Feb 24, 2018 09:39 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Da mesi abbiamo iniziato la lettura della 32esima sura del Corano ossia la sura di As-Sajda o della Prosternazione, ispirata al profeta alla Mecca e quindi meccana e di 30 versetti. Il nome della sura deriva dal versetto numero 15. Oggi concluderemo, a Dio piacendo, la lettura di essa.

Dobbiamo leggere ora il versetto numero 26 della sura As-Sajda o della Prosternazione:

 

«أَوَلَمْ یَهْدِ لَهُمْ کَمْ أَهْلَکْنَا مِن قَبْلِهِم مِّنَ الْقُرُونِ یَمْشُونَ فِی مَسَاکِنِهِمْ  إِنَّ فِی ذَلِکَ لَآیَاتٍ  أَفَلَا یَسْمَعُونَ»

“Non e’ stato forse chiarito per loro come abbiamo eliminato gli abitanti di diverse città che c’eran prima di loro mentre camminavano nelle proprie case? In verità in ciò vi sono dei segni, non ascoltano dunque?” (32:26)

 

In questo versetto si parla direttamente agli ingiusti ed ai prepotenti e a loro si pone una domanda: la distruzione e la punizione dei dittatori e dei peccatori del passato, non basta loro come lezione?

Nel periodo del profeta dell’Islam, quando le carovane commerciali degli abitanti della Mecca, viaggiavano per raggiungere le zone dell’odierna Siria, passavano vicino ai resti delle città dei popoli antichi degli ‘Ad e dei Thamud; si sapeva che in quelle città, in tempi antichi, aveva vissuto popoli dalla civiltà fiorente e dall’incredibile ricchezza, che però per via dell’ingiustizia e del peccato, come il Corano stesso spiega, vennero distrutte dal castigo divino.

Questo versetto, secondo gli interpreti, fa’ un cenno a questo argomento e dice generalmente che le rovine delle città dei popoli passati, sono dei segni che mandano un messaggio inequivocabile, al quale però, di solito, gli uomini non prestano attenzione.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – I reperti archeologici tramandatici dal passato e dalle generazioni precedenti, possono darci lezioni di vita importantissime; sarebbe bello se viaggiando, oltre a scattare foto e girare video, ci ricordassimo di questa importante funzione del turismo.

Secondo – Il passato e’ la lampada che illumina il futuro. Solo a condizione che l’uomo studi bene il passato e ne tragga le giuste conclusioni.

Terzo – Bisogna vedere fino a che punto una persona e’ dotata di voglia di ascoltare; per chi riesce ad ascoltare, anche le rovine silenziose delle città antiche hanno molto da dire.

Quarto – Questo ed altri versetti del Corano ci spiegano quanto sia importante la salvaguardia dei reperti archeologici.

Ed ora passiamo alla lettura del versetto numero 27 della sura As-Sajda:

 

«أَوَلَمْ یَرَوْا أَنَّا نَسُوقُ الْمَاءَ إِلَى الْأَرْضِ الْجُرُزِ فَنُخْرِجُ بِهِ زَرْعًا تَأْکُلُ مِنْهُ أَنْعَامُهُمْ وَأَنفُسُهُمْ  أَفَلَا یُبْصِرُونَ»

Non vedono forse che noi spingiamo l’acqua verso la terra brulla e tramite essa ne facciamo spuntare una pianta sicche’ se ne cibino i loro quadrupedi e loro stessi? Non vedete dunque? (32:27)

 

In questo versetto si ricorda quanto sia grande l’amore e la generosità di Dio, quando rende fertili i terreni aridi e da essi fa’ crescere il cibo degli animali e degli uomini? Per via delle alture ed irregolarità della superfice terrestre, in realtà sarebbe impossibile o molto difficile irrigare i terreni con l’acqua di mari ed oceani; soprattutto considerando la salinita’ di quest’acqua; la pioggia invece, e’ questo strumento divino che rende tutto cio’ facile e possibile; e’ un dono grandissimo che sta’ davanti agli occhi di tutti e che purtroppo diamo per scontato.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – La natura verdeggiante e l’habitat di animali e uomini, e’ la migliore aula per insegnare la conoscenza del Signore. L’unica condizione per essere promossi e che gli alunni abbiano la buona volontà per imparare e quindi conoscere il proprio Signore.

Secondo – Il fatto che le nubi raggiungano le zone più lontane dagli oceani portando la pioggia, non e’ un qualcosa di casuale ma un fatto che si realizza perche’ e’ stato voluto dal Creatore.

Terzo – Il ciclo dell’acqua che ha come punto di svolta la pioggia e la crescita delle piante sulla Terra, sono segni divini imponenti che non dovremmo trascurare.

Ed ora ascoltiamo insieme la lettura dei versetti 28, 29 e 30, gli ultimi tre della sura As-Sajda o della Prosternazione:

 

«وَیَقُولُونَ مَتَى هَـذَا الْفَتْحُ إِن کُنتُمْ صَادِقِینَ»،

E dicono: “Quand’e’ questa vittoria, se siete veridici?”. (32:28)

 

«قُلْ یَوْمَ الْفَتْحِ لَا یَنفَعُ الَّذِینَ کَفَرُوا إِیمَانُهُمْ وَلَا هُمْ یُنظَرُونَ»،

Di': “Nel Giorno della Vittoria sarà vano il credere dei miscredenti! Non avranno alcun rinvio”. (32:29)

 

«فَأَعْرِضْ عَنْهُمْ وَانتَظِرْ إِنَّهُم مُّنتَظِرُونَ »

Allontanati dunque da loro, e aspetta. In verità aspettano anche loro! (32:30)

Il profeta dell’Islam ricordava sempre che alla fine sarebbe stato il bene a prevalere sul male e che Dio ha promesso la vittoria ai fedeli. “Ma quando arriva allora questa vittoria?”, dicevano i rinnegatori di Dio al profeta, deridendolo; in questi versetti il Signore risponde a questa gente ed in generale a coloro, che nel corso dei secoli successivi, potrebbero fare lo stesso ragionamento e porsi la stessa domanda.

La risposta e’ che Dio punisce ma solo aver dato l’occasione e l’opportunità di fare del bene e solo dopo aver tracciato dinanzi agli occhi di tutti la giusta strada, attraverso il messaggio dei suoi profeti.

Il giorno promesso arriverà e come spiega il versetto, quando l’ora sarà arrivata, sarà troppo tardi per pentirsi e accettare la fede; in quel momento non ci sarà modo per rimediare gli errori commessi; il Corano, nel versetto finale della sura, suggerisce al profeta di allontanarsi da coloro che pur comprendendo benissimo la veridicità del suo messaggio, cercano di canzonarlo; Iddio ordina di attendere, in modo che sia Lui, nel giorno promesso, a giudicare.

Questi versetti racchiudono molteplici concetti ma tra questi vogliamo enfatizzare i seguenti:

Primo – Certe volte le domande vengono poste non per ottenere una risposta ma per ridicolizzare ed intimidire.

Secondo – Divenir fedeli quando si e’ davanti al castigo divino e’ troppo facile e non ha alcun valore.

Terzo – Quando l’invito alla fede basato sul ragionamento ed il senno trasmette la verità ma le persone si ostinano a dire di no pur avendo capito, a quel punto bisogna allontanarsi da loro.

Davood Abbasi