esempio la versione di Ali fu scritta in ordine cronologico ma non quella di Abdullah Ibn Mas’ud o Ubayy Ibn Ka’b. Queste differenze provano che al tempo del Profeta non ci fosse stato un unico criterio riguardo l’ordine.
2) Fintanto che il Profeta era in vita c’era sempre la possibilità che altri passi o altre sure venissero rivelati. Dunque l’ordine di tutte le sure è stato effettuato dopo la sua dipartita. Alcuni studiosi ritengono che il presente ordine venne stabilito durante il califfato di Uthman Ibn Affan.
3) L’ordine delle sure non segue l’ordine cronologico della rivelazione e per questo motivo deve essere stato stabilito in un tempo successivo a quello profetico.
NOTE
[1] Azami, History of Qur’anic Text, p. 62.
[2] Bukhari, Sahih, vol. 6, p. 545.
[3] Muslim, Sahih, vol. 4, p.174.
[4] Ibn Sa’d, al-Tabaqat, vol. 8, p. 89.
[5] Kulayni, al-Kafi, vo. 2, p. 639.
[6] Khu’i, al-Bayan, p. 274.
[7] Muslim, Sahih, vol. 3, p. 399.
[8] Muslim, Sahih, vol. 3, p. 501.
[9] Suyuti, al-Itqan, vol. 1, p. 99.
[10] Si tratta della battaglia contro il falso profeta Musaylama nell’anno 11 dell’Egira in cui 960 musulmani persero la vita (vedesi Tarikh al-Tabari, vol. 2, p. 516).
[11] al-Bukhari, Sahih, vol. 9, hadith 301.
[12] Dr. Ramyar, Tarikh-e-Qur’an, p. 337 (citando Ibn Athir).
[13] Bukhari, Sahih, vol. 6, hadith 510.
[14] Suyuti, al-Itqan, vol. 1, p. 197.
[15] Suyuti, al-Itqan, p. 138.
[16] Suyuti, al-Itqan, vol. 1, p. 188.
[17] Quran dar Islam, p. 16.
[18] Suyuti, al-Itqan, vol. 1, p. 219.
Fonte: http://islamshia.org/la-raccolta-del-corano/