May 12, 2018 04:42 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi proseguiamo la lettura della 33esima sura del Corano ossia la Al-Ahzab o dei Coalizzati, ispirata al profeta a Medina e quindi medinese e di 73 versetti. La coalizione che viene evocata dal nome di questa sura è quella che si formò nel quinto anno dall'Egira e che vedeva alleati i politeisti coreisciti, gli ebrei e gli ipocriti medinesi. Li fronteggiarono non più di tremila combattenti musulmani con la strategia suggerita da un liberto di origine persiana, Salmân Pak detto “al Farsi” (“il persiano” appunto) il quale propose lo scavo di un ampio e profondo fossato capace di fermare le cariche della cavalleria beduina.  Il progetto ebbe successo: dopo qualche giorno di inutili tentativi “i coalizzati”, stanchi e snervati, travolti da un'improvvisa furiosa bufera, si ritirarono in disordine.

Ed ora leggiamo il versetto numero 55 della sura dei Coalizzati:    

 

 

«لَّا جُنَاحَ عَلَیْهِنَّ فِی آبَائِهِنَّ وَلَا أَبْنَائِهِنَّ وَلَا إِخْوَانِهِنَّ وَلَا أَبْنَاءِ إِخْوَانِهِنَّ وَلَا أَبْنَاءِ أَخَوَاتِهِنَّ وَلَا نِسَائِهِنَّ وَلَا مَا مَلَکَتْ أَیْمَانُهُنَّ وَاتَّقِینَ اللَّـهَ  إِنَّ اللَّـهَ کَانَ عَلَى کُلِّ شَیْءٍ شَهِیدًا»

Nessuna colpa [per le spose del Profeta, se si mostreranno] ai loro padri, ai loro figli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne o alle loro schiave. E temano Allah, Allah è testimone di ogni cosa. (33:55)

 

 

In questo versetto si apprende dinanzi a chi può non velarsi una donna musulmana. Lei, in pratica, non ha l’obbligo di coprire i capelli e le forme del corpo dinanzi al padre, il fratello, il figlio, la figlia, la sorella e la madre e poi i propri nipoti. Cio’ per non creare difficolta’ e complicazioni alle donne all’interno della famiglia; secondo le leggi islamiche, oltre agli uomini estranei, la donna musulmana deve coprirsi anche dinanzi alle donne che rinnegano l’esistenza di Dio, perche’ esse potrebbero andare a raccontare ai propri fratelli o figli la bellezza della donna musulmana.

Queste norme sono prescritte dall’Islam per salvaguardare le donne dalla corruzione morale ed il versetto ricorda che oltre a questi criteri esteriori, l’importante e’ avere anche all’interno di se la voglia di rimanere puri e di non peccare.

Queste quindi sono le conclusioni che possiamo trarre:

Primo – Le norme dell’Islam non creano mai difficolta’. Le donne possono stare senza velo tra i membri della propria famiglia e sono invitate ad indossarlo solo dinanzi agli estranei.

Secondo – Nelle relazioni sociali, l’Islam vuole che uomini e donne siano timorati nel loro cuore e si muovano in base al rispetto reciproco e non le passioni e le voglie. Per questo e’ stata prescritta la regola dell’Hijab.

Ed ora il versetto 56 della sura Al-Ahzab:

«إِنَّ اللَّـهَ وَمَلَائِکَتَهُ یُصَلُّونَ عَلَى النَّبِیِّ  یَا أَیُّهَا الَّذِینَ آمَنُوا صَلُّوا عَلَیْهِ وَسَلِّمُوا تَسْلِیمًا»

In verità Allah e i Suoi angeli benedicono il Profeta. O voi che credete, beneditelo e invocate su di lui la pace. (33:56)

 

Questo versetto e gli altri due successivi, ribadiscono l’importanza del rispetto nei confronti del profeta e dei fedeli; in questo versetto, Dio chiede ai fedeli di salutare il profeta e di invocare su di lui la pace, dato che al profeta si deve il dono della guida sulla retta via.

 

In questo versetto, Dio stesso ricorda che Egli ed i Suoi angeli salutano il profeta e gli sono riconoscenti per la missione profetica effettuata con diligenza. Il profeta guido’ la gente senza alcun tornaconto e senza alcuna richiesta, ed in cio’ adopero’ tutto l’impegno necessario e per questo Dio lo ritiene degno del saluto e della riconoscenza di tutti Sua, degli angeli e di tutti i fedeli.

Proprio per questa ragione, quando viene citato il nome di Mohammad, i musulmani ripetono proprio questa frase, “O Signore che la Tua benedizione sua su Mohammad e sulla famiglia di Mohammad, come la Tua benedizione sia su Abramo, in verita’ tu sei il Lodevole, l’Imponente”.

Di solito, molti fedeli, si limitano alla prima parte, ““O Signore che la Tua benedizione sua su Mohammad e sulla famiglia di Mohammad”.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – Persino il Signore e gli angeli sono riconoscenti al profeta per l’impegno profuso nella trasmissione del messaggio divino ed allora noi che siamo suoi seguaci dobbiamo essergli riconoscenti per tutto cio’ che ha fatto per il genere umano.

Secondo – Amare nel nostro cuore le figure luminose e’ bello ma non e’ sufficiente; dobbiamo palesare e comunicare questo nostro amore anche con le parole.

Ed ora i versetti 57 e 58 della sura Al-Ahzab o dei Coalizzati:

«إِنَّ الَّذِینَ یُؤْذُونَ اللَّـهَ وَرَسُولَهُ لَعَنَهُمُ اللَّـهُ فِی الدُّنْیَا وَالْآخِرَةِ وَأَعَدَّ لَهُمْ عَذَابًا مُّهِینًا»،

Coloro che offendono Allah e il Suo Messaggero sono maledetti da Allah in questa vita e nell'altra: [Allah] ha preparato per loro un castigo avvilente. (33:57)

 

«وَالَّذِینَ یُؤْذُونَ الْمُؤْمِنِینَ وَالْمُؤْمِنَاتِ بِغَیْرِ مَا اکْتَسَبُوا فَقَدِ احْتَمَلُوا بُهْتَانًا وَإِثْمًا مُّبِینًا»

E quelli che ingiustamente offendono i credenti e le credenti si fan carico di calunnia e di evidente peccato. (33:58)

 

Dopo aver ribadito l’importanza della riconoscenza nei confronti del profeta e l’invito a salutarlo sempre, questo versetto ricorda che coloro che infastidiscono Iddio ed il profeta con le loro azioni, richiamano su di se la punizione divina e si privano della benedizione del Signore.

Cio’ che viene definito “dare fastidio a Dio” e’ in pratica agire al contrario della Sua volonta’, un qualcosa che richiama sui peccatori la maledizione del Signore.

Secondo le affermazioni del profeta stesso, coloro che danno fastidio alle creature di Dio, e’ come se stessero dando fastidio a Dio stesso; al contrario, chi aiuta la gente e ad esempio presta soldi ai bisognosi, e’ come se avesse prestato soldi al Signore.

Coloro che rinnegavano la parola veritiera del profeta, lo offendevano e gli davano fastidio, indubbiamente suscitavano anche l’ira di Dio. Oltre al profeta, anche dare fastidio alla sua famiglia e’ un qualcosa di ingiusto che potrebbe essere punito duramente dal Signore.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – Non dobbiamo mai dare fastidio agli altri dato che cio’ ci priva della benedizione del Signore.

Secondo – Offendere, prendere in giro ed umiliare il prossimo ha forti conseguenze sia in questa che nell’altra vita.

Davood Abbasi