Italia, primo passo del ritorno al nucleare - 2
ROMA (Pars Today Italian) - Il parlamentare del PD, Diego Di Sanzo, ha sottolineato il sostegno democratico alla ricerca sia per la quarta generazione del fissile (anche qui è bene ricordare, non esiste) sia per la fusione, ...
ancora molto lontano dall’essere una possibilità concreta. Insomma, è un’opposizione a come la maggioranza ha voluto portare la questione, più che alle prospettive del centrodestra.
Nelle mozioni approvate infatti c’è l’impegno a “partecipare attivamente in sede europea e internazionale a ogni opportuna iniziativa volta a incentivare lo sviluppo delle nuove tecnologie nucleari destinate alla produzione di energia“.
Viene chiesto anche di “favorire lo sviluppo di accordi e partnership” tra società pubbliche e le società che gestiscono la produzione nucleare, col sottointeso che le prime dovranno subordinarsi alle seconde.
È del resto il mantra del «più stato per il mercato» ormai fatto proprio dalle logiche dei governanti nostrani, sulla scorta di programmi europei come il PNRR. È la Commissione Europea che nella propria tassonomia verde ha inserito anche il nucleare, alla ricerca di maggiore autonomia energetica, citata anche nella mozione.
E se le aziende italiane non trovassero sbocchi in patria, è stato approvato anche l’impegno a “valutare in quali territori al di fuori dell’Italia la produzione di energia nucleare possa soddisfare il fabbisogno nazionale”. Vengono spalancate le porte agli affari in ambito nucleare anche alle imprese del nostro paese.
Il tutto ovviamente funzionale ad avere maggiori strumenti, magari anche militari, per contrapporsi come Blocco Euroatlantico a quelle che sono considerate potenze ostili e minacce, e in generale per contrastare lo sviluppo di un mondo multipolare. A discapito delle tasche dei lavoratori, così come dell’ambiente e – ci auguriamo non accada – della salute delle persone.
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