Giu 25, 2017 06:46 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi proseguiamo la lettura della sura Luqman, la 31esima del sacro testo, meccana per la maggiorparte e composta da 34 versetti. Il nome della sura proviene dal dodicesimo versetto, quando si cita appunto Luqman. La vera identità del personaggio che dà il nome a questa sura è avvolta nel mistero, nonostante lo sforzo dell'esegesi. La tradizione è concorde sul fatto che fu longevo (“muammar”) e molti autori ritengono che appartenesse al popolo degli ‘Âd. Molti hanno ritenuto che fosse uno schiavo nero che esercitava il mestiere di falegname, altri gli hanno attribuito dignità regale. Il Corano ci parla della sua saggezza, delle sue doti morali e della sua fede nell'Unicità di Dio (gloria a Lui l'Altissimo). Luqmân istruisce suo figlio a coltivare in sé la fede e l'assiduità rituale, a raccomandare il bene e a condannare il male, alla pazienza e alla modestia.

 

Ora ecco i versetti numero 25 e 26 di questa sura:

  

«وَلَئِن سَأَلْتَهُم مَّنْ خَلَقَ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضَ لَیَقُولُنَّ اللَّـهُ  قُلِ الْحَمْدُ لِلَّـهِ  بَلْ أَکْثَرُهُمْ لَا یَعْلَمُونَ»،

Se domandi loro: “Chi ha creato i cieli e la terra?”, certamente risponderanno: “Allah”. Di': “Lode ad Allah!”. Ma la maggior parte di loro non sanno. (31:25)

 

 

«لِلَّـهِ مَا فِی السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ إِنَّ اللَّـهَ هُوَ الْغَنِیُّ الْحَمِیدُ»

[Appartiene] ad Allah tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Allah basta a Se Stesso, è il Degno di lode. (31:26)

 

In base ai versetti che abbiamo appena letto, anche quando si chiedeva ai politeisti chi avesse creato l’universo, anche loro rispondevano immediatamente: Dio! Ciò per il semplice fatto che un pò tutti gli uomini, per istinto, sentono dentro di se la presenza del Creatore, e comprendono benissimo la verità; il loro torto stava nel fatto di collocare accanto al Signore, dèi e divinità fasulle. Il secondo versetto che abbiamo letto trae quindi le conclusioni e ricorda che se il Creatore e’ l’unico Dio ed allora solo Egli merita di essere adorato. Dalla riflessione su questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – I politeisti del periodo del profeta, non rinnegavano l’esistenza di Dio o il fatto che Egli fosse il Creatore, ma associavano ad Egli statue ed idoli e ritenevano che essi potessero influire sul loro destino.

Secondo – Gli esseri umani ritrovano nel loro interno ed attraverso il loro istinto il Signore ed il Creatore; ciò succede persino a coloro che in apparenza rinnegano l’esistenza di Dio.

Terzo – Molte deviazioni sono esito dell’ignoranza e della mancanza di sapienza; i profeti divini sono venuti soprattutto per informare la gente e risvegliarne la coscienza, con lo scopo di evitarne lo smarrimento.

Ed ora leggiamo il versetto 27 della sura di Luqman:

 

«وَلَوْ أَنَّمَا فِی الْأَرْضِ مِن شَجَرَةٍ أَقْلَامٌ وَالْبَحْرُ یَمُدُّهُ مِن بَعْدِهِ سَبْعَةُ أَبْحُرٍ مَّا نَفِدَتْ کَلِمَاتُ اللَّـهِ  إِنَّ اللَّـهَ عَزِیزٌ حَکِیمٌ»

Anche se tutti gli alberi della terra diventassero calami, e il mare e altri sette mari ancora [fossero inchiostro], non potrebbero esaurire le parole di Allah. In verità Allah è eccelso, saggio. (31:27)

 

Questo versetto vuole ricordare la grandiosità del Creato ed il fatto che a paragone con esso, il sapere umano e’ veramente limitato; gli uomini scrivono con il calamo e l’inchiostro le parole del sapere ma non potrebbero scrivere tutto ciò che Dio ha Creato nemmeno se trasformassero in calamo tutti gli alberi e nemmeno se usassero come inchiostro tutte le acque che vi sono e persino sette volte ancora queste; in verità, e’ impossibile poter solo contare i doni infiniti che Dio ha elargito con il suo Creato.

Dalla riflessione su questo versetto apprendiamo che:

Primo – Il Creato e’ molto più grandioso ed imponente di quanto l’uomo sia riuscito a scoprire persino fino ad oggi. Non dobbiamo mai vedere il Creato dalla porticina del nostro sguardo: finiremmo solo per sottostimarne la grandezza.

Secondo – Tutto ciò che vi e’ nel Creato testimonia l’esistenza di un saggio, potente ed unico Creatore; dobbiamo stare attenti a non farci ingannare e a non credere divinità altri all’infuori di Lui.

Ed ora leggiamo il versetto numero 28 della sura di Luqman:

«مَّا خَلْقُکُمْ وَلَا بَعْثُکُمْ إِلَّا کَنَفْسٍ وَاحِدَةٍ  إِنَّ اللَّـهَ سَمِیعٌ بَصِیرٌ»

La vostra creazione e resurrezione [per Allah] è [facile] come quella di una sola anima. Allah è l'Audiente, Colui Che tutto osserva. (31:28)

 

La potenza divina e’ tale che per Egli, la creazione di tutti gli uomini della storia e quella di un solo uomo, non e’ differente. Facile, difficile, poco, tanto, sono aggettivi che non assumono senso dinanzi alla sua potenza illimitata. E tutto ciò non riguarda solo la prima creazione degli uomini, ma anche il fatto di farli rivivere nel Giorno del Giudizio, promessa divina che verrà mantenuta. La parte finale del versetto, ricorda inoltre che Dio e’ al corrente di ogni cosa e di ogni azione e che premierà o punirà i suoi servi in base a questo sapere.

Tra le conclusioni che si possono trarre dalla lettura di questo versetto noi citiamo le seguenti:

Primo – Lo spazio, il tempo, il numero, sono concetti che hanno un senso per le capacità limitate di noi umani ma dinanzi al potere divino, la creazione di un essere o più esseri non e’ differente; ogni cosa e’ facile per il Signore.

Secondo – Il ricordo del fatto che Dio assiste ad ogni nostra azione, ci può aiutare ad essere più buoni e più retti nel nostro comportamento.

Davood Abbasi