Il sentiero della luce (735)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Oggi proseguiamo la lettura della sura Luqman, la 31esima del sacro testo, meccana per la maggiorparte e composta da 34 versetti. Il nome della sura proviene dal dodicesimo versetto, quando si cita appunto Luqman. La vera identità del personaggio che dà il nome a questa sura è avvolta nel mistero, nonostante lo sforzo dell'esegesi. La tradizione è concorde sul fatto che fu longevo (“muammar”) e molti autori ritengono che appartenesse al popolo degli ‘Âd. Molti hanno ritenuto che fosse uno schiavo nero che esercitava il mestiere di falegname, altri gli hanno attribuito dignità regale. Il Corano ci parla della sua saggezza, delle sue doti morali e della sua fede nell'Unicità di Dio (gloria a Lui l'Altissimo). Luqmân istruisce suo figlio a coltivare in sé la fede e l'assiduità rituale, a raccomandare il bene e a condannare il male, alla pazienza e alla modestia.
Ora ecco il versetto numero 20 di questa sura:
«أَلَمْ تَرَوْا أَنَّ اللَّـهَ سَخَّرَ لَکُم مَّا فِی السَّمَاوَاتِ وَمَا فِی الْأَرْضِ وَأَسْبَغَ عَلَیْکُمْ نِعَمَهُ ظَاهِرَةً وَبَاطِنَةً وَمِنَ النَّاسِ مَن یُجَادِلُ فِی اللَّـهِ بِغَیْرِ عِلْمٍ وَلَا هُدًى وَلَا کِتَابٍ مُّنِیرٍ»
Non vedete come Allah vi ha sottomesso quel che è nei cieli e sulla terra e ha diffuso su di voi i Suoi favori, palesi e nascosti? Ciononostante vi è qualcuno tra gli uomini che polemizza a proposito di Allah senza avere né scienza, né guida, né un Libro luminoso. (31:20)
Dopo aver riportato i consigli di Luqman il saggio a suo figlio, qui’ Iddio si rivolge direttamente alla gente e ricorda loro che i cieli e la terra vennero creati in modo da poter servire perennemente gli esseri umani; le condizioni degli astri, il moto della terra attorno al sole, l’avvicendarsi della notte e del giorno, intanto creano sulla Terra le condizioni idonee per la vita e poi bisogna anche ricordare che tutto ciò che sta nei cieli e sulla Terra può praticamente essere sottomesso al potere dell’uomo. Ma oltre alle necessita’ materiali, Dio ha pensato anche a quelle spirituali e per rispondere a queste ha inviato tra gli uomini i suoi messaggeri che hanno diffuso la Sua parola ed hanno lottato contro le deviazioni comportamentali e del pensiero. Purtroppo nel corso della storia, alcuni essere umani, invece di essere riconoscenti per questa bonta’, hanno reagito sostenendo bugie e falsita’ su Dio arrivando persino a rinnegarLo; ma cio’, ricorda il Corano, solo in base all’ostilita’ e mai in base al pensiero ed alla ragione.
Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – L’uomo e’ il miglior essere del Creato e la Terra, i cieli e ciò che vi e’ in essi e’ stato reso al servizio dell’uomo.
Secondo – I doni divini all’uomo sono innumerevoli, abbondanti e variegate; sono sia materiali che spirituali, sia palesi che nascosti; perche’ alcuni uomini sono cosi’ ingrate?
Terzo – Discutere e dibattere e’ utile quando cio’ sia basata sulla scienza o sulle fonti sacre divine, altrimenti non e’ altro che azioni inutile.
Ed ora leggiamo il versetto 21 della sura di Luqman:
»وَإِذَا قِیلَ لَهُمُ اتَّبِعُوا مَا أَنزَلَ اللَّـهُ قَالُوا بَلْ نَتَّبِعُ مَا وَجَدْنَا عَلَیْهِ آبَاءَنَا أَوَلَوْ کَانَ الشَّیْطَانُ یَدْعُوهُمْ إِلَى عَذَابِ السَّعِیرِ«
E quando si dice loro: “Seguite quello che Allah ha rivelato”, rispondono: “Seguiremo invece quello che abbiamo trovato presso i nostri avi!”. [Insisterebbero così] anche se Satana li chiamasse al castigo della Fiamma? (31:21)
Il Corano spiega che molte delle persone che rinnegano Dio e la religione citano come motivazione le tradizioni dei loro avi. L’Islam chiarisce in più circostanze che non necessariamente tutto ciò che e’ stato tramandato dal passato e’ da prendere come oro colato e che possono esistere pure tradizioni errate con cui bisogna lottare; una di queste, per esempio, era il politeismo dei meccani ai tempi del profeta dell’Islam, tramandato dalle generazioni passate. Seguire alla ceca le tradizioni del passato non dirige in altro posto che all’inferno, come spiega il versetto.
E quindi, dalla riflessione su questo versetto, possiamo trarre le seguenti conclusioni:
Primo – Difendere alla cieca le tradizioni dei propri avi senza usare la ragione ci impedisce di comprendere la verita’ e di schierarci dalla parte della ragione.
Secondo – La salvaguardia delle tradizioni nazionali e’ valida fin quando queste tradizioni non siano in contrasto con la ragione e la religione altrimenti tali tradizioni finiscono per essere negative e dannose.
Terzo – Satana cerca perennemente di invitare l’uomo a seguire vie sbagliate; una di queste può essere quella di seguire ciecamente le tradizioni del passato senza nemmeno riflettere sul fatto che esse siano utili o meno.
Ed ora leggiamo i versetti 22, 23 e 24 della sura di Luqman:
»وَمَن یُسْلِمْ وَجْهَهُ إِلَى اللَّـهِ وَهُوَ مُحْسِنٌ فَقَدِ اسْتَمْسَکَ بِالْعُرْوَةِ الْوُثْقَى وَإِلَى اللَّـهِ عَاقِبَةُ الْأُمُورِ»،
Chi sottomette il suo volto ad Allah e compie il bene, si afferra all'ansa più salda. In Allah è l'esito di tutte le cose! (31:22)
«وَمَن کَفَرَ فَلَا یَحْزُنکَ کُفْرُهُ إِلَیْنَا مَرْجِعُهُمْ فَنُنَبِّئُهُم بِمَا عَمِلُوا إِنَّ اللَّـهَ عَلِیمٌ بِذَاتِ الصُّدُورِ»،
Quanto a chi è miscredente, non ti affligga la sua miscredenza: a Noi faranno ritorno e li informeremo di quel che avranno fatto. Allah conosce perfettamente cosa c'è nei cuori. (31:23)
«نُمَتِّعُهُمْ قَلِیلًا ثُمَّ نَضْطَرُّهُمْ إِلَى عَذَابٍ غَلِیظٍ«
Diamo loro godimento effimero per un po' di tempo e poi li spingeremo con forza nel castigo intenso. (31:24)
Questi versetti suddividono la gente in due parti: un gruppo e’ quello delle persone che si dirigono con sincerita’ verso Dio arrendendosi al Suo volere mentre il secondo gruppo e’ di coloro che intraprendono la via dell’insubordinazione e dell’ingratitudine e che rinnegano il Signore. Il primo gruppo e’ come qualcuno che si aggrappa ad una fune per robusta, questa e’ la metafora usata dal Corano: questa gente che riesce ad essere benefattrice ha un destino felice. Il secondo gruppo invece ha solo nel periodo della vita terrena un breve godimento ma il suo destino e’ infelice e caratterizzato dal castigo del fuoco; anche in vita, spiegano alcuni esegeti, avranno la loro punizione.
Il profeta dell’Islam, era triste per il fatto che alcune persone non lo seguissero e che con la loro miscredenza andassero incontro ad un brutto destino; purtroppo pero’, il profeta non poteva e non doveva costringerli perche’ come Dio stesso ricorda nel Corano, egli ha voluto che gli uomini siano liberi nella scelta.
Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – Se tutto il Creato e’ sottomesso al potere di Dio e Dio ha messo a nostra disposizione tutto il Creato, perche’ noi non dovremmo affidarci al Signore?
Secondo – Certe volte nella vita, gli uomini, si affidano ad altri uomini o addirittura a cose, ma per i fedeli l’unico rifugio e l’unico soccorritore e’ Dio. Loro si aggrappano alla fune divina e con le buone azioni, trovano la via d’uscita ad ogni problema. Secondo le tradizioni, per “fune divina” s’intendono i profeti e gli Imam, i sacri discendenti del profeta dell’Islam.
Terzo – Nel cammino della nostra vita dobbiamo muoverci sempre considerando il futuro in modo da non trovare all’improvviso il nostro destino segnato e diretto verso una cattiva direzione.
Davood Abbasi