Italia, nuovo sciopero generale
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ROMA (Pars Today Italian) - Lo sciopero generale del 26 maggio visto dalle tutte le categorie.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
May 25, 2023 01:48 Europe/Rome
  • Italia, nuovo sciopero generale

ROMA (Pars Today Italian) - Lo sciopero generale del 26 maggio visto dalle tutte le categorie.

In Italia i salari sono sempre più bassi, per una parte della popolazione non più sufficienti a vivere in maniera dignitosa; affitti e mutui sono alle stelle ed il costo della vita aumenta; la sanità vede un sistema pubblico smantellato a favore, di nuovo, di soggetti privati che potranno anche garantire alti standard, perche c’è la guerra e l’economia di guerra che viene imposta al paese.

Soprattutto shock dall’alluvione in Emilia-Romagna, dove vivo e dove stiamo attivamente organizzando brigate di solidarietà, che non cancellano la rabbia verso governi e amministrazioni locali che hanno scelto di mettere a profitto il territorio, attraverso cementificazione e mala gestione di zone in dissesto, senza investimenti in infrastrutture capaci di tutelare persone, case e cose dalle possibili conseguenze di queste scelte unite ai cambiamenti climatici in atto.Per questo motive il popolo dell’Italia viene nelle piazza e tiria su la testa nei luoghi di lavoro per dire “abbiamo i nostri diritti, e li vogliamo riconquistare”.

Insomma, non è una “fuga in avanti” ma un grido di allarme: se quasi nessuno in Parlamento ha il coraggio di opporsi alle scelte del governo, l’opposizione va ricostruita nei settori sociali e lavorativi, dagli sfruttati, precari e discriminati di questo paese.

In questo sciopero, insieme ai lavoratori esternalizzati dei beni culturali, o ai camerieri e agli stagionali che animano la campagna “Cercasi schiavo”.

L’atteggiamento militante di USB: dove non si riesce ad arrivare con i metodi “normali” si sopperisce con casse di resistenza, presidi degli attivisti sindacali fuori dai posti di lavoro, partecipazione di lavoratori e lavoratrici alle iniziative di piazza.

l’Italia è l’unico paese dell’OCSE dove negli ultimi 30 anni i salari sono diminuiti anziché aumentare. Ad aumentare invece è il costo della vita, e oggi noi “sindacalisti di nuova generazione” ci troviamo a rimpiangere la cosiddetta scala mobile, che legava gli stipendi all’inflazione.

E’ significativo inoltre che ad oggi l’indice europeo di armonizzazione dei salari ai costi di beni e servizi.

In questo calo generale, c’è una parte del mondo del lavoro a farne le spese maggiormente: i cosiddetti “lavoratori poveri”.

Comunque sia, le statistiche ufficiali europee ci dicono che quasi il 12% dei lavoratori e delle lavoratrici è in queste condizioni, ma uno studio commissionato dall’ ex Ministro Orlando nel 2021 individuava una quota molto più ampia, considerando non solo la paga oraria ma la enorme quota di part time involontario, arrivando a stimare che un lavoratore su quattro si trovi sotto la soglia di povertà, e per la maggior parte si tratta di giovani, donne e migranti.

 

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