Il sentiero della luce
Il sentiero della luce (772)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Andiamo avanti con la lettura della 34esima sura del sacro Corano, la sura o il brano di Saba, nome di un popolo che come abbiamo accennato nella sura delle Formiche, abitava nello Yemen, la regione meridionale della penisola arabica.
Iniziamo con la lettura del versetto numero 46:
«قُلْ إِنَّمَا أَعِظُکُم بِوَاحِدَةٍ أَن تَقُومُوا لِلَّـهِ مَثْنَى وَفُرَادَى ثُمَّ تَتَفَکَّرُوا مَا بِصَاحِبِکُم مِّن جِنَّةٍ إِنْ هُوَ إِلَّا نَذِیرٌ لَّکُم بَیْنَ یَدَیْ عَذَابٍ شَدِیدٍ»
Di': “Ad una sola [cosa] vi esorto: alzatevi per Allah, a coppie o singolarmente e riflettete: non c'è alcun demone nel vostro compagno, egli per voi non è altro che un ammonitore che precede un severo castigo”. (34:46)
In questo e nei versetti successivi, il Signore ordina al profeta di spiegare chiaramente il metodo che segue per il suo invito. Il termine “alzatevi”, nel versetto, traduzione del verbo arabo “Taqumu”, significa insorgete, ribellatevi, destatevi; contro cosa? Contro l’ingiustizia, contro il male, contro la corruzione, il peccato e la malvagita’, se vogliamo poi analizzare il versetto nel contesto del periodo di vita del profeta dell’Islam. Una sollevazione che pero’ deve avvenire per amore del cielo, per Dio e non per interessi personali.
Per muoversi ed avviare questo cammino l’uomo deve sempre chiedersi perche’ e’ nato, da dove viene, dove andra’ e capire quale puo’ essere il vero obbiettivo della sua vita.
Con un po’ di riflessione, ci accorgiamo che alla fine, i profeti, mettevano in guardia verso cio’ che ci avrebbe atteso nel nostro futuro, e la fede o la mancata fede nostra non dava loro nessun interesse; pertanto, e’ chiaro che erano sinceri e l’accusa che veniva rivolta contro di loro, quella di essere dei folli o dei maghi, non poteva essere corretta.
Tornando al discorso dei doveri sociali, quando decidiamo di fare qualcosa per la societa’ e di opporci alle cose sbagliate, non dobbiamo demoralizzarci e pensare che l’azione di una sola persona non abbia alcun effetto.
Dalla riflessione su questo versetto possiamo trarre le seguenti conclusioni:
Primo – Sedendosi e parlando, nulla si aggiusta da solo; bisogna darsi da fare per aggiustare le cose; bisogna darsi da fare per il bene e per amore di Dio.
Secondo – Quando una persona si impegna per l’amore del cielo, l’importante e’ il suo obbiettivo e non importa essere in tanti; l’importante e’ la qualita’ dell’azione e l’intenzione.
Terzo – Il profeta dell’Islam ha vissuto per anni tra la gente e tutti lo conoscevano per la sua onestà; nonostante ciò, quando lui li metteva in guardia verso il loro destino, lo definivano un folle.
Ed ora leggiamo il versetto numero 47 della sura di Saba’a:
«قُلْ مَا سَأَلْتُکُم مِّنْ أَجْرٍ فَهُوَ لَکُمْ إِنْ أَجْرِیَ إِلَّا عَلَى اللَّـهِ وَهُوَ عَلَى کُلِّ شَیْءٍ شَهِیدٌ»
Di': “Non vi chiedo nessuna ricompensa. Essa vi appartiene. La mia ricompensa spetta ad Allah. Egli è il Testimone di tutte le cose”. (34:47)
Proseguendo l’invito rivolto alla gente, qui il profeta dell’Islam riceve l’ordine di ricordare alle persone che non vuole e non chiede niente e che sara’ solo Dio a premiarlo. Il profeta dell’Islam spiega alle persone che qualunque opera buona, avra’ il compenso per loro stessi, e non certo per il profeta. In altre parole, il messaggero di Dio chiedeva alla gente solo azioni che erano a loro stesso favore e mai nulla per se. Questo e’ un concetto chiave che dimostra pure la veridicita’ dell’invito del profeta dell’Islam.
Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – Coloro che invitano alla religione, oggi, non devono fare richieste di denaro e impegnarsi solo per l’amore del cielo.
Secondo – Scegliendo la via di Dio e l’obbedienza alle Sue leggi, non dobbiamo ritenerci meritevoli di qualcosa o pretendere soldi o compensi; cio’ che facciamo lo facciamo per noi ed il nostro bene.
Terzo – Ricordandoci che Dio veglia su di noi e sa tutto, riusciremo a non rattristarci anche dinanzi alle accuse infondate, che di solito nella vita ci vengono rivolte da altre persone.
Davood Abbasi