I tre livelli dell’essere umano secondo lmam Khomeini - 2a p.
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I saperi che si rapportano all’educazione e all’ascesi dell’aspetto apparente sono la scienza della Legge (fiqh) e quella delle regole del buon comportamento in società (adab-e mo’asherat), quella dell’organizzazione familiare (tadbir-e manzel) e quella che regola la condotta della città (siyasat-e modon) cioè la politica. Si noti la posizione assai subordinata che essa occupa nel pensiero dell’Imam.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Feb 03, 2020 02:59 Europe/Rome
  • I tre livelli dell’essere umano secondo lmam Khomeini - 2a p.

I saperi che si rapportano all’educazione e all’ascesi dell’aspetto apparente sono la scienza della Legge (fiqh) e quella delle regole del buon comportamento in società (adab-e mo’asherat), quella dell’organizzazione familiare (tadbir-e manzel) e quella che regola la condotta della città (siyasat-e modon) cioè la politica. Si noti la posizione assai subordinata che essa occupa nel pensiero dell’Imam.

Dopo i Profeti e i loro Sostituti (as) questi saperi vengono garantiti dagli esperti nella spiegazione letterale dei Testi e dai dottori della Legge.

Interdipendenza dei tre suddetti livelli

Occorre sapere che i tre succitati livelli dell’essere umano sono interdipendenti, donde gli effetti dell’uno si estendono all’altro, sia nel senso della perfezione che dell’imperfezione. Per esempio, se uno compie gli obblighi del servizio divino e i riti exoterici come si deve e in conformità alle prescrizioni dei Profeti (as), gli effetti dell’esecuzione degli obblighi dei doveri inerenti al servizio divino si ripercuotono nel suo cuore e nel suo spirito, nella direzione di un miglioramento del suo carattere e d’un perfezionamento dei suoi atti di fede. Ugualmente, se qualcuno s’applica alla purificazione dei propri costumi e al miglioramento della sua interiorità, ciò influenza gli altri due livelli, così come avviene per il perfezionamento della fede e degli atti ad essa inerenti. Ciò è dovuto alla intensa interdipendenza tra questi tre livelli, a tal punto che usiamo il termine “interdipendenza” solo per penuria lessicale: bisognerebbe piuttosto parlare d’una realtà avente tre luoghi d’apparizione e di manifestazione…Chi cerca il sentiero dell’aldilà sulla retta via propria dell’uomo deve migliorare se stesso e sottoporre a una ascesi ciascuno di questi tre livelli, in uno assiduo sforzo di attenzione e di controllo, senza trascurare alcuna perfezione riguardante il sapere e la pratica. Non pensi che gli basti purificare i propri costumi, consolidare gli atti di fede o conformarsi alla lettera della Legge, come pur credono – a seconda dei casi – alcuni adepti dei tre suddetti saperi.

 

Critica della parziale considerazione dei livelli

Per esempio, il Maestro dell'”illuminativismo” (Sohrawardi) stabilisce all’inizio della “Saggezza dell’Illuminazione” delle distinzioni tra chi è perfetto riguardo al sapere e alla pratica, chi è perfetto riguardo alla pratica e chi lo è riguardo al sapere: donde è possibile concludere che è realizzabile la perfezione del sapere congiunta a imperfezione nella pratica, e viceversa; egli ha poi collocato coloro che avrebbero la perfezione del sapere nel novero dei beati e di coloro che sono stati salvati avendo accesso al mondo nascosto e immateriale, immaginando che il loro destino fosse quello di essere assimilati ai sublimi esseri spirituali.

 

Certi esperti d’etica e di purificazione interiore ritengono che il principio di tutte le perfezioni consista nella rettificazione del carattere, nella purificazione del cuore e nelle opere che a questo competono, mentre le realtà intellettuali e le prescrizioni legali non valgono un soldo, essendo addirittura le spine della via del pellegrinaggio spirituale.

 

Alcuni esperti della “lettera” immaginano infine che le scienze intellettuali ed esoteriche e le conoscenze metafisiche appartengano alla miscredenza e all’eresia (zandaqa), mostrandosi così ostili ai maestri e agli studenti di queste discipline.

 

Tutti questi tre gruppi dalle credenze erronee, sono come avvolti da un velo ai livelli dello spirito e dei domini della realtà umana, non avendo correttamente meditato la scienza dei Profeti e dei Prossimi Amici. Così tra essi ci fu sempre dell’avversione, in quanto ciascuno biasimava l’altro considerandolo in errore, mentre l’errore consiste nell’unilaterale limitazione dei livelli. In un certo senso, ognuno è nel giusto quando smentisce l’altro, non perché il sapere e la pratica contestati siano assolutamente erronei, ma perché è contrario alla realtà il loro restringere i livelli della realtà umana – con i rispettivi saperi e perfezioni – entro i limiti dell’ambito di loro competenza.

 

Il Nobile Muhammad, pace su di Lui e sulla Sua Famiglia, tripartisce in questo nobile hadith i tre saperi, e indubbiamente i tre saperi sono in rapporto con i tre suddetti livelli: ciò è attestato dai saperi sparsi nei Libri divini, dalle pratiche dei Profeti e dalle tradizioni degli Infallibili Imam (as), dove questi saperi si ripartiscono secondo le già nominate suddivisioni.

Fonte: http://islamshia.org/3-livelli-dellessere-umano/