Feb 28, 2018 08:17 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi proseguiamo la lettura della 33esima sura del Corano ossia la Al-Ahzab o dei Coalizzati, ispirata al profeta a Medina e quindi medinese e di 73 versetti. La coalizione che viene evocata dal nome di questa sura è quella che si formò nel quinto anno dall'Egira e che vedeva alleati i politeisti coreisciti, gli ebrei e gli ipocriti medinesi. Li fronteggiarono non più di tremila combattenti musulmani con la strategia suggerita da un liberto di origine persiana, Salmân Pak detto “al Farsi” (“il persiano” appunto) il quale propose lo scavo di un ampio e profondo fossato capace di fermare le cariche della cavalleria beduina.  Il progetto ebbe successo: dopo qualche giorno di inutili tentativi “i coalizzati”, stanchi e snervati, travolti da un'improvvisa furiosa bufera, si ritirarono in disordine.

 

Ed ora leggiamo il versetto numero 35 della sura dei Coalizzati:   

 

«الَّذِینَ یُبَلِّغُونَ رِسَالَاتِ اللَّـهِ وَیَخْشَوْنَهُ وَلَا یَخْشَوْنَ أَحَدًا إِلَّا اللَّـهَ وَکَفَى بِاللَّـهِ حَسِیبًا»

Coloro che trasmettono i messaggi di Allah, e Lo temono e non temono altri che Allah. Allah è il più esauriente dei contabili. (33:39)

 

Qui’ si fa’ riferimento ad una della caratteristiche dei profeti, il fatto che sono chiari e diretti nel comunicare ed attuare i comandamenti divini e che non temono le dicerie della gente.

E’ naturale che opporsi alle tradizioni errate in una societa’ o contraddire le richieste errate delle persone e’ difficile e per questo molti sanno anche ciò che sarebbe giusto fare ma rinunciano; invece, i veri credenti ed i prescelti del Signore, fanno solo la cosa giusta, senza timore.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – Invitare alla fede e’ difficile e richiede sacrificio e grandi virtu’ morali. Chi non ha tali caratteristiche non puo’ avere successo.

Secondo – Dio premia coloro che fanno sacrifici per diffondere la sua parola.

Ed ora leggiamo il versetto 40 della sura dei Coalizzati:

 

«مَّا کَانَ مُحَمَّدٌ أَبَا أَحَدٍ مِّن رِّجَالِکُمْ وَلَـکِن رَّسُولَ اللَّـهِ وَخَاتَمَ النَّبِیِّینَ  وَکَانَ اللَّـهُ بِکُلِّ شَیْءٍ عَلِیمًا»

Muhammad non è padre di nessuno dei vostri uomini, egli è l'Inviato di Allah e il sigillo dei profeti. Allah conosce ogni cosa. (33:40)

 

Nel periodo pre-islamico, se qualcuno adottava un bambino, lo consideravano suo vero padre, e quindi per esempio, questa persona non poteva sposare la ex moglie del suo figlio adottivo; cio’ invece non venne proibito dall’Islam e per questo Mohammad sposò la cugina divorziata dal figlio adottivo proprio per dimostrare che quella dei pagani era solo una falsa superstizione. Il versetto qui’ ricorda che il profeta non aveva figli maschi e quindi non era il padre di alcun uomo ma piuttosto il padre dell’intera comunita’ dei fedeli. Il versetto fa pure riferimento al fatto che Mohammad e’ l’ultimo dei profeti e colui che portato la legislazione finale di Dio per gli esseri umani.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – L’Islam e’ l’ultima delle religioni divine ed il Corano, e’ l’ultima sacra scrittura che Dio ha inviato per la guida dell’uomo.

Secondo – Dio sapeva che con la profezia di Mohammad, la necessita’ dell’uomo di avere una guida sarebbe finita e cio’ sarebbe bastato per mostrare lui la retta via.

Ed ora leggiamo i versetti 41 e 42 della sura dei Coalizzati:

 

«یَا أَیُّهَا الَّذِینَ آمَنُوا اذْکُرُوا اللَّـهَ ذِکْرًا کَثِیرًا»،

O voi che credete, ricordate spesso il Nome di Allah (33:41)

 

«وَسَبِّحُوهُ بُکْرَةً وَأَصِیلًا»

e glorificateLo al mattino e alla fine del giorno. (33:42)

 

Questi versetti esortano a ricordare il Signore in qualsiasi situazione, dato che sono tanti gli elementi che distraggono l’uomo nel corso della giornata. Elementi interni come le voglie e le passioni e elementi esterni come le tentazioni sataniche e le persone corrotte; e’ chiaro che per la lotta contro questi elementi, non c’e’ altra via se non quella di ricordarsi sempre del Signore.

Le cinque preghiere canoniche nell’Islam, sono parte di questo insegnamento. Gli esseri umani devono sempre chiedersi se Dio e’ soddisfatto di cio’ che stanno facendo e lasciar stare un’azione se essa non e’ desiderata dal Signore; anche se tale azione e’ a loro favore o e’ chiesta dalla gente.

Il ricordo di Dio, ci aiuta ad essere riconoscenti nel momento dell’abbondanza e pazienti nella lotta contro i problemi. Cio’ induce le persone ad evitare il peccato e a chiedere perdono nel caso lo compiano. Oltre al ricordo di Dio nel cuore, la ripetizione vera e propria del suo nome e’ un’altra delle pratiche raccomandate dall’Islam. Il profeta insegno’ alla figlia Fatima di dire 34 volte Dio e’ il piu’ grande, 33 volte la Lode appartiene a Dio e 33 volte Dio e’ il piu’ puro spiegandole che questa preghiera l’avrebbe aiutata.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – Il ricordo di Dio non e’ solo citarlo, ma e’ considerarlo nel proprio cuore prima di compiere un’azione cercando di soddisfare il suo volere.

Secondo – Il ricordo di Dio e’ efficace solo se perenne e non casuale o stagionale.

Terzo -  Lodare Dio con le preghiere, e’ un qualcosa che e’ sempre stato raccomandato.

 

Davood Abbasi