La legge di censura di Israele su Facebook
AL-QUDS (Pars Today Italian) - Un popolare programma di Al Jazeera ha rivelato la relazione preoccupante tra il gigante dei social media, Facebook, ...
ed il regime sionista, cioe’ questo programma ha fatto luce sull'influenza del regime occupante sulle politiche di censura di Meta riguardanti l'occupazione della Palestina ed i crimini contro il popolo palestinese.Deborah Brown, ricercatrice sui diritti digitali presso Human Rights Watch, ha sottolineato che Meta – la società madre proprietaria di Facebook – e le sue piattaforme non fanno abbastanza per sostenere i diritti umani in tutto il mondo.Ha detto che mentre Facebook ha risposto molto rapidamente all’invasione dell’Ucraina l’anno scorso, consentendo agli ucraini di condannare le violenze commesse dalle forze russe e chiedendo la loro denuncia, fanno il contrario nel caso della Palestina.
L’attivista americana per i diritti Gillian York afferma che i contenuti arabi sulle piattaforme dei social media sono molto più censurati dei contenuti pubblicati in ebraico.Ashraf Zeitoun, ex direttore della politica di Facebook in Medio Oriente e Nord Africa, ha rivelato alla fine del 2016, regime sionista ha elaborato una legge che puniva, con pesanti sanzioni finanziarie, le aziende che non collaborano con le richieste d’Israele di rimuovere i contenuti palestinesi che considerano “antisemiti” e “odiosi“.
L’ex direttore della Cyber Unit israeliana, Eric Barbing, ha riconosciuto il lavoro svolto da Israele, in quanto è stato richiesto ufficialmente a Meta di cancellare parole o frasi che Tel Aviv ritiene offensive.Questo include immagini di palestinesi uccisi dal regime sionista. L’ex funzionario sionista ha detto che Facebook risponde rapidamente e, in effetti, rimuove la maggior parte dei contenuti che violano le aspettative di Israele.
Per esempio nel 26 luglio 2023, l’esercito d'occupazione in un raid ha ucciso palestinesi nella città di Nablus, nella Cisgiordania occupata, ma immediatamente Facebook ha eliminato notizie e foto di palestinesi uccisi .
L’ex direttore della politica dell' Asia occidentale e del Nord Africa di Facebook afferma che Israele è stato in grado di creare un sistema molto forte di pressione e influenza sulla gestione della piattaforma Meta.Secondo la rete Al Jazeera “centinaia di dipendenti di Meta hanno la cittadinanza israeliana, tra cui manager, supervisori e tecnici in vari dipartimenti presso la sua sede in Israele e negli Stati Uniti, alcuni dei quali avevano precedenti legami con l’esercito del regime sionista“.
Tra i dipendenti più influenti ci sono Adam Mosseri, capo di Instagram, David Fischer, direttore delle entrate finanziarie di Facebook, nonché l’ex direttore della Giustizia israeliano, Amy Palmor, responsabile dell’unità informatica che combatte i contenuti palestinesi.
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