Gli Usa in default, c’è il rischio. Cosa succede?
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WASHINGTON - Gli Stati Uniti rischiano l’insolvenza, sono in stallo e possono cadere in default, avendo raggiunto il tetto al debito e non trovando un accordo in Congresso. C
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Gen 29, 2023 02:02 Europe/Rome
  • Gli Usa in default, c’è il rischio. Cosa succede?

WASHINGTON - Gli Stati Uniti rischiano l’insolvenza, sono in stallo e possono cadere in default, avendo raggiunto il tetto al debito e non trovando un accordo in Congresso. C

Una battaglia politica si sta preparando a Capitol Hill con conseguenze economiche potenzialmente disastrose che incombono, dopo che gli Stati Uniti hanno raggiunto il limite del debito.

I legislatori devono trovare un accordo per aumentare o sospendere il tetto di indebitamento per evitare un default del credito, che significherebbe l’impossibilità per il governo di pagare i suoi conti, diventando insolvente per la prima volta in assoluto.

Gli Stati Uniti sono in uno stato di bancarotta virtuale per lo scontro fra la Camera a maggioranza repubblicana e la Casa Bianca. Il governo è soggetto ogni anno a un tetto massimo di indebitamento: l’ultimo era stato fissato a 31.400 miliardi di dollari ed è stato raggiunto. Il debito è di 31.400 miliardi di dollari, pari al 130% del Pil, il doppio rispetto alla media storica verificata dal 1940 al 2022 che era del 65% in proporzione al Pil. Inoltre con Biden l’inflazione è esplosa (con un picco del 9% a metà dell’anno scorso, oggi al 6,5%). Per continuare a indebitarsi, serve il permesso dal Congresso che ha l’ultima parola in fatto di leggi di bilancio. Ma se al Senato i Dem sono ancora maggioranza, la Camera è repubblicana e questi si rifiutano di votare un tetto più alto. Vogliono che Biden negozi con loro tagli alla spesa pubblica.

La ministra del Tesoro, Janet Yellen, ha annunciato misure straordinarie per continuare a pagare stipendi pubblici, pensioni e interessi sui titoli di Stato. Si sono fermati gli accantonamenti indispensabili per alimentare i fondi pensione dei pubblici dipendenti e arriveranno altre misure, più stringenti e dolorose, se lo stallo continuerà. Troveranno un accordo, la questione sarà il prezzo politico che Biden per quell’accordo dovrà pagare.

C’è poi un aspetto per certi versi ancora più importante. Uno dei pilastri degli Stati Uniti è quello monetario. Si parla di “dittatura del Dollaro” perché è valuta universale e i Buoni del Tesoro emessi da Washington sono il titolo più accettato. Questo dà agli Stati Uniti una capacità di spesa e di indebitamento quasi illimitata, perché ci sarà sempre chi gli finanzia nuovi debiti acquistando i suoi Titoli (su cui però poi gli USA dovranno pagare interessi). Dunque più paesi comprano titoli, più ossigeno arriva all’agonizzante economia USA. E qui si registra un paradosso: le sanzioni USA a così tanti paesi cominciano a pesare, perché tagliare fuori dal circuito del dollaro i paesi nemici (soprattutto Russia e Cina) che sono storici acquirenti, impedisce anche la vendita dei loro titoli di risparmio.

L’anno scorso gli interessi pagati sui titoli Usa in circolazione avevano raggiunto i 576 miliardi di dollari e sarà ancora peggio quest’anno per effetto del rialzo dei tassi. E qui sta un ulteriore paradosso: i rialzi, decisi dalla Federal Reserve per limitare l’inflazione ed aiutare l’economia USA, colpiscono proprio gli USA aumentando il valore degli interessi passivi che devono pagare sui Titoli emessi. Così che la mistica ultra monetarista, che accetta qualunque sciagura socioeconomica e teme solo l’inflazione, colpisce il tempio del liberismo.

Ove il Tesoro non pagasse gli interessi sui titoli pubblici in circolazione, gli USA diverrebbero insolventi ed andrebbero in default tecnico, che mai si sarebbe immaginato potesse essere anche solo un rischio per gli Stati Uniti.

In questo contesto l’ennesimo piano di aiuti militari all’Ucraina rischia di andare ad aggravare ulteriormente il bilancio, perché se è vero che la vendita di materiale bellico produce ricchezza per gli USA, è altrettanto chiaro come Kiev non può pagare adesso e non è detto che possa farlo successivamente.

Insomma ad incrociare i dati sulle rispettive economie sembra che in guerra ci siano gli USA e non la Russia. Nel frattempo le truppe di Putin conquistano altro territorio ucraino e gli USA devono chiedere a polacchi ed europei, entrambi ormai con i magazzini bellici semivuoti, di mettere mezzi, soldi e soldati per una guerra tra NATO e Russia. Che solo agli USA serve, ma che proprio gli USA non sanno combattere e tanto meno vincere.

 

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