Il sentiero della luce (742)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Da alcune puntate abbiamo iniziato la lettura della 32esima sura del Corano ossia la sura di As-Sajda o della Prosternazione, ispirata al profeta alla Mecca e quindi meccana e di 30 versetti. Il nome della sura deriva dal versetto numero 15.
Leggiamo ora i versetti numero 20 e 21 della sura As-Sajda o della Prosternazione:
«وَأَمَّا الَّذِینَ فَسَقُوا فَمَأْوَاهُمُ النَّارُ کُلَّمَا أَرَادُوا أَن یَخْرُجُوا مِنْهَا أُعِیدُوا فِیهَا وَقِیلَ لَهُمْ ذُوقُوا عَذَابَ النَّارِ الَّذِی کُنتُم بِهِ تُکَذِّبُونَ»،
mentre coloro che saranno stati empi avranno per rifugio il fuoco. Ogni volta che vorranno uscirne vi saranno ricondotti e sarà detto loro: “Provate il castigo del fuoco che tacciavate di menzogna!”. (32:20)
«وَلَنُذِیقَنَّهُم مِّنَ الْعَذَابِ الْأَدْنَى دُونَ الْعَذَابِ الْأَکْبَرِ لَعَلَّهُمْ یَرْجِعُونَ»
Daremo loro un castigo immediato prima del castigo più grande, affinché ritornino [sulla retta via]. (32:21)
In questa parte della sura della Prosternazione, Dio ricorda che fedeli e malfattori non sono sullo stesso piano; viene precisato che la cosa importante sono le azioni e che coloro che sostengono di essere fedeli ed invece compiono cattive azioni, verranno puniti allo stesso modo e non avranno via di scampo.
Anche durante la loro vita terrena, come si evince dal secondo versetto che abbiamo letto, i malfattori verranno puniti e ciò viene fatto per far capire loro i loro errori ed indurli a pentirsi e chiedere perdono; soprattutto perche’ nell’altra vita, non vi sara’ piu’ l’occasione per chiedere perdono ed ormai, in questo momento, il destino di ogni persona sara’ segnato dalle sue azioni.
Secondo alcune tradizioni tramandate dal profeta e dai suoi sacri discendenti, alcune disgrazie, malattie ed alcuni dolori che l’uomo affronta nella sua vita sono punizioni divine per il suo cattivo operato ed un modo per distoglierlo dalle proprie malefatte.
Da questi versetti apprendiamo che:
Primo) Alcune volte il peccato circonda in tal modo le persone da far dimenticare loro il Giorno del Giudizio e far rinnegar loro l’arrivo di questo giorno.
Secondo) Le punizioni divine non riguardano esclusivamente l’altro mondo ma possono colpire i peccatori pure in questa vita terrena. Cio’ pero’ e’ un bene perche’ aiuta la persona peccatrice a rendersi conto delle sue cattive azioni e a tornare sulla giusta via chiedendo perdono.
Terzo) Anche l’ira divina e’ un qualcosa di positivo nel senso che puo’ essere costruttiva per l’uomo e di fatto e’ in collegamento con la Sua Grazia e Misericordia.
Ed ora leggiamo il versetto numero 22:
«وَمَنْ أَظْلَمُ مِمَّن ذُکِّرَ بِآیَاتِ رَبِّهِ ثُمَّ أَعْرَضَ عَنْهَا إِنَّا مِنَ الْمُجْرِمِینَ مُنتَقِمُونَ»
Chi è piu’ ingiusto di colui che si distoglie dai segni di Allah dopo che gli sono stati ricordati? In verità ci vendicheremo dei trasgressori. (32:22)
In questo versetto, Dio definisce “i più ingiusti” coloro che pur comprendendo la verità del messaggio divino lo rinnegano; indubbiamente queste persone, ricorda il Corano, verranno punite per il loro operato; nell’ambito del dibattito coranico, questo tipo di ingiustizia nei confronti di se stessi, ossia ignorare la verità dopo averla ricevuta e riconosciuta, e’ peggiore del fare del male agli altri perchè questo tipo di ingiustizia e’ una base per tante ingiustizie, anche quelle nei confronti degli altri.
Una persona fedele non fa’ mai del male agli altri ma una persona che rinnega persino la verità che comprende, calpesta facilmente i diritti altrui. Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – Le persone che pur comprendendo la verità della religione si ostinano a rinnegarla, poi si ostinano pure a fare peccati e ad immergersi sempre più nell’errore.
Secondo – Quando si ha a che fare con i malfattori, oltre al monito ed alla messa in guardia, alcune volte c’e’ anche bisogno di una dura punizione.
A questo punto leggiamo i versetti 23, 24 e 25 della sura della Prosternazione:
«وَلَقَدْ آتَیْنَا مُوسَى الْکِتَابَ فَلَا تَکُن فِی مِرْیَةٍ مِّن لِّقَائِهِ وَجَعَلْنَاهُ هُدًى لِّبَنِی إِسْرَائِیلَ»،
Già demmo il Libro a Mosè [dicendogli]: “Non dubitare circa il Suo incontro”. Ne facemmo una guida per i Figli di Israele. (32:23)
«وَجَعَلْنَا مِنْهُمْ أَئِمَّةً یَهْدُونَ بِأَمْرِنَا لَمَّا صَبَرُوا وَکَانُوا بِآیَاتِنَا یُوقِنُونَ»،
E [finché] furono perseveranti e credettero con fermezza nei Nostri segni, scegliemmo tra loro dei capi che li dirigessero secondo il Nostro comando. (32:24)
«إِنَّ رَبَّکَ هُوَ یَفْصِلُ بَیْنَهُمْ یَوْمَ الْقِیَامَةِ فِیمَا کَانُوا فِیهِ یَخْتَلِفُونَ»
In verità il tuo Signore nel Giorno della Resurrezione giudicherà tra loro, a proposito delle loro divergenze. (32:25)
Questi versetti parlano del messaggio divino portato dai profeti nel corso della storia e ricordano che fu proprio Dio che diede le leggi a Mosè in modo che potesse guidare sulla retta via i figli di Israele e salvarli dalla schiavitù del Faraone. Fino a quando i figli di Israele rimasero accanto a Mose’, fino a quando credettero e si sacrificarono sulla via di Dio, riuscirono a sconfiggere i propri nemici ed ebbero delle guide che li portarono avanti sul giusto sentiero. Questi leader guidarono i figli di Israele in base alle leggi divine e non basandosi sulle proprie necessita’ ed esigenze; in seguito, i figli di Israele, vennero pero’ afflitti da profonde divergenze e da problemi, e cio’ fu proprio dovuto al loro graduale allontanamento da Dio e dalle sue leggi.
Da questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:
Primo – L’arrivo sulla terra dei profeti e’ stato un processo ed un percorso continuo nel corso della storia. Il profeta dell’Islam e’ stato l’ultimo dei messaggeri di Dio sulla terra e l’Islam ribadisce la veridicita’ della loro missione.
Secondo – I leaders della società devono essere fedeli e devono essere resistenti; solo le persone con tali caratteristiche sono idonee per guidare la società.
Terzo – I leaders religiosi non devono mai rassegnarsi e devono credere nel loro obbiettivo; le divergenze ed i problemi esistono e non devono scoraggiare le guide della società.
Davood Abbasi