Il sentiero della luce
Il sentiero della luce (766)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Oggi, inizia la lettura della 34esima sura del sacro Corano, la sura o il brano di Saba, nome di un popolo che come abbiamo accennato nella sura delle Formiche, abitava nello Yemen, la regione meridionale della penisola arabica.
Ecco i versetti 22 e 23 della sura di Saba’a:
«قُلِ ادْعُوا الَّذِینَ زَعَمْتُم مِّن دُونِ اللَّـهِ لَا یَمْلِکُونَ مِثْقَالَ ذَرَّةٍ فِی السَّمَاوَاتِ وَلَا فِی الْأَرْضِ وَمَا لَهُمْ فِیهِمَا مِن شِرْکٍ وَمَا لَهُ مِنْهُم مِّن ظَهِیرٍ»،
Di': “Invocate coloro che pretendete [essere divinità] all'infuori di Allah. Non sono padroni neppure del peso di un atomo nei cieli e sulla terra: in quelli e in questa non hanno parte alcuna [con Allah] e in loro Egli non ha nessun sostegno. (34:22)
«وَلَا تَنفَعُ الشَّفَاعَةُ عِندَهُ إِلَّا لِمَنْ أَذِنَ لَهُ حَتَّى إِذَا فُزِّعَ عَن قُلُوبِهِمْ قَالُوا مَاذَا قَالَ رَبُّکُمْ قَالُوا الْحَقَّ وَهُوَ الْعَلِیُّ الْکَبِیرُ»
Nessuna intercessione varrà presso di Lui, eccetto per colui al quale [Egli] lo avrà permesso”. Quando poi il terrore avrà lasciato i loro cuori, verranno interrogati: “Cosa diceva il vostro Signore?”. Risponderanno: “La verità”. Egli è l'Altissimo, il Grande. (34:23)
Questi versetti si riferiscono in primo luogo a gruppi dell’arabia dei tempi del profeta, che oltre alla presenza di Dio, credevano pure in altre divinita’ e idoli; il Corano in questa parte sfida queste persone invitandole a chiedere aiuto a questi dèi fasulli. Gli associatori, pero’, contestavano anche una sorta di analogia tra i loro dèi e il ruolo dei profeti secondo l’Islam; tra i musulmani, infatti, si crede che i profeti e prescelti di Dio possano intercedere presso di Lui per il perdono dei fedeli; cosa che anche gli idolatri ritenevano vera per le statue che adoravano. Bisogna spiegare che secondo l’Islam, i messaggeri divini sono pur sempre “creature” del Signore e non certo delle divinità e per altro non hanno potere proprio ma la loro capacita’ di intercessione e’ dovuta alla volontà stessa di Dio.
I profeti hanno portato il messaggio di Dio agli uomini e possono chiedere perdono per le persone che hanno avuto mancanze nel rispetto dei loro doveri religiosi.
Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – Immaginarsi un Creatore o un Amministratore del Creato che non sia l’unico Dio, e’ solo un’idea sbagliata e logicamente impossibile
Secondo – L’impotenza e la debolazza dell’uomo lo porta a cercare soci nel lavoro e nello svolgimento delle sue azioni ma Dio l’Onnipotente non ha bisogno di soci.
Terzo – Rinnegatori e associatori un giorno ammetteranno i propri errori ma quel giorno, il loro pentimento, non avra’ piu’ effetto alcuno.
Ed ora leggiamo il versetto 24 della sura di Saba’a:
«قُلْ مَن یَرْزُقُکُم مِّنَ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ قُلِ اللَّـهُ وَإِنَّا أَوْ إِیَّاکُمْ لَعَلَى هُدًى أَوْ فِی ضَلَالٍ مُّبِینٍ»
Di': “Chi provvede a voi dai cieli e dalla terra?”. Di': “Allah”. In verità o noi siamo sulla retta via, oppure in evidente errore. (34:24)
Il Corano, prosegue a rivolgersi ai rinnegatori e agli associatori e chiede loro chi sia ad aver dato loro sostegno. Chi fa scendere la pioggia risvegliando la terra e dando ad essa la possibilita’ di partorire cibo per gli uomini? Ch fa crescere i semi nel cuore della terra? Chi ha collocato li dove si trova il sole per riscaldare il nostro pianeta? Per ordine di chi il cielo e la terra creano per noi l’ambiente ideale per la vita?
Il Corano biasima chi crede che il sole, la luna, o ognuno di questi fenomeni venga amministrato da una divinita’ diversa, e invita questa gente a riflettere; e’ di importanza fondamentale il fatto che il Corano non impone la sua Parola, anche se si tratta del verbo divino; invita le persone a riflettere e rispetta sempre cio’ che Dio ha voluto piu’ di ogni altra cosa, la liberta’ delle persone nella scelta.
Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – In un sistema di insegnamento di successo, invece di imporre e di costringere, bisogna spiegare e dare la possibilita’ alle persone di riflettere, pensare e capire. Il Corano rivolge frequentemente delle domande in modo da risvegliare in chi legge, la riflessione.
Secondo – E’ vero che i prodotti agricoli nascono con l’impegno dell’uomo ma le condizioni necessarie affinche’ cio’ sia possibile sono messe a disposizione dal Signore e mai l’uomo potrebbe fabbricare artificialmente tali condizioni.
Terzo – Il cielo ci dona luce, calore, pioggia e vento e questi fenomeni vengono chiamati “frutti del cielo” dal Corano, in contrapposizione ai frutti della terra.
Quarto – Quando si discute anche con chi e’ nel torto, e’ sbagliato dire di essere nel giusto e dire all’interlocutore di essere nell’errore. Bisogna dialogare senza presunzione e con una visione aperta, invitando la controparte a riflettere sulle nostre argomentazioni.
Davood Abbasi