Crisi ucraina e coinvolgimento occidentale
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LONDRA - Un altro aspetto del coinvolgimento occidentale nel conflitto tra Russia e Uraina riguarda le forze speciali inglesi.
(last modified 2024-11-17T06:24:12+00:00 )
Dic 19, 2022 12:53 Europe/Rome
  • Crisi ucraina e coinvolgimento occidentale

LONDRA - Un altro aspetto del coinvolgimento occidentale nel conflitto tra Russia e Uraina riguarda le forze speciali inglesi.

In questo caso è il Times di Londra a citare un ex comandante dei “Royal Marines”, secondo il quale uomini di questi reparti sono stati impiegati sul campo in Ucraina con incarichi operativi. Il generale Robert Magowan sostiene che all’inizio dell’anno circa 350 “marines” dell’unità “45 Commando Group” erano stati inviati in Ucraini per scortare l’evacuazione dei diplomatici inglesida Kiev in Polonia.

I militari erano poi ritornati per riaccompagnare e proteggere gli stessi diplomatici quando Londra aveva riaperto la propria ambasciata in Ucraina nel mese di aprile. Il loro compito non era però limitato a questo, ma, racconta il generale Magowan, i “marines” inglesi avevano partecipato ad altre “operazioni discrete in un ambiente altamente sensibile e con un alto livello di rischio politico e militare”. Dettagli precisi a proposito degli incarichi ricoperti in Ucraina non sono stati rivelati, ma è evidente che si trattava di missioni speciali di guerra, condotte in autonomia o in supporto delle forze ucraine.

Magowan ha inoltre confermato la notizia già emersa tempo fa sulla presenza di militari inglesi in Ucraina per addestrare i colleghi indigeni. In merito alle operazioni speciali portate a termine nel teatro di guerra, è invece la prima volta che esse vengono ammesse da una fonte militare di Londra. La notizia non è comunque sorprendente. La stampa indipendente e il governo russo ne parlano da tempo. Putin, ad esempio, lo scorso mese di settembre aveva affermato che in Ucraina “ci sono intere unità militari sotto il comando di fatto di consiglieri occidentali”.

Gli uomini dei reparti speciali inglesi non sono le uniche forze occidentali che stanno partecipando attivamente al conflitto. Oltre ai mercenari che quasi quotidianamente diventano vittime dell’offensiva russa, c’è un numero imprecisato di militari NATO in veste ufficiale con svariati compiti. Anche il governo di Washington aveva in qualche modo confermato questa realtà, quando a ottobre un funzionario del Pentagono aveva ammesso che un certo numero di sodati americani erano in Ucraina per “ispezionare” i carichi di armi in arrivo dagli USA.

Il Ministero della Difesa inglese non ha rilasciato commenti sulla notizia riportata dal Times, ma è semplicemente impensabile che l’ex comandante dei “Royal Marines” abbia agito di sua iniziativa. Per questo, l’elemento cruciale è rappresentato dalla ragione per cui Londra abbia deciso di rendere pubblica un’informazione che aggrava ancora di più i rapporti con Mosca.

Non ci sono ovviamente dati concreti per trarre conclusioni a questo riguardo. Tuttavia, le ipotesi sul tavolo non prospettano nulla di rassicurante. Secondo alcuni, il governo inglese potrebbe essere venuto allo scoperto per cercare di normalizzare, agli occhi della popolazione, l’idea del coinvolgimento del paese nella guerra in Ucraina. Questo obiettivo è da collegare a un possibile prossimo impegno diretto dell'Inghilterra e dei suoi alleati NATO nel conflitto contro la Russia, resosi inevitabile in assenza di una “exit strategy” diplomatica e in vista dell’imminente tracollo di quello che resta delle forze armate del regime di Zelensky. 

 

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