Il sentiero della luce
Il sentiero della luce (759)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Oggi proseguiamo la lettura della 33esima sura del Corano ossia la Al-Ahzab o dei Coalizzati, ispirata al profeta a Medina e quindi medinese e di 73 versetti. La coalizione che viene evocata dal nome di questa sura è quella che si formò nel quinto anno dall'Egira e che vedeva alleati i politeisti coreisciti, gli ebrei e gli ipocriti medinesi. Li fronteggiarono non più di tremila combattenti musulmani con la strategia suggerita da un liberto di origine persiana, Salmân Pak detto “al Farsi” (“il persiano” appunto) il quale propose lo scavo di un ampio e profondo fossato capace di fermare le cariche della cavalleria beduina. Il progetto ebbe successo: dopo qualche giorno di inutili tentativi “i coalizzati”, stanchi e snervati, travolti da un'improvvisa furiosa bufera, si ritirarono in disordine.
Ed ora leggiamo il versetto numero 63 della sura dei Coalizzati:
«یَسْأَلُکَ النَّاسُ عَنِ السَّاعَةِ قُلْ إِنَّمَا عِلْمُهَا عِندَ اللَّـهِ وَمَا یُدْرِیکَ لَعَلَّ السَّاعَةَ تَکُونُ قَرِیبًا»
Ti interrogano gli uomini a proposito dell'Ora. Di': “La scienza di ciò è solo presso Allah”. Cosa ne sai? Forse l'Ora è vicina. (33:63)
I miscredenti e gli ipocriti non avevano nessuna ragione plausibile per poter dire che il Giorno del Giudizio non sarebbe mai venuto, ma per diffondere la loro insulsa teoria, chiedevano al profeta, davanti a tutta la gente, che se il Giorno del Giudizio era vero, quando sarebbe arrivato di preciso.
Dal punto di vista logico, il fatto che non si sappia l’ora esatta di un qualcosa, non significa che quel qualcosa non esista. Tutti sappiamo che un giorno moriremo, ma non sappiamo esattamente quando. Cio’ non vuole significare che la morte non esista. E poi, ammesso che il profeta avesse rivelato il momento esatto del Giorno del Giudizio; la vita di quelle persone non sarebbe stata cosi’ lunga da poter constatare l’esattezza della promessa.
Il versetto, poi, specifica che l’Ora dell’arrivo del Giorno del Giudizio non e’ risaputa nemmeno dal profeta ed e’ un qualcoa che solo Dio sa; lo spirito giusto che il Corano consiglia ai fedeli e’ quello di considerare sempre vicino l’Ultimo Giorno e di stare quindi attentati alle proprie azioni.
Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – Non conoscere il momento dell’arrivo del Giorno del Giudizio, non e’ una ragione valida per poterlo negare, ed i credenti accettano la venuta di questo giorno in base alla fede che hanno nella veridicita’ delle parole dei messaggeri divini.
Secondo – Dobbiamo sempre essere pronti alla morte e a quello che sara’ il presentarsi al cospetto del Signore. Non e’ importante sapere se prima o se poi, l’importante e’ sapere che avverra’.
Ed ora leggiamo i versetti 64,65 e 66:
«إِنَّ اللَّـهَ لَعَنَ الْکَافِرِینَ وَأَعَدَّ لَهُمْ سَعِیرًا»،،
In verità Allah ha maledetto i miscredenti ed ha preparato per loro la Fiamma, (33:64)
«خَالِدِینَ فِیهَا أَبَدًا لَّا یَجِدُونَ وَلِیًّا وَلَا نَصِیرًا»
affinché vi rimangano in perpetuo, senza trovare né protettore né ausilio. (33:65)
«یَوْمَ تُقَلَّبُ وُجُوهُهُمْ فِی النَّارِ یَقُولُونَ یَا لَیْتَنَا أَطَعْنَا اللَّـهَ وَأَطَعْنَا الرَّسُولَا»
Il Giorno in cui i loro volti saranno rivoltati nel Fuoco, diranno: “Ahi noi, ah, se avessimo obbedito ad Allah, se avessimo obbedito al Messaggero!”. (33:66)
Coloro che mettono in dubbio le realta’ della vita, come l’arrivo del Giorno del Giudizio, perdono la Grazia divina in questa vita e nell’altra, pero’, ricevono un duro castigo.
In quel momento provano rimorso per non aver dato retta al monito che i messaggeri divini avevano dato in vita. In quella situazione, pero’, non ci sara’ modo per rimediare, e non ci sara’ nessuno per poterli salvare.
Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – L’ostinazione a rinnegare le verita’, e’ un qualcosa che viene punito da Dio in questa e nell’altra vita.
Secondo – Nell’altra vita nessuno puo’ aiutare altri e soprattutto salvare coloro che si sono meritati il castigo.
Terzo – L’unica via di salvezza in questa e nell’altra vita e’ l’obbedienza al Signore ed al suo profeta. Ignorare questa verita’ non comporta altro che rimorso.
Ed ora leggiamo i versetti 67 e 68 della sura dei Coalizzati o Al Ahzab:
«وَقَالُوا رَبَّنَا إِنَّا أَطَعْنَا سَادَتَنَا وَکُبَرَاءَنَا فَأَضَلُّونَا السَّبِیلَا»،
E diranno: “Nostro Signore, noi abbiamo obbedito ai nostri capi e ai nostri notabili. Sono loro che ci hanno sviato dalla [retta] via. (33:67)
«رَبَّنَا آتِهِمْ ضِعْفَیْنِ مِنَ الْعَذَابِ وَالْعَنْهُمْ لَعْنًا کَبِیرًا»
Signor nostro, da' loro doppio castigo e maledicili della maledizione più grande”. (33:68)
Al momento dell’arrivo del castigo, i peccatori ed i criminali iniziano a parlare e maledicono coloro che li hanno condotti ad un simile destino. Loro dicono di aver seguito i propri capi, e cosi’ sperano di giustificarsi, ma cio’ non li salva perche’ erano liberi nella scelta ed avrebbero potuto seguire benissimo anche la parola del profeta; insomma, nessuno li aveva obbligati a seguire il male.
Qui bisogna spiegare che i peccatori, per propri capi, intendono coloro che possedevano potere e ricchezza; ma avrebbero potuto seguire chi aveva scienza e saggezza, e non fare quindi, una brutta fine.
Questa conclusione puo’ essere molto preziosa per noi. La cosa interessante e’ che secondo quanto anticipa il Corano, gli iniqui, che stanno per essere puniti, invocano un castigo doppio per coloro che li hanno guidati sul sentiero sbagliato. Dio, in base ad un altro versetto del Corano, il 38esimo della sura Aaraf, risponde che il castigo va raddoppiato per tutti, sia loro che i loro capi. Infatti, hanno una colpa eguale; i capi per aver invitato la gente a fare cose sbagliate, loro per avergli dato retta ed averli aiutati.
Dalla riflessione su questi tre versetti apprendiamo che:
Primo – Nel Giorno del Giudizio, i criminali cercano di giustificare i propri errori e di addossarli agli altri.
Secondo – Imitare ad occhi chiusi i potenti, da un punta di vista logico e religioso, non e’ accettabile e sicuramente chi agisce in questa maniera avra’ di che pentirsi.
Terzo – Coloro che creano tradizioni e consuetudini errate e in tal modo causano lo smarrimento della gente, ne subiranno le conseguenze anche dopo la propria morte.
Davood Abbasi