ONU: le sanzioni hanno ridotto forniture e attrezzature mediche
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La maggior parte di queste sanzioni sono imposte unilateralmente dagli USA e sostenute dai suoi più stretti alleati, come l’Unione Europea.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Ott 17, 2020 04:37 Europe/Rome
  • ONU: le sanzioni hanno ridotto forniture e attrezzature mediche

La maggior parte di queste sanzioni sono imposte unilateralmente dagli USA e sostenute dai suoi più stretti alleati, come l’Unione Europea.

New York- Le misure coercitive unilaterali sono strumenti utilizzati da alcuni governi per scopi politici. Tali misure possono assumere la forma di sanzioni economiche e finanziarie, embarghi commerciali o altre misure di questo tipo. Essi mirano a stabilire barriere commerciali e bancarie per impedire, ad esempio, l’acquisto di medicinali, attrezzature mediche, alimenti e altri beni di prima necessità. Le conseguenze negative di tali misure sono drammatiche, soprattutto nel contesto della pandemia di coronavirus, e riguardano praticamente tutti i diritti umani, in particolare il diritto alla vita. In questo senso, il loro mantenimento è semplicemente criminale.

La maggior parte di queste sanzioni sono imposte unilateralmente dagli USA e sostenute dai suoi più stretti alleati, come l’Unione Europea. Contrariamente alle dichiarazioni ufficiali, l’obiettivo di questi Stati, approfittando della loro posizione dominante sulla scena internazionale, è quello di destabilizzare l’apparato economico del Paese in questione che non si sottomette alla loro volontà.

Da parte sua, la nuova relatrice speciale delle Nazioni Unite sugli effetti negativi delle misure coercitive unilaterali sui diritti umani, Alena Douhan, ha sottolineato che, nel contesto dell’attuale pandemia, “è necessaria una strategia sensibile in materia di diritti umani per affrontare la crisi COVID-19 e che include la revoca di tutte le sanzioni coercitive stabilite tra gli Stati”. Nella sua dichiarazione individuale pubblicata in precedenza, essa ha ricordato che “i Paesi sanzionati subiscono gravi ripercussioni, perché non possono utilizzare il loro reddito per acquistare attrezzature, medicinali, sostanze antivirali e cibo sui mercati internazionali”.

La lotta contro coronavirus, che non conosce confini, richiede uno spirito di rispetto reciproco, di cooperazione internazionale e di solidarietà tra i popoli e gli Stati, in conformità alla Carta delle Nazioni Unite.

 

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