Feb 24, 2018 08:15 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi concludiamo la lettura della sura Luqman, la 31esima del sacro testo, meccana per la maggiorparte e composta da 34 versetti. Il nome della sura proviene dal dodicesimo versetto, quando si cita appunto Luqman. La vera identità del personaggio che dà il nome a questa sura è avvolta nel mistero, nonostante lo sforzo dell'esegesi. La tradizione è concorde sul fatto che fu longevo (“muammar”) e molti autori ritengono che appartenesse al popolo degli ‘Âd. Molti hanno ritenuto che fosse uno schiavo nero che esercitava il mestiere di falegname, altri gli hanno attribuito dignità regale. Il Corano ci parla della sua saggezza, delle sue doti morali e della sua fede nell'Unicità di Dio (gloria a Lui l'Altissimo). Luqmân istruisce suo figlio a coltivare in sé la fede e l'assiduità rituale, a raccomandare il bene e a condannare il male, alla pazienza e alla modestia.

 

Ora ecco i versetti numero 29 e 30 di questa sura:

 

«أَلَمْ تَرَ أَنَّ اللَّـهَ یُولِجُ اللَّیْلَ فِی النَّهَارِ وَیُولِجُ النَّهَارَ فِی اللَّیْلِ وَسَخَّرَ الشَّمْسَ وَالْقَمَرَ کُلٌّ یَجْرِی إِلَى أَجَلٍ مُّسَمًّى وَأَنَّ اللَّـهَ بِمَا تَعْمَلُونَ خَبِیرٌ»،

Non hai visto come Allah ha fatto sì che la notte compenetri il giorno e il giorno compenetri la notte? E [come] ha sottomesso il sole e la luna, ciascuno dei quali procede [nel suo corso] fino a un termine stabilito? (31:29)

 

 

«ذَلِکَ بِأَنَّ اللَّـهَ هُوَ الْحَقُّ وَأَنَّ مَا یَدْعُونَ مِن دُونِهِ الْبَاطِلُ وَأَنَّ اللَّـهَ هُوَ الْعَلِیُّ الْکَبِیرُ»

Ciò in quanto Allah è la Verità, mentre quel che invocano all'infuori di Lui è falsità. Allah è l'Altissimo, il Grande. (31:30)

 

 

Un altro dei segni della supremazia divina sul Creato e’ l’accorciamento e l’allungamento della durata del giorno e della notte, nel corso dell’anno, che accompagna le quattro stagioni. Il versetto ricorda che questi cambiamenti, che la scienza moderna ci ha dato la possibilità di studiare e calcolare, sono un altro segno della Scienza e della Potenza divina. Non solo la Terra, ma anche il Sole e la Luna sottostanno al Suo volere e sono influenti nella vita degli uomini e degli esseri sulla Terra; tutto segue un ordine perfetto che rimarrà in sesto fino al Giorno del Giudizio, quando per volere di Dio, l’equilibrio che regna sui fenomeni naturali verrà a mancare.

Da questi versetti possiamo trarre svariate conclusioni tra le quali citiamo le successive:

  1. Una delle vie per conoscere ed avvicinarsi a Dio e’ l’apprendimento della scienza: lo studio della natura e dei segreti del Creato; il Corano invita ad intraprendere questo percorso.
  2. Il moto dei pianeti ha un ordine preciso; l’Universo ha avuto un inizio ed allo stesso modo avrà una fine prestabilita che e’ risaputa dal Signore.
  3. L’unica verità autentica e fissa del Creato e’ il Signore, oltre Lui tutto quello che esiste e’ fugace e soggetto alla distruzione.

Ora passiamo alla lettura dei versetti 31 e 32 della sura di Luqman:

 

«أَلَمْ تَرَ أَنَّ الْفُلْکَ تَجْرِی فِی الْبَحْرِ بِنِعْمَتِ اللَّـهِ لِیُرِیَکُم مِّنْ آیَاتِهِ إِنَّ فِی ذَلِکَ لَآیَاتٍ لِّکُلِّ صَبَّارٍ شَکُورٍ»، «

Non hai visto che è per grazia di Allah che la nave solca il mare, affinché vi mostri qualcuno dei Suoi segni? In verità in ciò vi sono segni per ogni uomo di perseveranza, di riconoscenza. (31:31)

 

 

"وَإِذَا غَشِیَهُم مَّوْجٌ کَالظُّلَلِ دَعَوُا اللَّـهَ مُخْلِصِینَ لَهُ الدِّینَ فَلَمَّا نَجَّاهُمْ إِلَى الْبَرِّ فَمِنْهُم مُّقْتَصِدٌ وَمَا یَجْحَدُ بِآیَاتِنَا إِلَّا کُلُّ خَتَّارٍ کَفُورٍ»

 

Quando li copre un'onda come fosse tenebra, invocano Allah e Gli rendono un culto puro; quando poi [Allah] li mette al sicuro sulla terra ferma, alcuni di loro seguono una via intermedia. Solo il peggior traditore, il peggior ingrato rinnegherà i Nostri segni. (31:32)

 

 

Questi versetti citano altri due segni della potenza del Signore; il movimento delle navi sulle acque dei mari e lo spostamento degli uomini attraverso queste; nella vita di oggi, nonostante la presenza di veicoli di trasporto progrediti come le automobili, i treni e gli aerei, la stragrande maggioranza delle merci viene ancora trasportata attraverso i mari e gli oceani; questi costituiscono le vie di comunicazione più importanti ed ancora oggi ricoprono un ruolo più importante dell’aria e della terra ferma.

Dopo aver ricordato questo principio, il Corano inizia a parlare di una verità che di solito si verifica durante i viaggi marittimi; il fatto che in mezzo alle tempeste ed alle onde violente, quando gli uomini vedono vicina la loro fine, il loro cuore si rivolge facilmente verso il Signore e chiede ad Egli la salvezza. Il bello e’ che molte persone, quando il peggio passa, si dimenticano della loro stessa preghiera e di Colui che li ha salvati ed arrivano addirittura a rinnegarLo. Dalla riflessione su questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – Non dobbiamo dare per scontati l’esistenza di mari ed oceani e di altri fenomeni naturali: sono tutti segni della potenza divina e la loro conoscenza e’ un modo per avvicinarsi al Signore.

Secondo – L’uomo sente Dio al suo interno ed e’ la vita mondana che talvolta assume il ruolo di un sipario ed allontana l’uomo dal Signore. Le difficoltà ed i pericoli, però, possono spazzare via questo sipario e far sentire ancora una volta vicino il loro Creatore.

Terzo – La fede di alcune persone e’ perenne e stabile ma quella di altri e’ solo momentanea e dettata dalla convenienza e dagli interessi.

Ed ora leggiamo i versetti 33 e 34, gli ultimi due della sura di Luqman il saggio:

 

 

«یَا أَیُّهَا النَّاسُ اتَّقُوا رَبَّکُمْ وَاخْشَوْا یَوْمًا لَّا یَجْزِی وَالِدٌ عَن وَلَدِهِ وَلَا مَوْلُودٌ هُوَ جَازٍ عَن وَالِدِهِ شَیْئًا  إِنَّ وَعْدَ اللَّـهِ حَقٌّ  فَلَا تَغُرَّنَّکُمُ الْحَیَاةُ الدُّنْیَا وَلَا یَغُرَّنَّکُم بِاللَّـهِ الْغَرُورُ »،

O uomini, temete il vostro Signore e paventate il Giorno in cui il padre non potrà soddisfare il figlio né il figlio potrà soddisfare il padre in alcunché. La promessa di Allah è verità. Badate che non vi inganni la vita terrena e non vi inganni, su Allah, [Satana] l'Ingannatore. (31:33)

 

 

«إِنَّ اللَّـهَ عِندَهُ عِلْمُ السَّاعَةِ وَیُنَزِّلُ الْغَیْثَ وَیَعْلَمُ مَا فِی الْأَرْحَامِ وَمَا تَدْرِی نَفْسٌ مَّاذَا تَکْسِبُ غَدًا  وَمَا تَدْرِی نَفْسٌ بِأَیِّ أَرْضٍ تَمُوتُ  إِنَّ اللَّـهَ عَلِیمٌ خَبِیرٌ»

In verità la scienza dell'Ora è presso Allah, Colui Che fa scendere la pioggia e conosce quello che c'è negli uteri. Nessuno conosce ciò che guadagnerà l'indomani e nessuno conosce la terra in cui morrà. In verità Allah è il Sapiente, il Ben informato. (31:34)

 

Questi, che sono gli ultimi versetti della sura di Luqman, invitano tutti gli uomini ad essere timorati di Dio e a non peccare in vita; la ragione e’ chiara: in vita si può sempre rimediare e gli amici ed i famigliari si aiutano a vicenda, ma nel Giorno del Giudizio ciò non sarà possibile ed ognuno dovrà rispondere inesorabilmente delle sue azioni, senza se e senza ma e senza che nessuno possa aiutare o alleggerire. L’uomo, deve quindi temere l’arrivo di questo giorno, un giorno alla quale non ci si può sottrarre ed in cui deve apparire dinanzi a Colui che tutto sa e che tutto conosce: a partire da quando l’uomo si trova nel ventre della madre, fino all’ultimo giorno della sua vita.

Dalla riflessione su questi versetti, possiamo trarre molteplici conclusioni tra le quali ricordiamo le seguenti:

Primo – La famiglia e le relazioni non hanno alcun effetto nel Giorno del Giudizio; sarà un giorno in cui nemmeno padre e figlio si aiuteranno.

Secondo – L’arrivo del Giorno del Giudizio e’ sicuro, non sappiamo solo il momento preciso; e’ simile alla morte, un qualcosa di sicuro di cui però nessuno conosce il momento e nemmeno il luogo.

Terzo – La vita terrena inganna e cerca di distogliere l’uomo dal ricordo del Giorno del Giudizio.

Davood Abbasi