Feb 25, 2018 09:34 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi proseguiamo la lettura della 33esima sura del Corano ossia la Al-Ahzab o dei Coalizzati, ispirata al profeta a Medina e quindi medinese e di 73 versetti. La coalizione che viene evocata dal nome di questa sura è quella che si formò nel quinto anno dall'Egira e che vedeva alleati i politeisti coreisciti, gli ebrei e gli ipocriti medinesi. Li fronteggiarono non più di tremila combattenti musulmani con la strategia suggerita da un liberto di origine persiana, Salmân Pak detto “al Farsi” (“il persiano” appunto) il quale propose lo scavo di un ampio e profondo fossato capace di fermare le cariche della cavalleria beduina.  Il progetto ebbe successo: dopo qualche giorno di inutili tentativi “i coalizzati”, stanchi e snervati, travolti da un'improvvisa furiosa bufera, si ritirarono in disordine.

 

Ed ora leggiamo il versetto numero 22 della sura dei Coalizzati:  

«وَلَمَّا رَأَى الْمُؤْمِنُونَ الْأَحْزَابَ قَالُوا هَـذَا مَا وَعَدَنَا اللَّـهُ وَرَسُولُهُ وَصَدَقَ اللَّـهُ وَرَسُولُهُ  وَمَا زَادَهُمْ إِلَّا إِیمَانًا وَتَسْلِیمًا»

Quando i credenti videro i coalizzati, dissero: “Ciò è quanto Allah e il Suo Messaggero ci avevano promesso: Allah e il Suo Messaggero hanno detto la verità”. E ciò non fece che accrescere la loro fede e la loro sottomissione. (33:22)

 

Questo versetto ricorda che i veri fedeli, quando nella battaglia di Ahzab o dei Coalizzati, si ritrovarono difronte il nemico che li aggrediva, in cuor proprio si ricordarono delle parole del profeta che aveva riferito loro la parola divina; il Signore aveva promesso loro che sarebbero stati messi alla prova nella fede, proprio come i popoli del passato e le comunita’ guidate dai profeti precedenti.

Per tale ragione, anzicche’ scappare, come avevano fatto gli ipocriti, i fedeli rimasero al proprio posto e difesero la citta’ di Medina; cio’ era esito della loro fede e dell’obbedienza alla parola di Dio e del suo messaggero.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – Il fedele e’ ben conscio che i nemici ingiusti lo possono colpire e per questo e sempre pronto a difendersi.

Secondo – I miscredenti, con tutte le divergenze che hanno tra di loro, sono sempre uniti nell’ostilita’ contro i musulmani e per distruggere la fede ed i fedeli, uniscono tutte le proprie forze.

Terzo – I fedeli, anche se pochi, resistono davanti al nemico, anche in condizioni di inferiorita’ di forza e di numero; il fedele si arrende solo a Dio e non al nemico ed al male.

Ed ora leggiamo il versetto numero 23 della sura dei Coalizzati:

 

«مِّنَ الْمُؤْمِنِینَ رِجَالٌ صَدَقُوا مَا عَاهَدُوا اللَّـهَ عَلَیْهِ  فَمِنْهُم مَّن قَضَى نَحْبَهُ وَمِنْهُم مَّن یَنتَظِرُ  وَمَا بَدَّلُوا تَبْدِیلًا»

Tra i credenti ci sono uomini che sono stati fedeli al patto che avevano stretto con Allah. Alcuni di loro hanno raggiunto il termine della vita, altri ancora attendono; ma il loro atteggiamento non cambia, (33:23)

 

I fedeli, ribadisce questo versetto, sono coloro che avendo stretto un patto con Dio, rimangono fedeli al proprio patto fino alla morte, e non sono disposti per nessuna ragione a rinunciare al bene. Alcuni dei primi musulmani persero la vita nelle battaglie di Badr e Uhud, quando i musulmani dovettero affrontare l’esercito dei politeisti della Mecca. Coloro che rimasero vivi continuarono ad agire e a dimostrare la loro fedelta’. L’esatto contrario vale per gli ipocriti che di solito sono fedeli solo a parole e se c’e’ bisogno di fare sacrifici, andare in guerra o contrastare un nemico, non contribuiscono o lo fanno di malavoglia, preferendo persino di collaborare con il nemico o di arrendersi ad esso.

Da questo versetto possiamo trarre alcune conclusioni.

Primo – I fedeli non hanno tutti un grado uniforme di fede e si collocano a diversi livelli; ad un estremo vi sono coloro che sono fedeli solo nella parola e pensano solo alla bella vita, all’altro estremo vi sono coloro che sono anche disposti a morire per amore di Dio.

Secondo – Essere disposti a difendere l’esistenza della religione anche a costo della morte e’ un segno inequivocabile di sincerita’ nel credo e nel culto.

Terzo – L’autentico fedele non si perde d’animo in condizioni di guerra, quando i suoi amici possono venire a mancare; considera la morte per una giusta causa una vittoria e quindi si fa’ animo e s’impegna.

Ed ora leggiamo i versetti 24 e 25 della sura dei Coalizzati:

 

«لِّیَجْزِیَ اللَّـهُ الصَّادِقِینَ بِصِدْقِهِمْ وَیُعَذِّبَ الْمُنَافِقِینَ إِن شَاءَ أَوْ یَتُوبَ عَلَیْهِمْ  إِنَّ اللَّـهَ کَانَ غَفُورًا رَّحِیمًا»، «وَرَدَّ اللَّـهُ الَّذِینَ کَفَرُوا بِغَیْظِهِمْ لَمْ یَنَالُوا خَیْرًا  وَکَفَى اللَّـهُ الْمُؤْمِنِینَ الْقِتَالَ  وَکَانَ اللَّـهُ قَوِیًّا عَزِیزًا»

 

affinché Allah compensi i fedeli della loro fedeltà e castighi, se vuole, gli ipocriti, oppure accetti il loro pentimento. Allah è (33:24)perdonatore, misericordioso.

Allah ha respinto nel loro astio i miscredenti, senza che abbiano conseguito alcun bene, e ha risparmiato ai credenti la (33:25)lotta. Allah è forte ed eccelso.

 

Questi versetti spiegano l’esito finale della battaglia dei Coalizzati. I veri fedeli, che scavarono prima il fossato intorno alla citta’ e poi al momento dell’assedio di essa respinsero i tentativi di aggressione nemica, ricevettero il proprio compenso da Dio ed era come se avessero combattuto, perche’ avevano dimostrato la loro fedelta’ e la predisposizione a battersi per difendere il bene.

Gli ipocriti, che invece avevano messo in mostra la loro debole fede e che avevano motivato anche il dubbio degli altri, risultarono degni della punizione divina; Dio, dice il versetto, li punira’ o decidera’ di accettare il loro pentimento, qualora esso ci sia.

I miscredenti e gli idolatri, che avevano aggredito Medina e pensavano di riuscire a cancellare per sempre l’Islam, si ritirarono senza conseguire alcun risultato.

In questa vicenda degli albori dell’Islam, Dio insegnò ai fedeli di non avere mai paura ed in qualche modo diede pure una lezione agli idolatri.

Da questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – La sincerita’ non riguarda solo la parola ma pure le azioni; una persona sincera rispetta anche i patti e non abbandona la causa di Dio.

Secondo – La Misericordia e la Grazia divina non e’ lontana da nessuno, nemmeno dagli ipocriti o dai peggiori peccatori; chi si pente veramente e chiede perdono al Signore verra’ salvato.

Terzo – Nei diversi momenti della nostra vita non dobbiamo solo fare calcoli materiali ma considerare pure gli aspetti metafisici e ricordarci che quando si compie un’azione giusta, Dio aiuta e soccorre sicuramente, anche se cio’ non e’ percepibile per noi.

 

Davood Abbasi