Inviato Ue: Richiesta di adesione di Kiev avrà un impatto sull’allargamento
KIEV-La guerra in Ucraina sta cambiando del tutto il modo in cui guardiamo ai Paesi dei Balcani occidentali e all’intero processo di allargamento dell’Unione europea.
Lo afferma il rappresentante speciale dell’Unione europea per il dialogo tra Belgrado e Pristina e i Balcani occidentali, Miroslav Lajcak, in una intervista ad “Agenzia Nova” concessa a margine della 12ma edizione della conferenza “The State of the Union” a Firenze. “La guerra in Ucraina ha reso la questione dell’allargamento ai Balcani occidentali di nuovo un vero e proprio fattore politico. I popoli di questi Paesi capiscono che non si tratta solo di pratiche burocratiche, benchmark o di ‘spuntare le caselle’ ma di dimostrare che sono parte di noi e che vogliono condividere i nostri valori”, aggiunge Lajcak. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha consegnato lo scorso 18 aprile il questionario per l’adesione all’Ue all’ambasciatore a Kiev, Matti Maasikas. Secondo l’inviato dell’Ue per i Balcani occidentali, si tratta di una “opportunità” anche per i Paesi della regione per quanto concerne la prospettiva di integrazione europea. Ciò però dovrà avvenire autonomamente e “non a causa” dell’eventuale percorso di Kiev verso l’Ue. “La domanda adesso è: visto che c’è la necessità di creare un momento di slancio positivo per l’allargamento, riusciremo a trasformare questo slancio positivo in qualcosa di tangibile o lo sprecheremo?”, rimarca Lajcak. “Se l’Ucraina riceverà lo status di Paese candidato, ciò ovviamente avrà un impatto sui Balcani occidentali e io spero che venga vista come una opportunità, perché questi Paesi non si avvicineranno all’Unione europea grazie all’Ucraina, ma creando un proprio percorso: sarà il loro lavoro ad avvicinarli all’Ue e non l’Ucraina”, sottolinea Lajcak.
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