Feb 24, 2018 08:32 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Dalla puntata precedente abbiamo iniziato la lettura della 32esima sura del Corano ossia la sura di As-Sajda o della Prosternazione, ispirata al profeta alla Mecca e quindi meccana e di 30 versetti. Il nome della sura deriva dal versetto numero 15.

Leggiamo ora i versetti 7 e 8 della sura della Prosternazione:

 

«الَّذِی أَحْسَنَ کُلَّ شَیْءٍ خَلَقَهُ  وَبَدَأَ خَلْقَ الْإِنسَانِ مِن طِینٍ»،

è Colui Che ha perfezionato ogni cosa creata e dall'argilla ha dato inizio alla creazione dell'uomo, (32:7)

 

 

«ثُمَّ جَعَلَ نَسْلَهُ مِن سُلَالَةٍ مِّن مَّاءٍ مَّهِینٍ»

quindi ha tratto la sua discendenza da una goccia d'acqua insignificante; (32:8)

 

Da questi versetti si apprende che il Signore ha creato nel miglior modo possibile tutto ciò che esiste, a partire dalle pietre per arrivare alle piante, agli animali e agli uomini. In questi versetti viene però enfatizzata in maniera particolare la creazione dell’uomo e il fatto che la sua generazione prosegue attraverso lo sperma, un liquido apparentemente insignificante che però da un punto di vista scientifico ha una struttuta complessa e molto delicate che permette la formazione del feto di un nuovo essere umano nell’ovulo della madre.

In questi versetti il Corano ribadisce che il primo uomo e’ stato creato direttamente dall’acqua e dalla terra e che quindi vi sono differenze nella creazione del primo uomo e poi di tutti quelli venuti dopo di lui. Anche nel versetto 59 della sura della famiglia di Imraan, si ricorda che proprio come Gesù non ebbe un padre, il primo uomo non ebbe ne padre ne madre. Questi versetti coranici sono quindi in netto contrasto con la teoria di Darwin, che sostiene che l’uomo sia discendente delle scimmie.

Da questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – Il sistema esistente nel mondo e’ quello messo in piedi da Dio ed e’ quello della migliore opzione possibile; nel senso che ciò che e’ stato Creato dal Signore, essendo basato su una scienza e su una sapienza assoluta, e’ privo di qualsiasi tipo di difetto.

Secondo – Il vero artista e’ Dio che da una goccia d’acqua riesce a creare un essere di valore come l’uomo.

Terzo – L’uomo deve ricordarsi che e’ stato creato la prima volta dall’argilla e poi ogni volta da una goccia d’acqua e quindi non deve mai lasciarsi ingannare dalla superbia.

Ora leggiamo il versetto numero 9 della sura della Prosternazione o As-Sajda:

 

«ثُمَّ سَوَّاهُ وَنَفَخَ فِیهِ مِن رُّوحِهِ  وَجَعَلَ لَکُمُ السَّمْعَ وَالْأَبْصَارَ وَالْأَفْئِدَةَ  قَلِیلًا مَّا تَشْکُرُونَ»

quindi gli ha dato forma e ha insufflato in lui del Suo Spirito. Vi ha dato l'udito, gli occhi e i cuori. Quanto poco siete riconoscenti! (32:9)

 

Questo versetto parla invece delle fasi della creazione dell’uomo e del fatto che Dio creò in maniera proporzionata il corpo umano e che poi diede a lui l’anima, rendendolo così diverso dagli altri esseri. In pratica quando l’anima raggiunge il corpo, spiegano gli esegeti islamici, l’essere inizia “una vita speciale” e per la progenie del primo uomo, “la vita speciale” inizia durante la fase fetale. Secondo l’Islam lo spirito e’ un dono ed una creazione del Signore ma non un qualcosa che faccia parte di Lui e che sia entrato nell’essere umano; una cosa simile, dal punto di vista logico, sarebbe impossibile.

Anche altri esseri viventi hanno i sensi ma e’ proprio l’anima che permette all’uomo di comprendere e di apprendere molto di più rispetto a loro. Proprio grazie a queste capacità donategli dal Signore l’uomo ha scritto e ordinato le proprie esperienze di vita sottoforma di leggi e ciò che oggi noi chiamiamo scienze, un qualcosa che lo ha aiutato a cambiare e migliorare il proprio stile di vita; ciò mentre questo non si verifica per gli animali; le api di oggi, costruiscono il loro alveare sostanzialmente come le api di mille anni fa.

Questo versetto parla anche degli strumenti di comprensione più importanti che l’uomo ha a disposizione, gli occhi, le orecchie ma soprattutto la ragione. Gli occhi e le orecchie servono per la conoscenza sperimentale, la mente per poter analizzare e ragionare.

E’ chiaro che questi doni di valore inestimabile sono degni di ringraziamento ma purtroppo la maggiorparte degli esseri umani ha dimenticato; c’e’ chi non e’ riconoscente al Signore e persino tra i riconoscenti difficilmente qualcuno lo è al livello che Egli si meriterebbe.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – Il più grande segno della dignità umana e’ il fatto che abbia in se lo spirito donatogli da Dio che da’ alla sua vita uno spirito speciale.

Secondo – Per potere essere riconoscenti nei confronti di Dio, bisogna prima conoscere bene se stessi. Chi non conosce se stesso non riesce nemmeno a conoscere Dio e chi non conosce Dio non può esserGli grato.

Terzo – L’uomo e’ un essere con due dimensioni; da una parte c’e’ la sua dimensione materiale e dall’altra quella spirituale. Le persone dignitose mettono a disposizione della loro dimensione spirituale la dimensione materiale ma le persone poco virtuose fanno il contrario mettendo a disposizione delle loro necessità materiali, anche tutto quello che hanno di dimensione spirituale.

ِDavood Abbasi