May 12, 2018 07:16 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi, dopo alcuni mesi, concluderemo la lettura della 33esima sura del Corano ossia la Al-Ahzab o dei Coalizzati, ispirata al profeta a Medina e quindi medinese e di 73 versetti. La coalizione che viene evocata dal nome di questa sura è quella che si formò nel quinto anno dall'Egira e che vedeva alleati i politeisti coreisciti, gli ebrei e gli ipocriti medinesi. Li fronteggiarono non più di tremila combattenti musulmani con la strategia suggerita da un liberto di origine persiana, Salmân Pak detto “al Farsi” (“il persiano” appunto) il quale propose lo scavo di un ampio e profondo fossato capace di fermare le cariche della cavalleria beduina.  Il progetto ebbe successo: dopo qualche giorno di inutili tentativi “i coalizzati”, stanchi e snervati, travolti da un'improvvisa furiosa bufera, si ritirarono in disordine.

Ed ora leggiamo il versetto numero 69 della sura dei Coalizzati:   

 

«یَا أَیُّهَا الَّذِینَ آمَنُوا لَا تَکُونُوا کَالَّذِینَ آذَوْا مُوسَى فَبَرَّأَهُ اللَّـهُ مِمَّا قَالُوا وَکَانَ عِندَ اللَّـهِ وَجِیهًا»

O credenti! Non siate come coloro che molestarono Mosè: già Allah lo scagionò da quello che avevano detto. Egli è in grande onore presso Allah. (33:69)

 

Nel versetto 57 di questa sura, avevamo appreso approposito del fastidio dato dagli ipocriti al profeta dell’Islam. Visto che a Medina vivevano molti ebrei, i musulmani apprendevano da loro alcune dicerie e superstizioni su Mosè che nel corso dei secoli erano state fabbricate dall’immaginazione umana; in questo versetto, Dio intima ai musulmani di non ripetere queste nozioni errate sul conto di Mosè, sottolineando che egli e’ stato un grande messaggero divino, un puro, ed e’ in grande considerazione presso il suo Signore.

Da questo versetto possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – Uno dei complotti dei nemici della religione e’ quello di accusare ingiustamente i capi religiosi ed incolparli di azioni che non hanno fatto.

Secondo – Chi sostiene di essere credente, deve avere fede nel carattere puro ed innocente dei messaggeri divini ed evitare di offenderli.

Terzo – Dio difende gli uomini puri dalle calunnie dei loro nemici ed anche noi, dobbiamo agire nella stessa direzione.

Ed ora leggiamo i versetti 70 e 71 della sura dei Coalizzati o Al Ahzab:

 

«یَا أَیُّهَا الَّذِینَ آمَنُوا اتَّقُوا اللَّـهَ وَقُولُوا قَوْلًا سَدِیدًا»،

O credenti, temete Allah e parlate onestamente, (33:70)

 

 

«یُصْلِحْ لَکُمْ أَعْمَالَکُمْ وَیَغْفِرْ لَکُمْ ذُنُوبَکُمْ وَمَن یُطِعِ اللَّـهَ وَرَسُولَهُ فَقَدْ فَازَ فَوْزًا عَظِیمًا»

sì che corregga il vostro comportamento e perdoni i vostri peccati. Chi obbedisce ad Allah e al Suo Inviato otterrà il più grande successo. (33:71)

 

 

Qui, il Corano, espone una regola generale, correlata al discorso dei versetti precedenti, il fatto che non bisogna dire cose sconvenienti, che possano essere lesive per il prossimo o che non siano esatte. Bisogna esprimersi con onesta’, dicendo il vero; gli esegeti islamici dicono che la parola ideale, deve essere simile ad una fortezza, nel senso che nulla possa mettere in dubbio la salute e la correttezza di essa.

Il secondo versetto letto specifica che parlare bene e’ una delle caratteristiche che il vero credente deve avere, anche perche’ in una societa’ dove le persone stanno attente alla loro parola, si viene creare una situazione di salute e sicurezza ed i problemi si risolvono.

Per incoraggiare le persone a non accusare e calunnirare il prossimo, Dio promette addirittura di perdonare coloro che accoglieranno questo suo invito decidendo di parlare bene. Vi e’ una splendida tradizione tramandata dall’Imam Sajjad (la pace sia con lui), il quarto Imam degli sciiti e pronipote di Mohammad (la pace sia con lui), che disse: “Ogni mattina la lingua umana chiede alle altre parti del corpo se stanno bene e loro rispondono: si, se tu ce lo permetterai!”.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – Per essere credenti bisogna essere timorati e per essere timorati bisogna parlare ed esprimersi onestamente e con correttezza.

Secondo – Non basta che le parole siano belle, l’importante e’ che il contenuto sia basato sulla giustizia.

Terzo – Quando le persone evitano i peccati nel limite delle loro possibilita’, Dio perdona i loro errori e li guida sul retto sentiero.

Ed ora leggiamo i versetti 72 e 73 della sura dei Coalizzati o Al Ahzab:

 

 

«إِنَّا عَرَضْنَا الْأَمَانَةَ عَلَى السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ وَالْجِبَالِ فَأَبَیْنَ أَن یَحْمِلْنَهَا وَأَشْفَقْنَ مِنْهَا وَحَمَلَهَا الْإِنسَانُ إِنَّهُ کَانَ ظَلُومًا جَهُولًا»،

In verità proponemmo ai cieli, alla terra e alle montagne la responsabilità [della fede] ma rifiutarono e ne ebbero paura, mentre l'uomo se ne fece carico. In verità egli è ingiusto e ignorante. (33:72)

 

«لِّیُعَذِّبَ اللَّـهُ الْمُنَافِقِینَ وَالْمُنَافِقَاتِ وَالْمُشْرِکِینَ وَالْمُشْرِکَاتِ وَیَتُوبَ اللَّـهُ عَلَى الْمُؤْمِنِینَ وَالْمُؤْمِنَاتِ  وَکَانَ اللَّـهُ غَفُورًا رَّحِیمًا»

[Ed è così affinché] Allah castighi gli ipocriti e le ipocrite, gli associatori e le associatrici e accolga Allah il pentimento dei credenti e delle credenti. Allah è perdonatore, misericordioso. (33:73)

 

In questi che sono gli ultimi due versetti della sura dei Coalizzati, si fa riferimento ad un concetto importante e la superiorita’ dell’uomo sugli altri esseri viene definita “la responabilita’ di custodire” un particolare dono divino che gli altri esseri non hanno avuto la capacita’ di accogliere.

Secondo gli interpreti, questo dono che gli uomini custodiscono e’ l’anima, che lo rende diverso dagli altri esseri ed e’ all’origine della comprensione, del libero arbitrio, della ragione e di tutte le virtù umane.

Tutto cio’ che vi e’, all’infuori degli esseri umani, e’ privo di questo dono; come tutto il resto dei suoi averi, anche l’anima e’ solo una qualcosa che gli uomini hanno in custodia ed e’ stato concesso loro dal Signore e che non hanno certo creato da se.

Dio, che ha collocato negli uomini questo dono immenso, ha consigliato loro di adoperarlo nel modo giusto; alcuni hanno adoperato in maniera sbagliata questo dono commettendo ingiustizie e malvagita’, ed altri non l’hanno custodita bene lasciando che venisse inquinata coi peccati. I malvagi che hanno aprofittato in maniera conscia delle loro capacita’, verranno puniti mentre chi ha sbagliato, puo’ sempre raggiungere la beatitudine eterna chiedendo perdono al Signore.

Dalla riflessione su questi versetti possiamo apprendere che:

Primo – L’essere umano e’ il custode di Dio nel Creato. Dio ha dato all’uomo particolari elementi di superiorita’ nella creazione che non sono stati dati a nessun altro essere. Questi elementi sono pero’ messi in custodia presso di noi e per questo dobbiamo utilizzarli nel migliore dei modi.

Secondo – Secondo l’Islam, ingiustizia non significa solo fare del male agli altri; una persona può fare dell’ingiustizia anche a se e commettere peccati e utilizzare male i doni divini, e’ la peggiore ingiustizia che un uomo possa compiere nei propri confronti.

Terzo – Prendere qualcosa in custodia, soprattutto se quel qualcosa ci e’ stato dato da Dio, e’ una grande responsabilità. Chiunque tradisce Dio custodendo male i suoi doni, andra’ chiaramente incontro ad amare conseguenze.

Quarto – L’uomo e la donna sono assolutamente uguali nel raggiungere le vette dell’umanita’ o i bassifondi di essa. I versetti coranici che parlano di questioni generali non fanno mai distinzione tra uomini e donne e cio’ e’ una conferma a quanto detto.

 

Davood Abbasi