Germania e le reazioni sull'esito del referendum in Turchia
BERLINO (Pars Today Italian) - Dopo il referendum costituzionale in Turchia, che ha visto una risicata minoranza degli elettori esprimersi in favore di un sistema presidenziale dai poteri fortemente accentrati nelle mani dell'attuale capo di Stato, Recep Tayyip Erdogan, in Germania e in Europa si moltiplicano le richieste di interrompere i negoziati per l'adesione di Ankara all’Unione.
Per i paesi europei come la Germania, dove vivono importanti comunità turche, che si sono espresse a larga maggioranza in favore di una svolta autocratica nel loro paese d'origine, il referendum ha fatto riesplodere il dibattito sulla mancata integrazione culturale e valoriale di quelle minoranze, nonostante decenni di politiche improntate al multiculturalismo. Il Governo federale tedesco ha chiesto che Ankara verifichi la fondatezza delle denunce di irregolarità e brogli avanzate dalle opposizioni turche. Il vicesegretario del Partito democratico libero tedesco (Fdp), Wolfgang Kubicki, ha chiesto al Governo federale di pronunciarsi con chiarezza contro qualunque ipotesi di ingresso in Europa della Turchia dopo l'accentramento dei poteri. “(L'esito del referendum in Turchia,) non può che significare la fine dei negoziati di adesione con Ankara, e la fine dei fondi miliardari di pre-adesione”, ha dichiarato il liberaldemocratico all’ “Huffington Post”. Dello stesso parere l’eurodeputato dell’Fdp Alexander Graf Lambsdorff, e diversi esponenti della maggioranza di governo tedesca, come l'esperto di politica interna della Cdu Wolfgang Bosbach. Secondo l’osservatore elettorale tedesco Andrej Hunko, il referendum ha avuto luogo nelle regioni della Turchia ad elevata presenza curda in un “clima di pesante intimidazione”. Secondo il parlamentare di sinistra non si può parlare di “elezioni libere né eque”. Il ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maiziere (Cdu), ha riferito al “Rheinische Post” che “occorre un chiarimento circa la regolarità delle elezioni turche”. Secondo il risultato preliminare della commissione elettorale di Ankara, il 51,4 per cento degli elettori turchi ha votato a favore della riforma costituzionale: determinante per l'esito del voto proprio l'orientamento dei milioni di immigrati turchi in Europa. Secondo i dati del Governo turco l’affluenza alle urne è stata di oltre l’85 per cento. In Germania, è stato di circa il 49 per cento, notevolmente più basso, ma il 63 per cento dei votanti si è detto favorevole all’introduzione del sistema presidenziale; in altri paesi europei ad altra presenza di immigrati turchi, come Belgio, Austria e Olanda, Erdogan ha ottenuto veri e propri plebisciti: si sono espressi in favore di un rafforzamento dei suoi poteri costituzionali oltre il 70 per cento degli elettori turchi residenti in quei paesi .