Il sentiero della luce (781)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Amici, nelle puntate precedenti abbiamo avviato la lettura di una nuova sura del Corano, esattamente la 35esima, ossia la sura di Fatir o del Creatore. Meccana per la maggiorparte, prende nome dal primo versetto che ricorda la creazione degli angeli ad opera del Signore.
Nella nostra lettura siamo giunti ai versetti numero 22 e 23 della sura di Fatir o del Creatore:
«وَمَا یَسْتَوِی الْأَحْیَاءُ وَلَا الْأَمْوَاتُ إِنَّ اللَّـهَ یُسْمِعُ مَن یَشَاءُ وَمَا أَنتَ بِمُسْمِعٍ مَّن فِی الْقُبُورِ»،
E i morti non sono uguali ai vivi. In verità Allah fa udire chi vuole, mentre tu non puoi far sentire coloro che sono nelle tombe. (35:22)
«إِنْ أَنتَ إِلَّا نَذِیرٌ»
In verita’ tu non sei che un ammonitore. (35:23)
Proseguendo il discorso dei versetti precedenti, qui il Corano paragona i credenti alle persone viventi e i rinnegatori di Dio ai morti; questo paragone viene utilizzato per far capire la differenza tra questi due gruppi nella vita. Ad essere vivi e morti, sono i cuori di queste persone; il cuore di chi rinnega Dio, si apprende piu’ avanti nel versetto, non vede e non sente.
Un esempio piu’ semplice e al passo coi tempi lo possiamo fare noi. Mettiamo che la tv e’ accesa e voi state leggendo un libro; e’ chiaro che in questa situazione, non ascoltate cio’ che dice la tv; allo stesso modo, i rinnegatori, che non hanno il cuore predisposto e non sono alla ricerca della verita’, non riusciranno mai a percepirla; anche quando la sentiranno, non ci faranno caso.
Il Corano, pero’, spiega anche al messaggero di Dio che non e’ compito suo cambiare le persone o costringerle; lui e’ solo un messaggero, un ammonitore, un qualcuno che deve mettere in guardia le persone e informarle e non andare oltre.
Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – La fede, e’ la fonte di vitalita’ della societa’ e dell’individuo mentre il contrario della fede, porta ad una graduale morte la voglia di vivere nella societa’.
Secondo – Invitare la gente al monoteismo e’ una priorita’ assoluta ma se le persone a cui questo invito e’ rivolto non hanno il cuore predisposto, non bisogna pretendere che lo accettino.
Terzo – Anche se i rinnegatori di Dio e della fede sono tanti, noi abbiamo il dovere di proseguire sulla nostra strada facendo e dicendo cio’ che riteniamo giusto, senza affliggerci per chi non vuole credere.
Ed ora passiamo al versetto 24 della sura di Fatir o del Creatore:
«إِنَّا أَرْسَلْنَاکَ بِالْحَقِّ بَشِیرًا وَنَذِیرًا وَإِن مِّنْ أُمَّةٍ إِلَّا خَلَا فِیهَا نَذِیرٌ»
Ti abbiamo inviato con la Verità, nunzio ed ammonitore, e non c'è comunità in cui non sia venuto un ammonitore. (35:24)
Questo versetto ricorda che tutti i messaggeri di Dio hanno avuto la missione di guidare la gente e di dare la buona novella del paradiso ai benefattori e mettere in guardia dall’inferno i malfattori. Molte volte, i profeti, incontravano pero’ la resistenza di persone che li accusavano di mentire, e per questo Dio consigliava loro di usare la tecnica del monito; ossia, informare semplicemente queste persone del destino a cui sarebbero andate incontro compiendo cattive azioni.
Dalla riflessione su questo versetto possiamo trarre, come minimo, le seguenti conclusioni:
Primo – In un sistema di educazione efficiente, deve essere presente la premiazione accanto alla punizione; deve esserci il monito ma anche la buona novella. Annullare una delle due parti, significa rendere insensato il sistema che non puo’ piu’ essere efficiente nell’educazione dell’uomo.
Secondo – Dio non ha mai privato le Sue creature della sua guida e in questa parte del Corano, si legge che Egli non ha lasciato alcun popolo ed alcuna comunita’ senza una guida.
Ed ora passiamo ai versetti 25 e 26 della sura di Fatir:
«إِن یُکَذِّبُوکَ فَقَدْ کَذَّبَ الَّذِینَ مِن قَبْلِهِمْ جَاءَتْهُمْ رُسُلُهُم بِالْبَیِّنَاتِ وَبِالزُّبُرِ وَبِالْکِتَابِ الْمُنِیرِ»،
E se ti trattano da bugiardo, già coloro che li precedettero tacciarono di menzogna i loro messaggeri, anche se avevano recato le prove evidenti, Scritture e il Libro che illumina: (35:25)
«ثُمَّ أَخَذْتُ الَّذِینَ کَفَرُوا فَکَیْفَ کَانَ نَکِیرِ»
poi afferrai i miscredenti e quanto [grande] fu la Mia riprovazione. (35:26)
Questi versetti cercano di consolare il profeta dell’Islam. A lui infatti viene detto che se la gente del suo tempo lo rinnega dandogli del bugiardo, questa non e’ una novita’ ed anche i messaggeri venuti prima di lui avevano ricevuto un trattamento affine dalle genti; cio’, spiegano i versetti, nonostante i miracoli, i testi sacri e tutti i segni che questi messaggeri divini avevano portato per dimostrare la propria sincerita’. Il Corano ricorda pure che pero’, coloro che si sono opposti per capriccio e cattiveria a questi profeti, sono stati castigati dal Signore in questa stessa vita terrena. E infatti in diverse parti del Corano, si parla di popoli del passato duramente colpiti da sciagure e punizioni divine, per la loro iniquita’.
Dalla breve riflessione su questi versetti possiamo trarre almeno le seguenti conclusioni:
Primo – I profeti avevano una parola chiara e comprensibile e invitavano la gente alla fede con ragionamenti cristallini e non basandosi sulle superstizioni e le esagerazioni.
Secondo – Rinnegare il messaggio divino, pur essendosi accorti della veridicita’ di esso, getta le basi per l’arrivo della punizione divina.
Terzo – La punizione divina non e’ solo quella dell’altra vita e puo’ piombare sui peccatori anche in questa stessa vita mondana.
Davood Abbasi