Il sentiero della luce (744)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Dopo aver terminato la lettura della sura di As-Sajda o della Prosternazione, oggi iniziamo la lettura della 33esima sura del Corano ossia la Al-Ahzab o dei Coalizzati, ispirata al profeta a Medina e quindi medinese e di 73 versetti. La coalizione che viene evocata dal nome di questa sura è quella che si formò nel quinto anno dall'Egira e che vedeva alleati i politeisti coreisciti, gli ebrei e gli ipocriti medinesi. Li fronteggiarono non più di tremila combattenti musulmani con la strategia suggerita da un liberto di origine persiana, Salmân Pak detto “al Farsi” (“il persiano” appunto) il quale propose lo scavo di un ampio e profondo fossato capace di fermare le cariche della cavalleria beduina. Il progetto ebbe successo: dopo qualche giorno di inutili tentativi “i coalizzati”, stanchi e snervati, travolti da un'improvvisa furiosa bufera, si ritirarono in disordine.
Ed ora leggiamo i primi tre versetti della sura:
«یَا أَیُّهَا النَّبِیُّ اتَّقِ اللَّـهَ وَلَا تُطِعِ الْکَافِرِینَ وَالْمُنَافِقِینَ إِنَّ اللَّـهَ کَانَ عَلِیمًا حَکِیمًا»،
O Profeta, temi Allah e non obbedire né ai miscredenti, né agli ipocriti. In verità Allah è Sapiente, Saggio. (33:1)
«وَاتَّبِعْ مَا یُوحَى إِلَیْکَ مِن رَّبِّکَ إِنَّ اللَّـهَ کَانَ بِمَا تَعْمَلُونَ خَبِیرًا»،
Segui ciò che ti è stato rivelato dal tuo Signore. In verità Allah è ben informato di quel che fate. (33:2)
«وَتَوَکَّلْ عَلَى اللَّـهِ وَکَفَى بِاللَّـهِ وَکِیلًا»
Riponi fiducia in Allah: Allah è sufficiente patrono. (33:3)
La storia dimostra che alcuni dei capi miscredenti della Mecca, come Abu Sofiyan - capostipite degli Omayyadi - dissero a Mohammad (s) che nel caso avesse rinunciato a proclamare “fasulli” i loro dèi, anche loro avrebbero lasciato libero il profeta di invitare la gente all’adorazione dell’unico Dio. Il Signore, all’inizio di questa sura, mette in guardia il suo messaggero invitandolo a non scendere a patti con i miscredenti; e’ chiaro che la missione del profeta, ma i versetti spiegano che Dio e’ sufficiente come patrono e protettore anche nelle situazioni più complicate. Da questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:
Primo – Ogni sorta di compromesso e collaborazionismo con i nemici della religione e di Dio e’ contro la volontà del Signore.
Secondo – Gli ipocriti all’interno della società sono sempre allineati al volere dei nemici esterni e per questo bisogna essere vigili nei loro confronti.
Terzo – Invece di cercare di soddisfare i nemici, dobbiamo seguire meticolosamente le regole della religione, anche se ciò può risultare amaro al nostro nemico.
Quarto – Non obbedire ai miscredenti ed agli ipocriti e seguire il sentiero divino comporta chiaramente delle difficoltà; in quest’ambito, affidarsi a Dio e’ la migliore scelta, visto che Egli e’ il miglior difensore per i fedeli.
Ed ora leggiamo il versetto numero 4:
«مَّا جَعَلَ اللَّـهُ لِرَجُلٍ مِّن قَلْبَیْنِ فِی جَوْفِهِ وَمَا جَعَلَ أَزْوَاجَکُمُ اللَّائِی تُظَاهِرُونَ مِنْهُنَّ أُمَّهَاتِکُمْ وَمَا جَعَلَ أَدْعِیَاءَکُمْ أَبْنَاءَکُمْ ذَلِکُمْ قَوْلُکُم بِأَفْوَاهِکُمْ وَاللَّـهُ یَقُولُ الْحَقَّ وَهُوَ یَهْدِی السَّبِیلَ»
Allah non ha posto due cuori nel petto di nessun uomo, né ha fatto vostre madri le spose che paragonate alla schiena delle vostre madri, e neppure ha fatto vostri figli i figli adottivi. Tutte queste non son altro che parole delle vostre bocche; invece Allah dice la verità, è Lui che guida sulla [retta] via. (33:4)
In questo versetto si parla di alcune superstizioni ed alcune tradizioni disumane dell’Arabia pre-islamica. Intanto si ricorda che un uomo non ha due cuori e si intende dire che non si può seguire sia l’idolatria sia l’adorazione dell’unico Dio; ciò era una risposta a coloro che pretendevano di poter fare in questa maniera.
Poi si ricorda la brutta tradizione del Dhihar; quando un uomo si arrabbiava con la moglie, la paragonava a propria madre e quindi non stabiliva mai più con lei relazioni sessuali e la abbandonava senza provvedere a lei; non divorziava nemmeno e quindi la donna non poteva nemmeno risposarsi; qui il Corano spiega che la moglie di una persona non può essere come sua madre e che queste non sono altre che le insinuazioni dettate dall’odio e dalla vendetta. Altra regola ingiusta, secondo il Corano, era il fatto che il figlio adottivo venisse considerato come vero figlio; in questo modo, il padre ed il figlio adottivo venivano considerati partecipi l’uno nell’eredita’ dell’altro e dopo il divorzio di uno dalla propria moglie, l’altro non poteva sposarla. Proprio per annullare per sempre questa tradizione sbagliata, Dio ordinò al profeta di sposare la ex moglie del suo figlio adottivo Harith.
Da questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:
Primo – In un cuore non possono convivere due cose esattamente opposte. Una persona non può essere fedele e seguire gli infedeli; una persona non può essere buona e seguire le forze del male; a meno che non sia ipocrita.
Secondo – La relazione tra genitori e figli e’ una relazione veritiera basata sulla verità e non sulle parole che si dicono; nessuno può proclamare suo figlio chi non lo e’ veramente.
Terzo – Il criterio per il bene ed il male sono le leggi divine; per questo bisogna abbandonare quelle tradizioni che sono contrarie al volere del Signore.
Ed ora leggiamo il versetto numero 5 della sura Al Ahzab o dei Coalizzati:
«ادْعُوهُمْ لِآبَائِهِمْ هُوَ أَقْسَطُ عِندَ اللَّـهِ فَإِن لَّمْ تَعْلَمُوا آبَاءَهُمْ فَإِخْوَانُکُمْ فِی الدِّینِ وَمَوَالِیکُمْ وَلَیْسَ عَلَیْکُمْ جُنَاحٌ فِیمَا أَخْطَأْتُم بِهِ وَلَـکِن مَّا تَعَمَّدَتْ قُلُوبُکُمْ وَکَانَ اللَّـهُ غَفُورًا رَّحِیمًا»
Date loro il nome dei loro padri: ciò è più giusto davanti ad Allah. Ma se non conoscete i loro padri siano allora vostri fratelli nella religione e vostri protetti. Non ci sarà colpa per voi per ciò che fate inavvertitamente, ma per quello che i vostri cuori fanno volontariamente. Allah è perdonatore, misericordioso. (33:5)
Proseguendo il discorso sui figli adottivi, il Corano consiglia di non celare il vero nome dei loro padri e di chiamarli figli dei loro padre reali; e poi di considerarli come propri fratelli nella fede o amici, in modo che ogni persona sia al corrente della propria discendenza. Nella parte finale il versetto enuncia una regola generale; il fatto che se l’uomo pecca senza volerlo e per sbaglio, Dio lo perdona sicuramente e che lo punisce solo se il suo peccato e’ volontario e la persona non chiede perdono e non si pente.
Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – Dobbiamo sempre contribuire al fatto che i bambini possano apprendere la loro vera provenienza e conoscere i propri veri genitori; non dobbiamo nasconder loro la verità magari per assicurarci che vivano con noi come figli adottivi.
Secondo – Nessuno ha il diritto di offendere i trovatelli o coloro di cui non si conoscono i genitori; devono essere ritenuti fratelli e amici.
Terzo – E’ considerato peccato l’atto di chi volontariamente e coscientemente viola una legge; chi non lo fa di proposito, non commette peccato.
Davoos Abbasi