Il sentiero della luce
Il sentiero della luce (771)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Andiamo avanti con la lettura della 34esima sura del sacro Corano, la sura o il brano di Saba, nome di un popolo che come abbiamo accennato nella sura delle Formiche, abitava nello Yemen, la regione meridionale della penisola arabica.
Iniziamo con la lettura del versetto numero 42:
«فَالْیَوْمَ لَا یَمْلِکُ بَعْضُکُمْ لِبَعْضٍ نَّفْعًا وَلَا ضَرًّا وَنَقُولُ لِلَّذِینَ ظَلَمُوا ذُوقُوا عَذَابَ النَّارِ الَّتِی کُنتُم بِهَا تُکَذِّبُونَ»
In quel Giorno non potrete giovarvi o nuocervi a vicenda e Noi diremo a coloro che furono ingiusti: “Gustate il castigo del Fuoco che tacciavate di menzogna!”. (34:42)
In questo versetto si ricorda che tranne il Signore e coloro a cui Egli dara’ il permesso, nel Giorno del Giudizio, nessuno potra’ intercedere a favore di altri; nel senso che nessuno potra’ portare una persona dall’inferno al paradiso o dal paradiso all’inferno, a meno che sia Dio stesso a volerlo o a permetterlo. Questo versetto si ricollega a quello precedente, che biasimava l’adorazione degli angeli, praticata da parte di alcune persone contemporanee del profeta. Dalla riflessione su di esso possiamo trarre, come minimo, le seguenti conclusioni:
Primo – Le condizioni del Giorno del Giudizio sono diverse da quelle terrene. In questa vita gli uomini sono in grado di farsi del bene e del male ma in quel giorno non sara’ piu’ cosi’.
Secondo – Adorare qualsiasi cosa tranne l’unico Dio e’ un’ingiustizia, non contro Dio ma contro noi stessi.
Ed ora leggiamo il versetto numero 43 della sura di Saba:
«وَإِذَا تُتْلَى عَلَیْهِمْ آیَاتُنَا بَیِّنَاتٍ قَالُوا مَا هَـذَا إِلَّا رَجُلٌ یُرِیدُ أَن یَصُدَّکُمْ عَمَّا کَانَ یَعْبُدُ آبَاؤُکُمْ وَقَالُوا مَا هَـذَا إِلَّا إِفْکٌ مُّفْتَرًى وَقَالَ الَّذِینَ کَفَرُوا لِلْحَقِّ لَمَّا جَاءَهُمْ إِنْ هَـذَا إِلَّا سِحْرٌ مُّبِینٌ»
Quando vengono recitati loro i Nostri chiari versetti, dicono: “Costui non è altro che un uomo che ci vuole allontanare da quello che adoravano i vostri avi”; e dicono: “Questa non è altro che una menzogna inventata”. Quando giunge loro la Verità, i miscredenti dicono di essa: “Questa non è che evidente magia!”. (34:43)
Questo versetto ci spiega che alcune persone contemporanee del profeta non accettavano il messaggio divino solo perche’ i loro avi erano politeisti e quindi per orgoglio, ritenevano che il culto dei loro avi fosse superiore. In pratica, non facevano caso al pensiero ed al ragionamento racchiuso nelle parole del profeta che loro ritenevano una sua invenzione; quando pero’ si ritrovavano dinanzi ad una precisa verita’, ossia il fatto che quelle parole attiravano la gente e loro stessi, allora usavano quest’altra accusa sostenendo che fossero magia. Queste tre accuse, il fatto che la parola dei profeti fosse bugia, il fatto che fosse ingiusta perche’ in disaccordo col passato e poi che fosse magia, sono accuse che nel corso dei secoli sono state rivolte sistematicamente ai messaggeri del Signore. Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – La salvaguardia del patrimonio del passato, riguarda i monumenti e la storia, ma bisogna anche capire che non necessariamente tutto cio’ in cui si credeva un tempo sia oro colato; imitare anche le azioni ingiuste diffuse nel passato, e’ un chiaro freno al progresso delle societa’ umane.
Secondo – I profeti erano conosciuti tra la gente per la loro onesta’ e prima ancora di invitare alla religione, non avevano mentito o compiuto azioni ingiuste; persone del genere, non erano certo in grado di inventarsi di sana pianta le sacre scritture.
Terzo – La magia esiste ma deve essere appresa e tra l’altro puo’ essere sempre sconfitta da chi ha una magia piu’ potente. I profeti non avevano appreso la magia da nessuno ed infatti non erano dei maghi; i loro miracoli avvenivano per volere di Dio e con il suo permesso e per questo erano infallibili in queste azioni.
Ed ora passiamo alla lettura dei versetti 44 e 45 della sura di Saba’a:
«وَمَا آتَیْنَاهُم مِّن کُتُبٍ یَدْرُسُونَهَا وَمَا أَرْسَلْنَا إِلَیْهِمْ قَبْلَکَ مِن نَّذِیرٍ»،
In passato non demmo loro libri da studiare, né prima di te inviammo loro un ammonitore. (34:44)
«وَکَذَّبَ الَّذِینَ مِن قَبْلِهِمْ وَمَا بَلَغُوا مِعْشَارَ مَا آتَیْنَاهُمْ فَکَذَّبُوا رُسُلِی فَکَیْفَ کَانَ نَکِیرِ»
Coloro che li precedettero già tacciarono di menzogna [le rivelazioni], mentre essi non hanno raggiunto nemmeno un decimo di quello [splendore] che concedemmo a quegli altri. Trattarono da bugiardi i Miei messaggeri. Quale riprovazione fu la Mia! (34:45)
Il versetto 44 spiega che prima del profeta dell’Islam, tra le tribù arabe non era giunto alcun profeta e quindi si chiede come possano sostenere queste tribù che il messaggio del Corano non sia veritiero; nel senso che non hanno nulla con cui confrontarlo. Nel versetto 45, si ricorda che chi al tempo del profeta rinnegava il messaggio divino, sentendosi forte, in realta’ era solo illuso; popoli precedenti, spiega il Corano, 10 volte piu’ potenti, erano stati distrutti dal Signore che li aveva castigati per aver disobbedito ai profeti. Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – Rinnegare o confermare la genuinita’ di una sacra scrittura, deve avvenire in base alle documentazioni e non sulla base dei gusti delle persone.
Secondo – I nemici della religione possono essere forti, ma non lo saranno mai quanto Dio. Pertanto non bisogna mai temere questa gente ed affidarsi al Signore.
Terzo – La storia dei popoli del passato, racchiude lezioni importantissime per i popoli di oggi e del futuro ed insegna loro a non essere superbi e a non essere ingrati nei confronti del Signore. Sono state tante le civilta’ e le popolazioni che nel corso della storia sono completamente scomparse per via del proprio declino etico e morale.
Davood Abbasi