Siria: Putin a Israele, accuse "inaccettabili" senza indagini
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MOSCA (Pars Today Italian) – "E' inaccettabile accusare qualcuno" per il presunto attacco chimico nella regione siriana di Idlib in cui sono morte diverse decine di persone "finché non viene condotta una indagine internazionale completa e imparziale": lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in una conversazione telefonica con il premier israeliano Benyamin Netanyahu.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Apr 06, 2017 12:59 Europe/Rome
  • Siria: Putin a Israele, accuse

MOSCA (Pars Today Italian) – "E' inaccettabile accusare qualcuno" per il presunto attacco chimico nella regione siriana di Idlib in cui sono morte diverse decine di persone "finché non viene condotta una indagine internazionale completa e imparziale": lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in una conversazione telefonica con il premier israeliano Benyamin Netanyahu.

Oggi il ministro della Guerra israeliana Avigdor Lieberman, in un'intervista al giornale Yediot Ahronot, aveva detto che "I due attacchi avvenuti a Idlib, in Siria, quello chimico omicida sui civili e quello all'ospedale locale, sono stati condotti su ordine diretto e dietro progettazione del presidente siriano Bashar Assad, mediante aerei da combattimento siriani". Il Cremlino ritiene che "sia necessario un approccio più bilanciato", e non crede che sia possibile "saltar fuori con valutazioni affrettate su cosa è avvenuto in Siria, nella provincia di Idlib": così il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha risposto alle parole di Donald Trump, che ieri ha definito l'attacco chimico in Siria "un terribile affronto all'umanità", una fatto "inaccettabile" che ha cambiato il suo "atteggiamento verso la Siria e Assad". Ma il presunto attacco chimico nella provincia di Idlib può essere vantaggioso per quanti cercano di delegittimare la legittima leadership siriana così come per i terroristi, ha detto ancora Peskov rispondendo ad una domanda in tal senso. Il portavoce di Putin ha detto ancora che Washington non ha nessuna "informazione obiettiva" sul "crimine mostruoso" rappresentato dalla strage di due giorni fa, in quanto "subito dopo la tragedia nessuno ha potuto aver accesso" alla zona colpita e quindi "nessuna delle informazioni di cui può disporre la parte statunitense, o i nostri colleghi in altri paesi, può basarsi su prove materiali o testimonianze oggettive". Il governo siriano "non ha mai usato e non userà mai armi chimiche in Siria", ha detto il ministro degli esteri siriano Walid al Muallim in una conferenza stampa a Damasco trasmessa in diretta tv. Dichiarazioni analoghe erano state già pronunciate da Muallim e altri rappresentanti del governo siriano dal 2012, prima dell'attacco chimico dell'agosto del 2013 nella regione di Damasco nel quale morirono centinaia di persone. La Commissione d'inchiesta internazionale dal 2011 incaricata dall'Onu di far luce sulle violazioni in Siria ha documentato l'uso di armi chimiche da parte del governo siriano sin dal 2012. Intanto si continua a discutere all'Onu sulla bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza elaborata da Usa, Francia e Gran Bretagna. Per ora, tuttavia, non è in programma nessuna nuova riunione dei Quindici. Lo rivelano all'ANSA fonti diplomatiche del Consiglio. Gli occidentali - spiegano le fonti - attendono le eventuali proposte di Mosca per il testo, per verificare se si può lavorare su un punto d'incontro.