Feb 24, 2018 08:35 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Da alcune puntate abbiamo iniziato la lettura della 32esima sura del Corano ossia la sura di As-Sajda o della Prosternazione, ispirata al profeta alla Mecca e quindi meccana e di 30 versetti. Il nome della sura deriva dal versetto numero 15.

Leggiamo ora i versetti 10 e 11 della sura della Prosternazione:

 

 

«وَقَالُوا أَإِذَا ضَلَلْنَا فِی الْأَرْضِ أَإِنَّا لَفِی خَلْقٍ جَدِیدٍ  بَلْ هُم بِلِقَاءِ رَبِّهِمْ کَافِرُونَ»،

E dicono: “Quando saremo dispersi nella terra godremo di una nuova creazione?”. Invece sono rinnegatori dell'incontro con il loro Signore! (32:10)

 

 

«قُلْ یَتَوَفَّاکُم مَّلَکُ الْمَوْتِ الَّذِی وُکِّلَ بِکُمْ ثُمَّ إِلَى رَبِّکُمْ تُرْجَعُونَ»

Di': “L'angelo della morte che si occuperà di voi, vi farà morire e poi sarete ricondotti al vostro Signore”. (32:11)

 

 

Questi versetti parlano della morte dell’uomo, dopo che in quelli precedenti, la sura della Prosternazione aveva parlato della creazione di esso. In pratica qui il Corano riporta i dubbi espressi da alcune persone contemporanee di Mohammad (il profeta dell’Islam, la pace sia con lui), che ritenevano impossibile il fatto di rinascere nell’altra vita, dopo la distruzione del loro corpo. Iddio risponde ricordando che lo spirito umano, la vera essenza dell’uomo, viene preso dagli angeli al momento della morte e che nell’altra vita, questo spirito rientrera’ in un corpo simile a quello della vita mondana. Da questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusion:

  1. La Resurrezione o Maad, secondo l’Islam, ha anche un aspetto fisico-corporeo. I miscredenti del periodo del profeta dell’Islam, in Arabia, avevano dubbi non sulla possibilita’ di un ritorno della spirito, ma su quello del corpo.
  2. Il fulcro dell’esistenza umana, pero’, e’ il suo spirito e non il suo corpo. La prova di ciò e’ che persino con la perdita di una parte del corpo, come l’occhio o il piede, l’uomo prosegue a vivere e si sente ancora quello di prima, senza pensare che parte della sua essenza gli sia venuta a mancare.

Ed ora leggiamo il versetto numero 12 della sura As-Sujda:

 

 

«وَلَوْ تَرَى إِذِ الْمُجْرِمُونَ نَاکِسُو  رُءُوسِهِمْ عِندَ رَبِّهِمْ رَبَّنَا أَبْصَرْنَا وَسَمِعْنَا فَارْجِعْنَا نَعْمَلْ صَالِحًا إِنَّا مُوقِنُونَ»

Se allora potessi vedere i malvagi, [dire col] capo chino davanti al loro Signore: “Nostro Signore, abbiamo visto e sentito, lasciaci tornare, sì che possiamo fare il bene; [ora] crediamo con certezza”. (32:12)

 

 

Dopo aver citato le parole dei miscredenti che rinnegavano la vita nell’altro mondo, il Corano ricorda al profeta ed ai fedeli che leggono il testo che sarebbe stato interessante poter vedere questi stessi rinnegatori, mentre in uno stato di pentimento, nel Giorno del Giudizio, abbassano le teste ed implorano di poter tornare indietro per rimediare; una richiesta che non viene esaudita. Queste persone, osservando il paradiso e soprattutto l’inferno, da dove si leva il lamento dei dannati, dichiarano di aver accettato e di esser divenuti fedeli ma quell’ammissione, in quel momento, non e’ piu’ utile a loro.

Nella loro vita terrena, non avevano forse sentito le parole dei profeti e non avevano sentito parlare dei loro miracoli? Perche’ avevano ignorato tutte quelle verità? Non avevano nutrito il dubbio, nemmeno una volta, che quelle parole fossero vere? Avevano trovato una motivazione ragionevole per definire false e prive di verità le parole dei profeti? O invece, erano state le loro voglie primitive e le loro passioni, a renderli indifferenti rispetto a quelle parole?

Da questo versetto apprendiamo che:

  1. Il Giorno del Giudizio, e’ il giorno della vergogna dei ribelli e dei peccatori. Quelle stesse persone che in vita umiliavano e canzonavano i fedeli per il loro credo.
  2. I fedeli sono in realta’ i piu’ intelligenti perche’ comprendono la realta’ del Giorno del Giudizio, del paradiso e dell’inferno in questa vita ma i miscredenti, che si credono i piu’ furbi, si rendono conto della realta’ solo nel Giorno del Giudizio, quando ormai questa scoperta, non risulta piu’ utile a loro.
  3. Cio’ che e’ utile e motivo di salvezza nel Giorno del Giudizio e’ l’opera di bene compiuta in questa vita e la sua fede.

Ed ora leggiamo i versetti 13 e 14 della sura As-Sajda:

 

«وَلَوْ شِئْنَا لَآتَیْنَا کُلَّ نَفْسٍ هُدَاهَا وَلَـکِنْ حَقَّ الْقَوْلُ مِنِّی لَأَمْلَأَنَّ جَهَنَّمَ مِنَ الْجِنَّةِ وَالنَّاسِ أَجْمَعِینَ»،

 

“Se avessimo voluto, avremmo dato ad ogni anima la sua direzione; si è invece compiuta la mia sentenza: riempirò l'Inferno di uomini e di jinn (peccatori)  insieme". (32:13)

 

 

 «فَذُوقُوا بِمَا نَسِیتُمْ لِقَاءَ یَوْمِکُمْ هَـذَا إِنَّا نَسِینَاکُمْ  وَذُوقُوا عَذَابَ الْخُلْدِ بِمَا کُنتُمْ تَعْمَلُونَ»

Gustate allora [il castigo] per aver dimenticato l'incontro di questo Giorno. In verità [anche] Noi vi dimentichiamo. Gustate il castigo perpetuo per quello che avete fatto!” (32:14)

 

 

Questi versetti sottolineano che gli esseri umani sono liberi nella scelta della loro via nella vita; possono scegliere la guida indicata loro dai profeti e dai testi inviati da Dio agli uomini che poi sono in coordinazione con la mente e lo spirito, oppure non incamminarsi su questa via e agire diversamente.

Ne Dio ne i suoi inviati hanno mai costretto la gente ad accettare la fede; certo, e’ anche vero che non accettare e non seguire la loro via, porta ad una fine dolorosa e comporta solo pentimento e rimorso.

Usando una metafora, possiamo dire che i profeti sono come dei maestri di scuola che insegnano, uno dopo l’altro, le materie ai loro alunni ma non li costringono nemmeno a studiare. E’ chiaro pero’ che gli alunni diligenti non riescono a superare gli esami finali e non possono accedere agli anni successivi ed al successo.

Alcune persone si chiedono: “Ma come e’ possibile che Iddio, il piu’ Misericordioso che esiste, possa bruciare nell’inferno le sue creature?”.

Questi versetti respingono questa idea errata e ricordano che Dio puo’ anche negare alle Sue creature la Sua misericordia; quando un uomo compie cattive azioni, non si pente e s’incammina sulla strada del peccato e del reato, allora si priva pure della Misericordia divina. Sono persone che possono essere paragonate a chi cammina sull’orlo di un burrone; gli altri dicon loro di allontanarsi ma queste persone insistono sul loro fare fino a quando, prima o poi, vi cadono dentro.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – Accettare la guida divina e’ un qualcosa di volontario e non certo obbligatorio; la fede obbligatoria non ha valore, secondo l’Islam.

Secondo – La Misericordia immensa di Dio non impedisce la punizione dei criminali e dei malfattori.

Terzo – Dio non dimentica mai le Sue creature a meno che siano prima le Sue creature a dimenticare Egli.

Quarto – Dimenticare la Resurrezione del Giorno del Giudizio e’ l’inizio di peccati e malefatte e dirige verso il burrone della perdizione gli esseri umani.

 

Davood Abbasi