Feb 25, 2018 09:17 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi proseguiamo la lettura della 33esima sura del Corano ossia la Al-Ahzab o dei Coalizzati, ispirata al profeta a Medina e quindi medinese e di 73 versetti. La coalizione che viene evocata dal nome di questa sura è quella che si formò nel quinto anno dall'Egira e che vedeva alleati i politeisti coreisciti, gli ebrei e gli ipocriti medinesi. Li fronteggiarono non più di tremila combattenti musulmani con la strategia suggerita da un liberto di origine persiana, Salmân Pak detto “al Farsi” (“il persiano” appunto) il quale propose lo scavo di un ampio e profondo fossato capace di fermare le cariche della cavalleria beduina.  Il progetto ebbe successo: dopo qualche giorno di inutili tentativi “i coalizzati”, stanchi e snervati, travolti da un'improvvisa furiosa bufera, si ritirarono in disordine.

 

Ed ora leggiamo il versetto numero 9 della sura dei Coalizzati:

«یَا أَیُّهَا الَّذِینَ آمَنُوا اذْکُرُوا نِعْمَةَ اللَّـهِ عَلَیْکُمْ إِذْ جَاءَتْکُمْ جُنُودٌ فَأَرْسَلْنَا عَلَیْهِمْ رِیحًا وَجُنُودًا لَّمْ تَرَوْهَا وَکَانَ اللَّـهُ بِمَا تَعْمَلُونَ بَصِیرًا»

O credenti, ricordatevi dei favori che Allah vi ha concesso, quando vi investirono gli armati. Contro di loro mandammo un uragano e schiere che non vedeste. Allah vede perfettamente quello che fate. (33:9)

 

In questo e nei successivi 16 versetti della sura, si parla della battaglia di Ahzab, verificatasi nel quinto anno dell’egira, ossia nel 626 d.C. e di cui vi abbiamo parlato nell’introduzione del programma di oggi.

Questo versetto invita i musulmani a ricordarsi dell’aiuto divino che li soccorre nelle battaglie e di non farsi sopraffare dalla paura. Nella battaglia di Ahzab, i nemici erano molto piu’ numerosi dei musulmani, ma Dio invio in soccorso dei fedeli un forte vento ed anche una schiera di angeli che rafforzo’ il loro morale.

Da questo versetto possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – La fede in Dio, lo sforzo e la jihad, sono le condizioni della ricezione dell’aiuto divino nei diversi momenti della vita.

Secondo – Il ricordo della Grazia concessa da Dio ai fedeli del passato, da’ ai fedeli di oggi la forza per resistere dinanzi ai problemi e a non arrendersi.

Terzo – Dio e’ ben capace di aiutare chi vuole, e soprattutto i fedeli; sia con fenomeni naturali visibili, come il vento e le tempeste, sia con fenomeni metafisici ed invisibili come gli angeli.

Quarto – Credere nel fatto che Dio osserva tutte le nostre azioni ci aiuta a comportarci meglio e ci incoraggia ad impegnarci nel compiere buone azioni.

 

Ed ora passiamo ai versetti 10 e 11 della sura dei Coalizzati:

«إِذْ جَاءُوکُم مِّن فَوْقِکُمْ وَمِنْ أَسْفَلَ مِنکُمْ وَإِذْ زَاغَتِ الْأَبْصَارُ وَبَلَغَتِ الْقُلُوبُ الْحَنَاجِرَ وَتَظُنُّونَ بِاللَّـهِ الظُّنُونَا»،

Quando vi assalirono dall'alto e dal basso, si offuscarono i vostri sguardi: avevate il cuore in gola e vi lasciavate andare ad ogni sorta di congettura a proposito di Allah. (33:10)

 

«هُنَالِکَ ابْتُلِیَ الْمُؤْمِنُونَ وَزُلْزِلُوا زِلْزَالًا شَدِیدًا»

Furono messi alla prova i credenti e turbati da un urto violento. (33:11)

 

Questi versetti descrivono la situazione difficile dei musulmani di Medina al momento dell’arrivo del nemico nella battaglia dei Coalizzati. I nemici, diverse volte piu’ numerosi, avevano assediato la citta’, che i musulmani avevano reso irraggiungibile scavando un fossato, e gli aggressori cercavano di creare un varco per poter entrare e sterminarne gli abitanti. In quelle condizioni una grande paura aveva pervaso i cuori dei medinesi e vedevano vicina la morte. Coloro che non erano realmente fedeli, pensavano che le promesse del profeta dell’Islam, Mohammad (s), approposito della vittoria del bene sul male, fossero solo delle dicerie e che in quella battaglia, l’Islam sarebbe stato spazzato via per sempre.

Il Corano spiega che era una prova di fede, e vedere chi avrebbe continuato a credere in Dio e nella sua parola e chi, invece, si sarebbe lasciato intimidire dal numero elevato dei nemici. Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – I musulmani devono sempre stare in allerta dinanzi ai complotti nemici e devono difendere i propri territori; proprio come nella battaglia dei Coalizzati, in cui i musulmani difesero Medina scavando un fossato.

Secondo – La battaglia per la difesa del bene, uno dei casi in cui ricorre la jihad, e’ uno dei casi in cui Dio mette alla prova la fede dei credenti.

Terzo – I veri credenti si distinguono da quelli fasulli solo nei momenti difficili, dato che resistere dinanzi ai problemi ed alle avversita’, necessita di una forte fede.

 

Ed ora leggiamo il versetto numero 12 della sura dei Coalizzati o al Ahzab:

 « وَإِذْ یَقُولُ الْمُنَافِقُونَ وَالَّذِینَ فِی قُلُوبِهِم مَّرَضٌ مَّا وَعَدَنَا اللَّـهُ وَرَسُولُهُ إِلَّا غُرُورًا»

E [ricorda] quando gli ipocriti e coloro che hanno una malattia nel cuore dicevano: “Allah e il Suo Messaggero ci hanno fatto promesse per ingannarci!” (33:12)

 

Quando la citta’ di Medina, durante la battaglia dei Coalizzati, era circondata dalle schiere nemiche, un gruppo di ipocriti, all’interno della citta’ di Medina, che avevano accettato l’Islam sono apparentemente, dicevano che il destino di quella battaglia era gia’ segnato e che era inutile resistere; questa gente diceva che le promesse di vittoria del bene sul male date dal profeta, erano solo un inganno per indurre la gente ad aiutarlo.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – L’ipocrisia e’ sempre una minaccia per le societa’ islamiche. Bisogna sempre identificare e contrastare gli ipocriti.

Secondo – Gli ipocriti, indeboliscono dall’interno la societa’ e danneggiano il morale dei propri fratelli al momento dello scontro col nemico.

Terzo – Persino i compagni e gli apostoli del profeta non erano tutti uguali; c’erano coloro che erano molto pii e fedeli e c’erano pure coloro che erano ipocriti e attaccati alle mercedi mondane.

Davood Abbasi