Lug 25, 2018 08:25 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Amici, nelle puntate precedenti abbiamo avviato la lettura di una nuova sura del Corano, esattamente la 35esima, ossia la sura di Fatir o del Creatore. Meccana per la maggiorparte, prende nome dal primo versetto che ricorda la creazione degli angeli ad opera del Signore.

Nella nostra lettura siamo giunti al versetto numero 14 della sura di Fatir o del Creatore:

 

«إِن تَدْعُوهُمْ لَا یَسْمَعُوا دُعَاءَکُمْ وَلَوْ سَمِعُوا مَا اسْتَجَابُوا لَکُمْ وَیَوْمَ الْقِیَامَةِ یَکْفُرُونَ بِشِرْکِکُمْ وَلَا یُنَبِّئُکَ مِثْلُ خَبِیرٍ»

Se li invocate non odono la vostra invocazione e se mai la udissero non saprebbero rispondervi. Nel Giorno della Resurrezione, rinnegheranno il vostro associare. Nessuno può informarti come Colui Che è il Ben Informato. (35:14)

 

Questo versetto, proseguendo il discorso sull’idolatria, ricorda che certa gente chiama e adora esseri che non sono nemmeno in grado di udire e che se anche udissero, non sarebbero in grado di rispondere. Ai tempi del nobile profeta dell’Islam, infatti, la gente adorava le statue di pietra e di legno che costruiva con le proprie mani; quelle statue, chiaramente, non sono in grado di fare nulla ma nel Giorno del Giudizio, per ordine divino, avranno la capacita’ di parlare, ed esprimeranno il loro sdegno per chi le adorava ignorando invece il vero Signore. In realta’, poi, la gente del periodo del profeta, non adorava quelle statue ma adorava le proprie voglie e le proprie passioni; la religione inventata e fasulla che quelle statue rappresentavano, permetteva agli arabi pre-islamici di commettere le peggiori azioni e di ritenerle giuste; loro rubavano, uccidevano le proprie figlie, trattavano malissimo le donne, negavano qualsiasi diritto agli schiavi.

La parte finale del versetto, ricorda che solo il vero Dio informa su cio’ che avverra’ nel Giorno della Resurrezione.

Dalla breve riflessione su questo versetto possiamo trarre le seguenti conclusioni.

Primo – L’uomo e’ cosi’ materialista che puo’ arrivare ad adorare le statute costruite da egli stesso ma ignorare il Signore che lo ha creato.

Secondo – Associare altre divinita’ al Dio unico e’ controproducente sia per la vita terrena che per l’aldila’.

Terzo – Qualsiasi cosa che in questa vita adoreremo, nell’aldila’ dichiarera’ il suo sdegno nei nostri confronti.

Quarto – Le notizie sul Giorno del Giudizio le possiamo ricevere solo attraverso le sacre scritture inviate da Dio.

Ed ora leggiamo i versetti numero 15, 16 e 17 della sura di Fatir o del Creatore:

 

«یا أَیُّهَا النَّاسُ أَنْتُمُ الْفُقَراءُ إِلَى اللَّهِ وَ اللَّهُ هُوَ الْغَنِیُّ الْحَمیدُ»،

O uomini, voi siete bisognosi di Allah, mentre Allah è Colui Che basta a Se stesso, il Degno di lode. (35:15)

 

«إِنْ یَشَأْ یُذْهِبْکُمْ وَ یَأْتِ بِخَلْقٍ جَدیدٍ»، ، 

Se volesse, vi farebbe perire e susciterebbe una nuova creazione. (35:16)

 

«وَ ما ذلِکَ عَلَى اللَّهِ بِعَزیزٍ"

Ciò non è difficile per Allah. (35:17)

Dopo aver ribadito la necessita’ dell’adorazione dell’unico Dio, il versetto quindicesimo ricorda che cio’ non significa certo che Dio abbia bisogno delle nostre preghiere; Egli e’ sempre stato, anche prima della nostra esistenza, ed esistera’ anche dopo di noi; Egli non ha nemmeno bisogno della nostra esistenza; il versetto 16 ricorda che Egli potrebbe far scomparire gli uomini e creare altri esseri e cio’, ribadisce il versetto 17, non e’ difficile per Lui.

La questione della preghiera e’ come quando un maestro di scuola assegna dei compiti agli alunni; cio’ non significa che il maestro abbia bisogno di quei compiti, ma significa che la sua saggezza lo portano ad assegnarli, in modo che i ragazzi possano apprendere meglio; la preghiera e gli altri doveri religiosi, servono a far crescere l’uomo.

L’esistenza umana e’ caratterizzata dalla necessita’ e dal bisogno, mentre Dio e’ la completezza assoluta, ed ecco che la preghiera, il legame che possiamo stabilire con il Signore, puo’ aiutarci ad avere qualcosa da Lui. Come quando qualcuno si espone al sole per ricevere la luce.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – L’invito di Dio al monoteismo non e’ per una Sua necessita’, ma testimonia la Saggezza e la Benevolenza di Dio che ha voluto indicarci un rifugio sicuro nella vita.

Secondo – L’uomo non e’ disposto ad adorare nessuno, e per questo il Corano gli ricorda le sue debolezze per fargli capire che adorare l’unico Dio e’ per sua necessita’.

Terzo – Dio e’ il piu’ ricco ed al contrario degli altri ricchi, mette a disposizione la sua ricchezza per tutti coloro che ne hanno bisogno; per tale motivo e’ amato mentre di solito i ricchi non lo sono tantissimo.

Quarto – Non c’e’ mai limite alla potenza di Dio ed Egli e’ in grado di creare, come e quando vuole.

Davood Abbasi