Migranti, l’infernale modello australiano -2
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... l’isola Christmas, in mezzo all’Oceano Pacifico, sono sorte delle vere e proprie prigioni dove sono costretti migliaia di richiedenti asilo e di migranti: donne, uomini e anche molti bambini ...
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
May 18, 2016 10:53 Europe/Rome
  • Migranti, l’infernale modello australiano -2

... l’isola Christmas, in mezzo all’Oceano Pacifico, sono sorte delle vere e proprie prigioni dove sono costretti migliaia di richiedenti asilo e di migranti: donne, uomini e anche molti bambini ...

Dopo la rivolta che alla fine dello scorso anno aveva scosso l’isola Christmas in seguito alla morte di un giovane kurdo, l’epicentro della tensione si è spostato in questi giorni a Nauru dove i richiedenti asilo imprigionati hanno lanciato una forma estrema di protesta: prima un giovane iraniano di 23 anni e quindi una donna somala di 21 anni hanno deciso di immolarsi con il fuoco per denunciare la situazione. L’uomo è morto nei giorni scorsi mentre la donna è stata trasportata mercoledi in un ospedale australiano dove lotta tra la vita e la morte. Tutt’altro che dei casi isolati.

Secondo un’inchiesta del Fairfax Media, uno dei principali network locali della comunicazione, nelle «isole prigioni» ogni due giorni si registrerebbe un nuovo caso del genere: tentativi di suicidio e di mutilazioni per disperazione o per far conoscere all’esterno le condizioni di detenzione.

Una protesta estrema, cui fanno eco la mobilitazione delle associazioni antirazziste e le denunce da parte di ong e organizzazioni per i diritti dell’uomo, che non sembra però scalfire la determinazione delle autorità australiane che, anzi, considerano chi sostiene migranti e richiedenti asilo come responsabili di quanto sta accadendo. Peter Dutton, responsabile del dicastero dell’immigrazione, ha spiegato che «nessuna azione condurrà il governo a deviare dai suoi propositi». Non solo, ha aggiunto il ministro, «sbaglia chi incita i migranti a compiere azioni estreme, credendo che questo convincerà le autorità a trasferirli sul suolo australiano».

Insensibile a quella parte della propria opinione pubblica che chiede un cambio nelle politiche migratorie del paese, come alla sorte degli internati sulle isole-prigioni, il governo di Canberra deve però vedersela anche con un problema giuridico di difficile soluzione. È la recente decisione della Corte suprema della Papua-Nuova Guinea che ha giudicato illegale la detenzione dei richiedenti asilo sull’isola di Manus – affittata a Canberra per scopi difensivi – e stabilito che il campo gestito dagli australiani, che ospita oggi 850 persone, sia chiuso. Canberra ha già fatto sapere che cercherà di spostare i migranti nelle altre isole, forse a Nauru, ma che non intende rinunciare alla sua linea intransigente.

Da una settimana il premier conservatore, il liberale Malcolm Turnbull ha annunciato che il prossimo luglio si svolgeranno nel paese le elezioni politiche anticipate. Secondo la stampa australiana, Turnbull intende indirizzare verso posizioni più centriste la politica dell’esecutivo. Peccato che quella che annuncia come una «svolta moderata» non riguardi la sorte di quanti vivono sulle isole-prigioni.