Il sentiero della luce (747)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Oggi proseguiamo la lettura della 33esima sura del Corano ossia la Al-Ahzab o dei Coalizzati, ispirata al profeta a Medina e quindi medinese e di 73 versetti. La coalizione che viene evocata dal nome di questa sura è quella che si formò nel quinto anno dall'Egira e che vedeva alleati i politeisti coreisciti, gli ebrei e gli ipocriti medinesi. Li fronteggiarono non più di tremila combattenti musulmani con la strategia suggerita da un liberto di origine persiana, Salmân Pak detto “al Farsi” (“il persiano” appunto) il quale propose lo scavo di un ampio e profondo fossato capace di fermare le cariche della cavalleria beduina. Il progetto ebbe successo: dopo qualche giorno di inutili tentativi “i coalizzati”, stanchi e snervati, travolti da un'improvvisa furiosa bufera, si ritirarono in disordine.
Ed ora leggiamo il versetto numero 13 della sura dei Coalizzati:
«وَإِذْ قَالَت طَّائِفَةٌ مِّنْهُمْ یَا أَهْلَ یَثْرِبَ لَا مُقَامَ لَکُمْ فَارْجِعُوا وَیَسْتَأْذِنُ فَرِیقٌ مِّنْهُمُ النَّبِیَّ یَقُولُونَ إِنَّ بُیُوتَنَا عَوْرَةٌ وَمَا هِیَ بِعَوْرَةٍ إِن یُرِیدُونَ إِلَّا فِرَارًا»
E un gruppo di loro disse: “Gente di Yathrib! Non potrete resistere, desistete”, cosicché una parte di loro chiese al Profeta di poter andar via dicendo: “Le nostre case sono indifese”, mentre non lo erano; volevano solo fuggire. (33:13)
In questa parte della sura i versetti narrano la vicenda della battaglia di Ahzab o dei Coalizzati, che come abbiamo spiegato, da’ nome a questo brano del Corano. Il versetto spiega che parte della gente della citta’ di Medina, il cui nome antico era Yathrib, cercavano di distogliere la gente dalla difesa della citta’ e dalla resistenza dinanzi al nemico incitandola a tornare dentro la citta’ e a proteggere le proprie case; altri andavano dal profeta e con scuse varie chiedevano il permesso per ritirarsi e di fatto scappavano dal fronte. Queste persone erano quelle che come hanno indicato i versetti precedenti, erano ipocrite ed avevano accettato la fede solo in apparenza, senza mai credere in cuor proprio.
Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – Diffondere notizie false e scoraggiare la gente, e’ sempre stato un piano tipico degli ipocriti. I fedeli devono stare attenti a queste persone ed al loro operato.
Secondo – Il messaggero di Dio, nel momento della battaglia, guidava personalmente le operazioni di difesa; il profeta stava accanto alla gente soprattutto nel momento del pericolo e non la abbandonava.
Ed ora leggiamo i versetti 14 e 15 dalla sura dei Coalizzati:
«وَلَوْ دُخِلَتْ عَلَیْهِم مِّنْ أَقْطَارِهَا ثُمَّ سُئِلُوا الْفِتْنَةَ لَآتَوْهَا وَمَا تَلَبَّثُوا بِهَا إِلَّا یَسِیرًا»،
Se fosse stata fatta un'incursione dai limiti esterni [della città] e se fosse stato chiesto loro di abiurare, lo avrebbero fatto senza indugio. (33:14)
«وَلَقَدْ کَانُوا عَاهَدُوا اللَّـهَ مِن قَبْلُ لَا یُوَلُّونَ الْأَدْبَارَ وَکَانَ عَهْدُ اللَّـهِ مَسْئُولًا»
anche se prima avevano stretto con Allah il patto di non voltare le spalle. Saranno interrogati a proposito del patto con Allah! (33:15)
I versetti spiegano che coloro che non sono disposti a difendere la propria citta’ dall’invasione nemica, per via della loro fede poco sincera, nel caso di una vittoria nemica, sarebbero pronti a rinnegare la propria fede e a ritornare al paganesimo. Questo operato, aggiunge il Corano, apparteneva ad un gruppo di gente ipocrita che aveva pero’ stretto un patto di fedelta’ col profeta ed i credenti. Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – Un gruppo di persone di poca fede, che sono presenti nella societa’, di solito sono disposte a rinunciare facilmente alla giustizia ed ai valori per passare dalla parte del nemico. Questa gente e’ pronta ad accettare il dominio nemico ma non e’ disposta a soccorrere i leaders islamici dinanzi al proprio avversario.
Secondo – La fede e’ una sorta di accordo e di patto con Dio ed in base ad essa bisogna contrastare i nemici fino all’ultimo. Rompere questo patto, e’ di fatto segno di mancanza di fede.
Ed ora leggiamo i versetti 16 e 17 della sura dei Coalizzati:
«قُل لَّن یَنفَعَکُمُ الْفِرَارُ إِن فَرَرْتُم مِّنَ الْمَوْتِ أَوِ الْقَتْلِ وَإِذًا لَّا تُمَتَّعُونَ إِلَّا قَلِیلًا»،
Di' [loro]: “La fuga non vi sarà utile. Se fuggite la morte o l'essere uccisi, non avrete altro che breve gioia”. (33:16)
«قُلْ مَن ذَا الَّذِی یَعْصِمُکُم مِّنَ اللَّـهِ إِنْ أَرَادَ بِکُمْ سُوءًا أَوْ أَرَادَ بِکُمْ رَحْمَةً وَلَا یَجِدُونَ لَهُم مِّن دُونِ اللَّـهِ وَلِیًّا وَلَا نَصِیرًا»
Di': “Chi mai vi porrà oltre la portata di Allah, se [Egli] vuole un male per voi o se per voi vuole una misericordia?”. Non troveranno, all'infuori di Allah, alcun patrono o soccorritore. (33:17)
In questi versetti, Dio ricorda a coloro che scappano dal campo di battaglia che tale azione non li puo’ allontanare dalla morte, se cio’ e’ loro destino. Il versetto, vuole dire, in altre parole, che pur scappando dal campo di battaglia, nessuno puo’ avere la certezza di rimanere in vita, dato che la morte puo’ sopraggiungere per chiunque ed in qualsiasi situazione. Qualcuno, puo’ forse dire di essere irraggiungibile da Dio? C’e’ un rifugio all’infuori di Lui?
Proprio per queste ragioni, i fedeli devono fronteggiare saldamente il nemico che li aggredisce e non disperare, dato che e’ Dio ad assisterli; o vincono o raggiungono il martirio conquistando una vittoria permanente e la beatitudine eterna.
Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – La morte e’ la fine certa per tutti e non ci si puo’ sottrarre ad essa; bisogna andare, prima o poi, e quindi la migliore opzione che pure questo andare via sia per il bene e per una giusta causa.
Secondo – Dobbiamo stare attenti a non barattare la felicita’ eterna con il breve godimento di questa vita terrena.
Terzo – La vita e’ soggetta al potere di Dio. I suoi momenti belli ed i suoi momenti amari, le vittorie e le sconfitte, tutto avviene in base alla volonta’ del Signore. Per questo la felicita’ dell’essere umano dipende dal fatto che lui si muova o meno sul sentiero di Dio.
Davood Abbasi