Il sentiero della luce
Il sentiero della luce (777)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Amici, nelle puntate precedenti abbiamo avviato la lettura di una nuova sura del Corano, esattamente la 35esima, ossia la sura di Fatir o del Creatore. Meccana per la maggiorparte, prende nome dal primo versetto che ricorda la creazione degli angeli ad opera del Signore.
Nella nostra lettura siamo giunti al versetto numero 9 della sura di Fatir:
«وَاللَّـهُ الَّذِی أَرْسَلَ الرِّیَاحَ فَتُثِیرُ سَحَابًا فَسُقْنَاهُ إِلَى بَلَدٍ مَّیِّتٍ فَأَحْیَیْنَا بِهِ الْأَرْضَ بَعْدَ مَوْتِهَا کَذَلِکَ النُّشُورُ»
Allah è Colui Che manda i venti: essi sollevano nuvole che spingiamo verso una contrada morta; quindi ridiamo la vita alla terra dopo che era morta. Allo stesso modo [avverrà] la Resurrezione! (35:9)
Rispondendo a coloro che rinnegavano l’arrivo del Giorno del Giudizio, e talvolta rinnegano ciò pure oggi, questo versetto ricorda che persino in questo stesso mondo e davanti ai nostri occhi, ogni anno, Dio fa appassire gli alberi e li fa morire per farli poi rivivere in primavera. Esattamente, spiega il versetto, cio’ che avverra’ anche nel Giorno del Giudizio. Il Signore che disseta le terre morte con la pioggia, che a sua volta arriva grazie alla mano del vento che sposta le nubi, non ha il potere di far rivivere le persone?
Dalla riflessione su questo versetto possiamo trarre alcune conclusioni:
Primo – Il tirare del vento, le nubi, e gli altri fenomeni della natura non esistono a caso ma sono parte del sistema creato da Dio per realizzare la Sua volonta’.
Secondo – Il Creato e’ un sistema ordinato che viene amministrato dal Signore.
Ed ora leggiamo il versetto numero 10 della sura Fatir:
«مَن کَانَ یُرِیدُ الْعِزَّةَ فَلِلَّـهِ الْعِزَّةُ جَمِیعًا إِلَیْهِ یَصْعَدُ الْکَلِمُ الطَّیِّبُ وَالْعَمَلُ الصَّالِحُ یَرْفَعُهُ وَالَّذِینَ یَمْکُرُونَ السَّیِّئَاتِ لَهُمْ عَذَابٌ شَدِیدٌ وَمَکْرُ أُولَـئِکَ هُوَ یَبُورُ»
E chi desidera potenza... [sappia che] tutta la potenza [appartiene] ad Allah: ascende a Lui la buona parola ed Egli eleva alta l'azione devota. Coloro che invece tramano le azioni malvagie, avranno un castigo severo. La loro trama è destinata al fallimento. (35:10)
Coloro che adorano la vita materiale, ritengono la loro dignita’ una funzione della ricchezza e del potere che riescono a conquistare o un qualcosa di proporzionale a quanto riescano ad avvicinarsi ai governanti del proprio tempo; il Corano spiega che la vera dignita’ proviene pero’ dall’affidamento e dalla fede in Dio; l’Unico glorioso e invincibile e’ Lui e solo avvicinandosi a Lui queste caratteristiche si possono ottenere.
La seconda parte del versetto, ricorda che la via del successo passa per le buone azioni e che cio’ che innalza l’uomo e lo avvicina al Signore, sono la fede e le opere di bene e null’altro; alcune persone credono che la gloria e la dignita’ si possa ottenere con l’inganno, ma in realta’, ammesso che riescano, potranno farlo solo per un periodo molto molto ristretto. Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – La vera gloria appartiene a Dio e non alla gente! Un giorno la gente ama qualcuno, l’indomani non lo ama più; il fedele rimane sempre irriducibile e dignitoso perche’ ha un legame con Dio.
Secondo – Tra la fede e le buone azioni esiste un doppio collegamento; ognuno dei due rafforza l’altro.
Terzo – Nessuno può raggiungere una dignita’ e una gloria a lungo andare grazie all’inganno.
Ed ora leggiamo il versetto numero 11 della sura del Creatore:
«وَاللَّـهُ خَلَقَکُم مِّن تُرَابٍ ثُمَّ مِن نُّطْفَةٍ ثُمَّ جَعَلَکُمْ أَزْوَاجًا وَمَا تَحْمِلُ مِنْ أُنثَى وَلَا تَضَعُ إِلَّا بِعِلْمِهِ وَمَا یُعَمَّرُ مِن مُّعَمَّرٍ وَلَا یُنقَصُ مِنْ عُمُرِهِ إِلَّا فِی کِتَابٍ إِنَّ ذَلِکَ عَلَى اللَّـهِ یَسِیرٌ»
Allah vi ha creati dalla terra e poi da una goccia di sperma e quindi vi ha disposti a coppie. Non c'è femmina che sia gravida o partorisca a Sua insaputa. A nessuno sarà prolungata o abbreviata la vita senza che ciò non sia [scritto] in un Libro. In verità ciò è facile per Allah. (35:11)
Coloro che rinnegano il Giorno del Giudizio, non hanno mai un ragionamento o un’argomentazione scientifica valida, cosa che pero’ il Corano propone, per farli riflettere. Il testo sacro ricorda che la rinnovata Creazione, per Dio, non e’ difficile perche’ non lo fu nemmeno la prima volta, quando Egli creo’ l’uomo prima dal fango e poi dallo sperma; il Corano ricorda che Dio ha stabilito con la Sua saggezza tutte le fasi, che portano l’uomo dalla sua primissima formazione nell’utero materno fino alla nascita e che proprio per questo sara’ capace di ricrearlo nel Giorno del Giudizio. Anche dopo la nascita, che la vita degli uomini sia corta o lungo, tutto e’ risaputo dal Signore.
Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – Fare attenzione all’origine della Creazione umana, ricorda agli uomini il potere illimitato del Signore e li induce ad essere umili.
Secondo – Tutti gli essere umani provengono dalla terra e ad essa torneranno.
Terzo – La vita umana dipende da Dio e per Sua decisione la vita di alcuni e’ piu’ lunga e di altri lo e’ meno.
Quarto – Tutti i singoli istanti della vita sono registrati e nel Giorno del Giudizio possono risultare a favore o a scapito dell’uomo.
Davood Abbasi