Crisi Ucraina, Usa, tanti soldi e armi: dubbi al Congresso
https://parstoday.ir/it/news/world-i325632-crisi_ucraina_usa_tanti_soldi_e_armi_dubbi_al_congresso
WASHINGTON - Mentre la guerra in Ucraina entra nel suo secondo anno, al Congresso Usa aumentano le preoccupazioni per il sostegno a Kiev e cala il consenso bipartisan sull’intervento americano.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Mar 05, 2023 03:08 Europe/Rome
  • Crisi Ucraina, Usa, tanti soldi e armi: dubbi al Congresso

WASHINGTON - Mentre la guerra in Ucraina entra nel suo secondo anno, al Congresso Usa aumentano le preoccupazioni per il sostegno a Kiev e cala il consenso bipartisan sull’intervento americano.

Il protrarsi del conflitto in Ucraina rischia di mettere seriamente in crisi il sistema di finanziamento occidentale delle operazioni belliche del regime di Zelensky. I malumori in Europa sono evidenti da tempo, ma potrebbero essere le divisioni crescenti tra la classe politica americana a determinare nel breve periodo un rallentamento del flusso di armi e denaro diretto verso Kiev. La maggioranza repubblicana alla Camera dei Rappresentanti di Washington continua infatti a mandare segnali piuttosto espliciti alla Casa Bianca, come la recente richiesta di fare chiarezza sulla destinazione e l’utilizzo degli aiuti recapitati finora all’ex repubblica sovietica.

Il presidente della commissione di indagine della Camera bassa del Congresso, il deputato del Kentucky James Comer, ha inviato qualche giorno fa una comunicazione ufficiale all’amministrazione Biden per ottenere tutti i documenti e le comunicazioni interne relative ai “programmi di assistenza economica al governo Ucraino”, assieme a qualsiasi genere di materiale che abbia a che fare con “gli sforzi anti-corruzione”.

Sono stati parecchi in questi mesi gli articoli e i rapporti che hanno raccontato del buco nero ucraino, nel quale sono letteralmente svaniti armi e miliardi di dollari. Della cifra colossale stanziata finora per l’Ucraina dagli Stati Uniti – circa 113 miliardi di dollari – non è chiaro quanto denaro e materiale bellico sia stato effettivamente utilizzato per gli scopi stabiliti dalla Casa Bianca. L’iniziativa repubblicana punta così a ricostruire il percorso degli aiuti, basandosi anche sui giudizi poco ottimistici che organi della stessa amministrazione democratica hanno espresso pubblicamente a proposito dell’Ucraina.

L’ispettore generale del Pentagono, ad esempio, in un rapporto di gennaio aveva avvertito che il dipartimento della Difesa non era in grado di monitorare l’impiego finale degli aiuti, come previsto in teoria dalle proprie linee guida. In molti hanno proposto il confronto con la situazione in Afghanistan, per due decenni caratterizzata da un clima corruttivo endemico alimentato dagli stessi finanziamenti americani. Per comprendere le implicazioni attuali basti considerare il fatto che dal 2001 al 2021 i governi succedutisi a Washington hanno speso 146 miliardi di dollari per l’Afghanistan, mentre l’Ucraina, come già accennato, ne ha già ricevuti 113 in poco più di dodici mesi.

La lettera del deputato Comer non ha in ogni caso trovato impreparati i vertici dell’amministrazione Biden. Fin dalla vigilia delle elezioni di metà mandato del novembre scorso, la leadership repubblicana aveva sollevato il problema dei continui “assegni in bianco” inviati al regime di Zelensky. Con il peggiorare degli scenari economici interni, nel pieno dello scontro per l’innalzamento del tetto del deficit federale e in parallelo all’incupirsi delle prospettive per l’Ucraina, il momento della resa dei conti sui finanziamenti a Kiev sembra insomma essere vicino.

Il deputato repubblicano della Florida, Matt Gaetz, ha recentemente presentato una risoluzione, sponsorizzata da altri dieci colleghi della Camera, per interrompere tutti gli aiuti finanziari e militari all’Ucraina, nonché per chiedere un cessate il fuoco e l’avvio di una trattativa diplomatica tra Mosca e Kiev. Per il momento è l’ala destra del Partito Repubblicano ad agitarsi per limitare o fermare del tutto l’invio di armi all’Ucraina. La maggior parte dei repubblicani e quasi tutti i democratici sono invece sulla linea della Casa Bianca.

Quantitativamente, i contrari alla politica ufficiale degli Stati Uniti non rappresentano dunque una forza consistente, ma ci sono però vari fattori da considerare. Il primo è che un numero crescente di americani si oppone al coinvolgimento del loro paese nelle vicende belliche nonostante la propaganda guerrafondaia amplificata praticamente da tutti i media ufficiali. Inoltre, il probabile favorito per la nomination repubblicana in vista delle presidenziali del 2024, ovvero Donald Trump, ha già cavalcato l’onda anti-bellica scommettendo su un ulteriore logoramento del sostegno a Kiev nei prossimi mesi.

La destra libertaria del Partito Repubblicano ha infine ottenuto una serie di concessioni a inizio anno in cambio dell’appoggio alla candidatura a “speaker” della Camera di Kevin McCarthy. Grazie a ciò, un numero limitato di deputati può esercitare una certa influenza sulle scelte legislative del partito di maggioranza, con implicazioni soprattutto sul fronte degli stanziamenti. Perciò, come ha scritto in questi giorni l’ex diplomatico e analista britannico Alastair Crooke, oltre e forse più ancora che sul campo di battaglia, “l’esito del conflitto ucraino potrebbe essere alla fine deciso dalla guerra interna alla classe politica americana”.

 

Potete seguirci sui seguenti Social Media:
Instagram: @parstodayitaliano
Whatsapp: +9809035065504, gruppo Notizie scelte
Twitter: RadioItaliaIRIB
Youtube: Redazione italiana
VK: Redazione-Italiana Irib
E il sito: Urmedium