Iraq, controffensiva su Fallujah si ferma alla periferia
BAGHDAD (Pars Today Italian) - La riconquista da parte delle forze governative irachene di Fallujah, località strategica 50 chilometri a ovest di Bagdad da tempo in mano all'Isis, si è fermata alle porte della città per il timore di colpire i civili di cui si stanno facendo scudo i terroristi dell'Isis.
Gli scontri continuano anche a nord della valle dell'Eufrate, in Siria, dove unità curde e arabe hanno aperto un nuovo fronte anti Isis nella zona al confine con la Turchia. La resistenza dell'Isis è testimoniata dai 130 soldati iracheni rimasti uccisi in una serie di attacchi lanciati nei pressi di Fallujah. Secondo quanto riferito ad Al Jazeera da fonti militari, gli attacchi sono stati messi a segno con attentatori suicidi e ordigni improvvisati piazzati sul bordo delle strade nelle zone a sud di Fallujah. L'avanzata si è così arenata alle porte della città. "Ci troviamo a Saqlawiya, le forze di sicurezza e le milizie paramilitari sono avanzate la scorsa notte liberando la zona da ogni presenza dell'Isis" spiega un agente della polizia federale, attestato alla periferia di Fallujah. "A Dio piacendo, hanno finito tutto le munizioni e hanno lasciato dei cecchini. Potranno durare solo qualche giorno". Dopo oltre una settimana dall'inizio dell'offensiva per riprenderne il controllo, le forze irachene non sono ancora riuscite a raggiungere il centro della città. Il comandante dell'operazione, il generale Abdelwahab al-Saadi, ha dichiarato che l'esercito ha rallentato l'avanzata fermandosi alle porte della città. Il governo accusa l'Isis di usare i civili come scudi umani, impedendo loro di lasciare Fallujah. Sono circa 50mila le persone intrappolate nel centro della città, dove scarseggiano sempre più acqua e generi alimentari.