Apr 15, 2018 04:13 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi proseguiamo la lettura della 33esima sura del Corano ossia la Al-Ahzab o dei Coalizzati, ispirata al profeta a Medina e quindi medinese e di 73 versetti. La coalizione che viene evocata dal nome di questa sura è quella che si formò nel quinto anno dall'Egira e che vedeva alleati i politeisti coreisciti, gli ebrei e gli ipocriti medinesi. Li fronteggiarono non più di tremila combattenti musulmani con la strategia suggerita da un liberto di origine persiana, Salmân Pak detto “al Farsi” (“il persiano” appunto) il quale propose lo scavo di un ampio e profondo fossato capace di fermare le cariche della cavalleria beduina.  Il progetto ebbe successo: dopo qualche giorno di inutili tentativi “i coalizzati”, stanchi e snervati, travolti da un'improvvisa furiosa bufera, si ritirarono in disordine.

 

Ed ora leggiamo il versetto numero 49 della sura dei Coalizzati:   

 

«یَا أَیُّهَا الَّذِینَ آمَنُوا إِذَا نَکَحْتُمُ الْمُؤْمِنَاتِ ثُمَّ طَلَّقْتُمُوهُنَّ مِن قَبْلِ أَن تَمَسُّوهُنَّ فَمَا لَکُمْ عَلَیْهِنَّ مِنْ عِدَّةٍ تَعْتَدُّونَهَا فَمَتِّعُوهُنَّ وَسَرِّحُوهُنَّ سَرَاحًا جَمِیلًا»

O credenti! Quando sposate le credenti e poi divorziate da esse senza averle toccate, non saranno obbligate a rispettare un periodo d'attesa. Date loro qualcosa e date loro grazioso congedo. (33:49)

 

 

La maggiorparte della sura dei Coalizzati riguarda la questioni famigliari. Questo versetto, riferendosi ai credenti in genere, ricorda che se dopo il matrimonio, i coniugi decidono di divorziare prima di avere avuto rapporti sessuali, non c’e’ bisogno che la donna attenda tre mestruazioni per potersi risposare e quindi ha il diritto, volendo, di risposarsi subito con un’altra persona.

Il periodo di tre mestruazioni, che secondo l’Islam una donna deve attendere dopo il divorzio prima di potersi risposare, viene chiamato Iddah; secondo l’Islam attendere questo periodo e’ necessario in modo di poter essere sicuri delle condizioni di non gravidanza della donna dopo il divorzio.

Al momento del divorzio, pero’, anche se tra i due non ci sono stati rapporti sessuali, l’uomo deve dare alla moglie un dono, che equivale, secondo il versetto 237 della sura della Giovenca, alla meta’ del Mahr o del regalo di matrimonio.

Il Corano ribadisce che il divorzio non deve essere accompagnato da parole e dichiarazioni offensive e che l’uomo e la donna devono cercare di allontanarsi senza violenza e con rispetto. Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – L’Islam e’ una religione completa che stabilisce delle regole anche per le questioni coniugali.

Secondo – Il divorzio ha gia’ in se e per se delle conseguenze negative per la pische delle persone, soprattutto sulle donne; per questo l’uomo, al momento del divorzio da una donna, le deve fare un regalo per alleviare tale dolore.

Terzo – Il Corano vuole che si rispettino persino due persone che stanno per divorziare e non accetta mai la violenza tra due persone, a maggior ragione se vivono insieme come moglie e marito.

Ed ora leggiamo il versetto numero 50 della sura dei Coalizzati:

 

«یَا أَیُّهَا النَّبِیُّ إِنَّا أَحْلَلْنَا لَکَ أَزْوَاجَکَ اللَّاتِی آتَیْتَ أُجُورَهُنَّ وَمَا مَلَکَتْ یَمِینُکَ مِمَّا أَفَاءَ اللَّـهُ عَلَیْکَ وَبَنَاتِ عَمِّکَ وَبَنَاتِ عَمَّاتِکَ وَبَنَاتِ خَالِکَ وَبَنَاتِ خَالَاتِکَ اللَّاتِی هَاجَرْنَ مَعَکَ وَامْرَأَةً مُّؤْمِنَةً إِن وَهَبَتْ نَفْسَهَا لِلنَّبِیِّ إِنْ أَرَادَ النَّبِیُّ أَن یَسْتَنکِحَهَا خَالِصَةً لَّکَ مِن دُونِ الْمُؤْمِنِینَ  قَدْ عَلِمْنَا مَا فَرَضْنَا عَلَیْهِمْ فِی أَزْوَاجِهِمْ وَمَا مَلَکَتْ أَیْمَانُهُمْ لِکَیْلَا یَکُونَ عَلَیْکَ حَرَجٌ  وَکَانَ اللَّـهُ غَفُورًا رَّحِیمًا»

 

O Profeta, ti abbiamo reso lecite le spose alle quali hai versato il dono nuziale, e le servitrici che possiedi che Allah ti ha dato dal bottino. Le figlie del tuo zio paterno e le figlie delle tue zie paterne, le figlie del tuo zio materno e le figlie delle tue zie materne che sono emigrate con te e ogni donna credente che si offre al Profeta, a condizione che il Profeta voglia sposarla. Questo è un privilegio che ti è riservato, che non riguarda gli altri credenti. Ben sappiamo quello che abbiamo imposto loro a proposito delle loro spose e delle servitrici che possiedono, così che non ci sia imbarazzo alcuno per te. Allah è perdonatore, misericordioso. (33:50)

 

Questo versetto, rivolto al profeta dell’Islam, spiega con quali gruppi di donne lui e’ autorizzato a sposarsi e tranne un caso, non vi e’ differenza tra il profeta e le altre persone. Il profeta può sposarsi con le proprie cugine materne e paterne o ogni altra donna credente, e in ogni caso, e’ obbligatorio stabilire il Mahr, o il regalo di matrimonio da donare alla consorte.

Solo il profeta, pero’, era autorizzato a sposare una donna anche senza accordare il Mahr, nel caso quella stessa donna lo richiedesse e per divenire consorte del profeta, fosse disposta a rinunciare pure al Mahr.

Una questione che si legge nel versetto e’ la possibilita’ di sposare le schiave. Cio’ deve essere compreso nella maniera giusta; al tempo dell’arrivo dell’Islam, la schiavitu’ esisteva e l’Islam non avrebbe potuto abolire unilateralmente tale sistema, ma introducendo una serie di leggi, cerco’ di sradicare gradualmente questo fenomeno.

Una di queste leggi era la possibilita’ di sposare le schiave come mogli a tutti gli effetti ed avere figli da loro. In piu’ l’Islam invitava ad acquistare e liberare gli schiavi e stabili’ che per rimediare ad alcuni peccati bisognava liberare uno schiavo; queste leggi, ebbero come conseguenza la riduzione del fenomeno ed in ogni caso accrebbero il rispetto nella societa’ per questo ceto.

Qui bisogna soffermarsi per rispondere anche ad alcune accuse rivolte dai nemici all’Islam sulla questione della poligamia; molte volte tali accuse non sono nemmeno dettato dall’odio ma semplicemente dalla mancanza di conoscenza.

Secondo la testimonianza della storia, Mohammad, la pace sia con lui, si sposo’ a 25 anni con Khadija che rimase la sua unica moglie fino alla morte. Dopo la scomparsa della sua amata consorte, il profeta dell’Islam si risposo’ ma al momento della morte di Khadija aveva 53 anni; in altre parole il profeta ebbe una sola consorte dai 25 ai 53 anni di eta’; se fosse stato un uomo godereccio, avrebbe avuto piu’ mogli da giovane; dopo la morte di Khadija, ad eccezione di Aisha, tutte le altre mogli del profeta erano vedove o divorziate; il che significa che il profeta non si sposava per piacere o non andava alla ricerca di vergini, ma che egli si sposava per poter provvedere a donne rimaste senza sostegno e molte volte per richieste delle stesse donne che volevano essere consorti del profeta.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – Nella questione del matrimonio, bisogna rispettare le leggi divine e la sola soddisfazione dei due diretti interessati e’ necessaria ma non sufficiente.

Secondo – Tutti gli esseri umani hanno il bisogno ed il diritto di sposarsi e nessuno puo’ essere privato di questo diritto.

Terzo – L’Islam ha stabilito il Mahr come una garanzia economica per le donne che si sposano.

Davood Abbasi