Il sentiero della luce (734)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Oggi proseguiamo la lettura della sura Luqman, la 31esima del sacro testo, meccana per la maggiorparte e composta da 34 versetti. Il nome della sura proviene dal dodicesimo versetto, quando si cita appunto Luqman. La vera identità del personaggio che dà il nome a questa sura è avvolta nel mistero, nonostante lo sforzo dell'esegesi. La tradizione è concorde sul fatto che fu longevo (“muammar”) e molti autori ritengono che appartenesse al popolo degli ‘Âd. Molti hanno ritenuto che fosse uno schiavo nero che esercitava il mestiere di falegname, altri gli hanno attribuito dignità regale. Il Corano ci parla della sua saggezza, delle sue doti morali e della sua fede nell'Unicità di Dio (gloria a Lui l'Altissimo). Luqmân istruisce suo figlio a coltivare in sé la fede e l'assiduità rituale, a raccomandare il bene e a condannare il male, alla pazienza e alla modestia.
Ora ecco il versetto numero 17 di questa sura:
«یَا بُنَیَّ أَقِمِ الصَّلَاةَ وَأْمُرْ بِالْمَعْرُوفِ وَانْهَ عَنِ الْمُنکَرِ وَاصْبِرْ عَلَى مَا أَصَابَکَ إِنَّ ذَلِکَ مِنْ عَزْمِ الْأُمُورِ»
O figlio mio, assolvi all'orazione, raccomanda le buone consuetudini e proibisci il biasimevole e sopporta con pazienza quello che ti succede: cosi’ sarai fermo e risoluto in ogni impresa. (31:17)
Dopo aver ribadito i cardini della fede, qui’ Luqman, questo personaggio presentato dal Corano, invita il figlio ad assolvere ai doveri religiosi individuali e sociali piu’ importanti: la preghiera, innanzitutto, come legame con Dio e strumento per rafforzare la fede. La preghiera, nell’Islam, e’ necessaria ma non sufficiente perche’ il vero fedele non pensa solo a se ma e’ impegnato nella diffusione del bene nel suo senso piu’ generale; per questo invita pure il prossimo al bene e lo distoglie dalle cattive azioni. E’ chiaro che vivere come delinea Luqman, da fedele, comporta impegno e in questo senso possono anche sorgere problemi ed avversita’; per questo bisogna armarsi di pazienza ed essere decisi per poter portare a termine qualsiasi impresa, persino difficile. Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – Essere risoluti nel raggiungere gli obbiettivi buoni delineati e’ una delle caratteristiche dei fedeli.
Secondo – I genitori hanno il dovere di raccomandare i propri figli alle buone azioni e soprattutto alla preghiera.
Terzo – I genitori devono educare i propri figli come persone responsabili e sensibili alle questioni della societa’ e soprattutto evitare che crescano indifferenti dinanzi al male.
Ed ora il versetto 18 della sura di Luqman:
«وَلَا تُصَعِّرْ خَدَّکَ لِلنَّاسِ وَلَا تَمْشِ فِی الْأَرْضِ مَرَحًا إِنَّ اللَّـهَ لَا یُحِبُّ کُلَّ مُخْتَالٍ فَخُورٍ»
Non voltare la tua guancia dagli uomini e non calpestare la terra con arroganza: in verità Allah non ama il superbo vanaglorioso. (31:18)
Dopo aver enumerato ciò che deve fare, qui’ Luqman spiega al figlio anche alcune delle azioni riprovevoli che non deve commettere; la prima, la superbia. Mai voltare le spalle alla gente per superbia, mai considerare gli altri inferiori. Questi concetti possono sembrare scontati ma in verita’ non lo sono, dato che per via della ricchezza e della potenza, alcune persone pensano di essere ipseicamente superiori rispetto agli altri, questione totalmente errata e priva di qualsiasi fondamento. Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – Comportarsi con gentilezza con la gente e’ una della raccomandazioni del saggio Luqman a suo figlio. Dio riporta le parole di questo suo saggio servo invitando tutti a comportarsi in questa maniera.
Secondo – I genitori devono educare sin dall’infanzia e dalla gioventu’ i propri figli in modo che da grandi siano immuni dinanzi a questa vera e propria malattia comportamentale che e’ la superbia.
Ed ora leggiamo il versetto 19 della sura di Luqman:
«وَاقْصِدْ فِی مَشْیِکَ وَاغْضُضْ مِن صَوْتِکَ إِنَّ أَنکَرَ الْأَصْوَاتِ لَصَوْتُ الْحَمِیرِ»
Sii modesto nel camminare e abbassa la tua voce: invero la più sgradevole delle voci è quella dell'asino.” (31:19)
Luqman prosegue e lo invita a fare una cosa molto bella: muoversi sempre con moderazione, senza eccedere, di camminare il tragitto della vita ne troppo veloce ne troppo piano, insomma di percorrere sempre la via di mezzo.
Ciò va’ rispettato anche nella parola: non bisogna parlare a bassa voce, in modo che gli altri non sentano, ma non bisogna nemmeno gridare, dando fastidio agli altri. Non bisogna credere, ricorda il versetto, che alla gente piaccia la voce alta e prova di questa verita’ e’ la voce dell’asino, che e’ bella forte, ma che e’ considerate la piu’ brutta tra la gente.
Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – Un altro dei concetti che i genitori devono insegnare ai propri figli e’ come camminare e parlare.
Secondo – Non eccedere, essere moderati e intraprendere sempre la via di mezzo e’ uno dei consigli dati dal Signore nel Suo libro.
Terzo – Dio non ama chi alza la voce; dobbiamo evitare un simile comportamento ed esprimerci sempre con dolcezza e serenita’.
Davood Abbassi