Feb 28, 2018 08:03 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi proseguiamo la lettura della 33esima sura del Corano ossia la Al-Ahzab o dei Coalizzati, ispirata al profeta a Medina e quindi medinese e di 73 versetti. La coalizione che viene evocata dal nome di questa sura è quella che si formò nel quinto anno dall'Egira e che vedeva alleati i politeisti coreisciti, gli ebrei e gli ipocriti medinesi. Li fronteggiarono non più di tremila combattenti musulmani con la strategia suggerita da un liberto di origine persiana, Salmân Pak detto “al Farsi” (“il persiano” appunto) il quale propose lo scavo di un ampio e profondo fossato capace di fermare le cariche della cavalleria beduina.  Il progetto ebbe successo: dopo qualche giorno di inutili tentativi “i coalizzati”, stanchi e snervati, travolti da un'improvvisa furiosa bufera, si ritirarono in disordine.

 

Ed ora leggiamo i versetti numero 26 e 27 della sura dei Coalizzati:  

«وَأَنزَلَ الَّذِینَ ظَاهَرُوهُم مِّنْ أَهْلِ الْکِتَابِ مِن صَیَاصِیهِمْ وَقَذَفَ فِی قُلُوبِهِمُ الرُّعْبَ فَرِیقًا تَقْتُلُونَ وَتَأْسِرُونَ فَرِیقًا»،

Ha fatto uscire dalle loro fortezze coloro, fra la gente del Libro, che avevano spalleggiato i coalizzati ed ha messo il panico nei loro cuori. Ne uccideste una parte e un'altra parte la faceste prigioniera. (33:26)

 

 

«وَأَوْرَثَکُمْ أَرْضَهُمْ وَدِیَارَهُمْ وَأَمْوَالَهُمْ وَأَرْضًا لَّمْ تَطَئُوهَا  وَکَانَ اللَّـهُ عَلَى کُلِّ شَیْءٍ قَدِیرًا»

Vi ha dato in eredità la loro terra, le loro dimore e i loro beni e anche una terra che mai avevate calpestato. Allah è Onnipotente. (33:27)

 

 Secondo le testimonianze storiche, a Medina vivevano tre grandi tribù di religione ebraica; erano i Bani Ghingha, i Bani Nazir e i Bani Ghoraiza e tutte e tre avevano inizialmente una convivenza pacifica con i musulmani.

Le prime due tribù, pero’, due e quattro anni dopo l’arrivo dei musulmani, ruppero gli accordi di pace ed agirono ai loro danni e per questo, vennero contrastati e cacciati dalla città.

La tribù di Bani Ghoraiza, però, rimase in citta’ fino al quinto anno dell’egira, quando appunto avvenne la battaglia di Coalizzati, di cui parla questa sura; gli ebrei di Bani Ghoraiza si allearono di nascosto con gli idolatri della Mecca che avevano aggredito la città di Medina; ma visto che i meccani vennero sconfitti e l’assedio cinto attorno a Medina fu inutile, pure i Bani Ghoraiza sfuggirono nelle loro fortezze nelle vicinanze di Medina. 

Il profeta dell’Islam ricevette da Dio l’ordine di punire i Bani Ghoraiza e quindi i musulmani circondarono la loro fortezza e riuscirono ad entrarvi; alcuni di loro, come spiega il versetto, cercarono di resistere ma vennero uccisi; la maggiorparte, invece, depose le armi e quindi venne risparmiata e cacciata da Medina. Fu una battaglia importante per i musulmani dal punto di vista economico dato che a seguito di questa ottennero la proprieta’ di nuovi terreni agricoli e frutteti.

Da questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – L’Islam raccomanda la convivenza pacifica con i non-musulmani ma solo fino a quando loro sono disposti a vivere in situazione di pace; nel caso di aggressione da parte loro, l’Islam ordina la difesa ai fedeli.

Secondo – Non bisogna perdersi d’animo dinanzi al nemico, anche se esso appare piu’ forte, armato meglio ed ecc… Molte volte Dio getta la paura nel cuore dei nemici facendo trionfare i fedeli.

Terzo – Nella gestione della societa’ islamica, non bisogna considerare solo le questioni materiali e tenere in considerazione pure il probabile soccorso divino.

 

Ed ora leggiamo i versetti 28 e 29 della sura dei Coalizzati:

 

«یَا أَیُّهَا النَّبِیُّ قُل لِّأَزْوَاجِکَ إِن کُنتُنَّ تُرِدْنَ الْحَیَاةَ الدُّنْیَا وَزِینَتَهَا فَتَعَالَیْنَ أُمَتِّعْکُنَّ وَأُسَرِّحْکُنَّ سَرَاحًا جَمِیلًا»،

O Profeta, di' alle tue spose: “Se bramate il fasto di questa vita, venite: vi darò modo di goderne e vi darò grazioso congedo. (33:28)

 

 

«وَإِن کُنتُنَّ تُرِدْنَ اللَّـهَ وَرَسُولَهُ وَالدَّارَ الْآخِرَةَ فَإِنَّ اللَّـهَ أَعَدَّ لِلْمُحْسِنَاتِ مِنکُنَّ أَجْرًا عَظِیمًا»

Se invece bramate Allah e il Suo Inviato e la Dimora Ultima, [sappiate] che Allah ha preparato una ricompensa enorme per quelle di voi che fanno il bene”. (33:29)

 

 

Dopo la fine dei versetti sulla battaglia dei Coalizzati, questa parte della sura inizia a rivolgersi alle mogli del profeta, che secondo il Corano devono essere un modello di vita per le donne e le ragazze musulmane; il profeta, in altre parole, riceve l’ordine divino di ricordare alle proprie mogli di non pretendere di vivere immerse nello sfarzo come le mogli dei re, e di accettare una vita semplice come tutte le altre fedeli, dato che ciò verra’ premiato in maniera generosa dal Signore, nell’altra vita.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – La famiglia dei leaders della società islamica non deve avere una vita sfarzosa che di fatto diffonda valori contrari a quelli dell’Islam. I parenti e le persone vicine ai leaders della società sono sempre sotto i riflettori.

Secondo – Il leader della società islamica non deve dimenticare il suo dovere principale per via delle richieste della sua famiglia.

Terzo – Nella cultura islamica, le richieste che si fanno i coniugi devono essere conformi alle leggi divine; esaudire una richiesta che sia illegale sotto il profilo religioso, non e’ assolutamente autorizzato e non e’ nemmeno lecito.

 

Ed ora leggiamo i versetti 30 e 31 della sura dei Coalizzati:

 

 

«یَا نِسَاءَ النَّبِیِّ مَن یَأْتِ مِنکُنَّ بِفَاحِشَةٍ مُّبَیِّنَةٍ یُضَاعَفْ لَهَا الْعَذَابُ ضِعْفَیْنِ  وَکَانَ ذَلِکَ عَلَى اللَّـهِ یَسِیرًا»،

O mogli del Profeta, quella fra voi che si renderà colpevole di una palese turpitudine, avrà un castigo raddoppiato. Ciò è facile per Allah. (33:30)

 

 

«وَمَن یَقْنُتْ مِنکُنَّ لِلَّـهِ وَرَسُولِهِ وَتَعْمَلْ صَالِحًا نُّؤْتِهَا أَجْرَهَا مَرَّتَیْنِ وَأَعْتَدْنَا لَهَا رِزْقًا کَرِیمًا»

Mentre a quella di voi che rimane devota ad Allah e al Suo Inviato, e compie il bene, concederemo ricompensa doppia: le abbiamo riservato generosa provvidenza. (33:31)

 

 

Proprio perchè le consorti del profeta hanno il ruolo di modello per la società islamica, questi versetti spiegano che le loro azioni errate avranno il doppio del castigo e quelle meritorie, invece, verranno premiate doppiamente. Ciò anche perchè le consorti del profeta vivono nella casa in cui discende la parola di Dio, ed il loro completamente ha una grande importanza dinanzi agli occhi della società islamica.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – La premiazione o la punizione di Dio per un’azione dipende anche da quanto la persona che ha agito era coscente della sua azione e quanto ha influito sulla società con il suo fare.

Secondo – Nel sistema giuridico islamico, essere parenti del profeta non solo non da nessun vantaggio, ma rende più pesante la responsabilità.

Terzo – Il peccato e l’errore delle persone importanti e’ differente rispetto a quello delle persone normali. Un piccolo errore di un leader, può essere più grande di un grande sbaglio di una persona normale; ciò considerando le conseguenze di questi errori.

 

Davood Abbasi