G7 non è in grado di governare il mondo
WASHINGTON (Pars Today Italian) - Il passaggio da un certo ordine mondiale ad un altro è sempre complicato.
Specie per chi sta perdendo l’antica egemonia si tratta di una eventualità – e di un evento – scioccante. Non è mai avvenuto senza traumi, nella Storia, ma stavolta la diffusione delle armi nucleari è tale da sconsigliare drasticamente di fare scommesse azzardate solo per cercare di mantenere il vecchio ordine e le antiche gerarchie.
Questo tipo di atteggiamento ancora non si è fatto abbastanza spazio nelle teste dei “potenti” dell’Occidente neoliberista, che invece insistono nel portare avanti una politica aggressiva verso il resto del mondo. Che non li ha mai sopportati, neanche quando erano così deboli da non potersi permettere obiezioni serie.
Ma oggi, che i pesi specifici nell’economia mondiale sono fortemente cambiati a favore del “resto del mondo”, quel malumore si trasforma in atti e fatti politici, cambiamenti di alleanze, indipendenza politica e strategica. Anche perché, nel resto del mondo, ci sono ormai giganti di potenza equivalente. Anche sul piano nucleare, che è poi quello che conta davvero quando si fa la faccia feroce a livello internazionale.
Non è quello che suggerisce il comunicato della riunione dei capi di governo del G7 a Hiroshima. È incredibilmente completo. Riguarda: Ucraina; disarmo e non proliferazione; regione indo-pacifica; economia globale; cambiamenti climatici; ambiente; energia, compresa l’energia pulita; resilienza economica e sicurezza economica; commercio; sicurezza alimentare; salute; lavoro; istruzione; digitale; scienza e tecnologia; genere; diritti umani, rifugiati, migrazione e democrazia; terrorismo, estremismo violento e criminalità organizzata transnazionale; relazioni con Cina, Afghanistan e Iran (tra gli altri Paesi).
Il G7 si sta rivolgendo anche ad altri: alla riunione in Giappone erano presenti India, Brasile, Indonesia, Vietnam, Australia e Corea del Sud. Ma sembra che 19 Paesi abbiano chiesto di entrare a far parte dei Brics, che già comprendono Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.
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