Giu 10, 2018 06:58 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi, inizia la lettura della 34esima sura del sacro Corano, la sura o il brano di Saba, nome di un popolo che come abbiamo accennato nella sura delle Formiche, abitava nello Yemen, la regione meridionale della penisola arabica. 

Ecco i versetti 34 e 35 della sura di Saba’a:

 

«وَمَا أَرْسَلْنَا فِی قَرْیَةٍ مِّن نَّذِیرٍ إِلَّا قَالَ مُتْرَفُوهَا إِنَّا بِمَا أُرْسِلْتُم بِهِ کَافِرُونَ»،

Non mandammo un ammonitore a una comunità senza che coloro che vivevano nell'agiatezza dicessero: “Non crediamo in ciò per cui siete stati inviati”. (34:34)

 

«وَقَالُوا نَحْنُ أَکْثَرُ أَمْوَالًا وَأَوْلَادًا وَمَا نَحْنُ بِمُعَذَّبِینَ»

Dissero: “Abbiamo ricchezze più grandi e figli, quindi non saremo castigati”. (34:35)

 

 

Questi versetti ricordano che chi in questa vita gode dei doni terreni, si crede superiore per la propria ricchezza o per la fama della propria famiglia. In ogni era, questa gente non dava peso alle parole dei profeti e si rifiutava di accettare di essere messa sullo stesso piano con i poveri e i meno abbienti del proprio tempo; queste persone negavano l’arrivo del Giorno del Giudizio e dicevano che anche a patto che ci fosse stato tale giorno, Dio non li avrebbe puniti; se non avesse voluto bene a loro, dicevano, perche’ aveva dato loro in vita tanti figli e tanta ricchezza?

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – In alcuni casi, la ricchezza ed il potere, acceca le persone e fa si’ che loro rinneghino le verita’.

Secondo – Essere ricchi in vita non significa essere vicini al Signore. Avere ricchezza accresce solo la responsabilita’ delle persone dinanzi a Dio.

Terzo – Il benessere, se accompagnato da superbia, allontana l’uomo dalla verita’.

Quarto – Il benessere in vita, non significa felicita’ anche nell’aldila’. Sono molte le persone agiate in questa vita che barattano la felicita’ eterna col breve godimento terreno.

 

 

Ed ora leggiamo il versetto numero 36 della sura:

 

Di': “In verità il mio Signore concede generosamente a chi vuole e lesina a chi vuole, ma la maggior parte degli uomini non lo sa”. (34:36)

I ricchi consideravano la loro ricchezza come indice della loro felicita’ pure nell’aldila’, ma questo versetto spiega che l’essere ricchi o meno in questa vita si basa sulla saggezza del Signore e non su altro. Chi e’ ricco non e’ piu’ amato e chi e’ povero non e’ oggetto dell’ira divina.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – Dio elargisce i suoi doni in base alla sua saggezza ma non in base alla beatitudine o meno delle persone.

Secondo – Uno dei doveri dei profeti fu quello di correggere le idee sbagliate e le superstizioni approposito di Dio.

Terzo – La ricchezza ed i figli sono doni divini e non esito del nostro merito.

 

Ed ora il versetto 37 della sura di Saba’a:

 

I vostri beni e i vostri figli non vi potranno avvicinare a Noi, eccetto per chi crede e compie il bene: essi sono coloro che avranno ricompensa raddoppiata per quel che facevano: saranno al sicuro negli alti livelli [del Paradiso]. (34:37)

 

In base ad altre parti del Corano, tutti i doni divini, compresi figli e beni terreni, sono uno strumento con cui il Signore ci mette alla prova. Molte volte la poverta’ puo’ essere motivo di felicita’ nell’aldila’ ed al contrario la ricchezza puo’ veicolare le persone verso un cattivo destino.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – Alcune persone, erroneamente, si ritengono vicine al Signore per via dei figli e della ricchezza che hanno avuto ma cio’ non e’ vero.

Secondo – Avere ricchezza, figli e potere, non e’ la questione centrale ma e’ importante come si fa uso di questi strumenti.

Terzo – Dio castiga le persone, tanto quanto se lo meritano ma le premia molto più di quanto se lo sono meritate.

Davood Abbasi