Feb 28, 2018 08:13 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi proseguiamo la lettura della 33esima sura del Corano ossia la Al-Ahzab o dei Coalizzati, ispirata al profeta a Medina e quindi medinese e di 73 versetti. La coalizione che viene evocata dal nome di questa sura è quella che si formò nel quinto anno dall'Egira e che vedeva alleati i politeisti coreisciti, gli ebrei e gli ipocriti medinesi. Li fronteggiarono non più di tremila combattenti musulmani con la strategia suggerita da un liberto di origine persiana, Salmân Pak detto “al Farsi” (“il persiano” appunto) il quale propose lo scavo di un ampio e profondo fossato capace di fermare le cariche della cavalleria beduina.  Il progetto ebbe successo: dopo qualche giorno di inutili tentativi “i coalizzati”, stanchi e snervati, travolti da un'improvvisa furiosa bufera, si ritirarono in disordine.

 

Ed ora leggiamo il versetto numero 35 della sura dei Coalizzati:  

 

 

«إِنَّ الْمُسْلِمِینَ وَالْمُسْلِمَاتِ وَالْمُؤْمِنِینَ وَالْمُؤْمِنَاتِ وَالْقَانِتِینَ وَالْقَانِتَاتِ وَالصَّادِقِینَ وَالصَّادِقَاتِ وَالصَّابِرِینَ وَالصَّابِرَاتِ وَالْخَاشِعِینَ وَالْخَاشِعَاتِ وَالْمُتَصَدِّقِینَ وَالْمُتَصَدِّقَاتِ وَالصَّائِمِینَ وَالصَّائِمَاتِ وَالْحَافِظِینَ فُرُوجَهُمْ وَالْحَافِظَاتِ وَالذَّاکِرِینَ اللَّـهَ کَثِیرًا وَالذَّاکِرَاتِ أَعَدَّ اللَّـهُ لَهُم مَّغْفِرَةً وَأَجْرًا عَظِیمًا»

In verità i musulmani e le musulmane, i credenti e le credenti, i devoti e le devote, i leali e le leali, i perseveranti e le perseveranti, i timorati e le timorate, quelli che fanno l'elemosina e quelle che fanno l'elemosina, i digiunatori e le digiunatrici, i casti e le caste, quelli che spesso ricordano Allah e quelle che spesso ricordano Allah, sono coloro per i quali Allah ha disposto perdono ed enorme ricompensa. (33:35)

 

 

In questo versetto vengono enumerate le caratteristiche di un essere umano completo, uomo o donna che sia, sotto il profilo del credo che dal punto di vista comportamentale e delle azioni. La cosa che si nota subito e’ che tutto viene citato sia al maschile che al femminile per sottolineare che nel raggiungimento degli altri livelli etici e morali le donne e gli uomini non sono differenti; per entrambi la fede e’ un pregio, entrambi devono controllare la loro lingua, la loro avidità e la loro voglia sessuale, per tutti e due aiutare i bisognosi e’ un merito, per entrambi la pazienza dinanzi ai problemi della vita e’ una virtù, come lo sono l’obbedienza alla volonta’ di Dio e dei profeti e la preghiera.

Questo versetto sottolinea anche il fatto che al contrario di ciò che certa gente potrebbe pensare, la fede non dipende solo dalla preghiera e dal digiuno; il vero musulmano deve avere anche altre caratteristiche e virtù e nel caso di un’assenza di queste, l’unica conclusione e’ che la fede della persona in questione e’ debole o ancora da perfezionare.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – La differenza tra l’uomo e la donna riguarda il loro corpo ma non le alte vette etiche, morali e spirituali che possono raggiungere.

Secondo – L’uomo ideale dell’Islam e’ un uomo completo sotto tutti gli aspetti, sia per il credo che per le azioni ed il comportamento.

Terzo – L’uomo e la donna sono uguali nel beneficiare della Grazia e della Misericordia divina. La differenza tra di loro nelle leggi in questioni come l’eredita’, riguarda il loro ruolo all’interno del sistema famigliare ma non significa un’inferiorità rispetto agli uomini al cospetto di Dio.

Ed ora leggiamo il versetto numero 36:

 

«وَمَا کَانَ لِمُؤْمِنٍ وَلَا مُؤْمِنَةٍ إِذَا قَضَى اللَّـهُ وَرَسُولُهُ أَمْرًا أَن یَکُونَ لَهُمُ الْخِیَرَةُ مِنْ أَمْرِهِمْ  وَمَن یَعْصِ اللَّـهَ وَرَسُولَهُ فَقَدْ ضَلَّ ضَلَالًا مُّبِینًا»

Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente o la credente scelgano a modo loro. Chi disobbedisce ad Allah e al Suo Inviato palesemente si travia. (33:36)

 

 

Questo versetto ricorda che coloro che si sentono e si proclamano fedeli, devono agire seguendo la volonta’ del Signore anzicche’ agire di testa propria.

Di solito, l’obbedienza totale alle leggi divine e’ la prova della fede pura e chi segue solo la sua stessa volonta’, non può sostenere di aver fatto la volontà di Dio.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – L’obbedienza a Dio ed al profeta sono prove della vera fede.

Secondo – La liberta’ dell’uomo ha un senso nell’ambito delle leggi divine; una liberta’ senza limiti e senza morale diviene un qualcosa di nocivo.

Terzo – Le leggi umane, quando sono contrarie a quelle divine, non fanno altro che diffondere corruzione e creare problemi nelle societa’ umane.

Ed ora leggiamo i versetti 37 e 38 della sura di Ahzab o dei Coalizzati:

 

 

«وَإِذْ تَقُولُ لِلَّذِی أَنْعَمَ اللَّـهُ عَلَیْهِ وَأَنْعَمْتَ عَلَیْهِ أَمْسِکْ عَلَیْکَ زَوْجَکَ وَاتَّقِ اللَّـهَ وَتُخْفِی فِی نَفْسِکَ مَا اللَّـهُ مُبْدِیهِ وَتَخْشَى النَّاسَ وَاللَّـهُ أَحَقُّ أَن تَخْشَاهُ  فَلَمَّا قَضَى زَیْدٌ مِّنْهَا وَطَرًا زَوَّجْنَاکَهَا لِکَیْ لَا یَکُونَ عَلَى الْمُؤْمِنِینَ حَرَجٌ فِی أَزْوَاجِ أَدْعِیَائِهِمْ إِذَا قَضَوْا مِنْهُنَّ وَطَرًا  وَکَانَ أَمْرُ اللَّـهِ مَفْعُولًا»،

 

[Ricorda] quando dicevi a colui che Allah aveva gradito e che tu stesso avevi favorito: “Tieni per te la tua sposa e temi Allah”, mentre nel tuo cuore tenevi celato quel che Allah avrebbe reso pubblico. Temevi gli uomini, mentre Allah ha più diritto ad essere temuto. Quando poi Zayd non ebbe più relazione con lei, te l'abbiamo data in sposa, cosicché non ci fosse più, per i credenti, alcun impedimento verso le spose dei figli adottivi, quando essi non abbiano più alcuna relazione con loro. L'ordine di Allah deve essere eseguito. (33:37)

 

 

«مَّا کَانَ عَلَى النَّبِیِّ مِنْ حَرَجٍ فِیمَا فَرَضَ اللَّـهُ لَهُ  سُنَّةَ اللَّـهِ فِی الَّذِینَ خَلَوْا مِن قَبْلُ  وَکَانَ أَمْرُ اللَّـهِ قَدَرًا مَّقْدُورًا»

Pertanto nessuna colpa al Profeta per ciò che Allah gli ha imposto: questa è stata la norma di Allah [anche] per coloro che vissero in precedenza. L'ordine di Allah è decreto immutabile. (33:38)

 

 

Questo versetto fa’ riferimento ad una vicenda storica precisa del periodo del profeta. La prima moglie del profeta, la nobile Khadija, aveva uno schiavo di nome Zayd che regalò al profeta del Signore; il profeta prima lo liberò e poi lo adottò come figlio e gli fece sposare la sua cugina.

Anche se il profeta invitava sempre Zayd ad amare la propria moglie, lui non ebbe una vita coniugale felice e così i due divorziarono.

Il profeta dell’Islam era in pena per la cugina divorziata e voleva sposarla ma temeva che la gente lo criticasse per aver sposato l’ex moglie del suo figlio adottivo. Dio, in questo versetto, ricorda al profeta che la sua azione non e’ proibita e che lui deve sposarsi per mostrare che il divieto di sposare una donna divorziata da un parente, e’ solo una tradizione errata.

La volonta’ di Dio, nel corso della storia, e’ stata quella che i profeti lottassero contro le tradizioni e le usanze errate delle genti.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – Quando due coniugi hanno dei problemi, non devono pensare al divorzio ma devono cercare di risolvere le proprie divergenze.

Secondo – Quando vi e’ divergenza tra moglie e marito, il migliore aiuto e’ quello di invitarli a seguire le leggi divine.

Terzo – Quando dobbiamo assolvere ad un dovere religioso non dobbiamo mai essere preoccupati per ciò che la gente dice di noi o che potrebbe dire.

Quarto – Bisogna lottare contro le tradizioni sbagliate nella societa’.

 

Davood Abbasi