Lug 28, 2018 10:23 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Amici, nelle puntate precedenti abbiamo avviato la lettura di una nuova sura del Corano, esattamente la 35esima, ossia la sura di Fatir o del Creatore. Meccana per la maggiorparte, prende nome dal primo versetto che ricorda la creazione degli angeli ad opera del Signore.

Nella nostra lettura siamo giunti ai versetti numero 27 e 28 della sura di Fatir o del Creatore:


«أَلَمْ تَرَ أَنَّ اللَّـهَ أَنزَلَ مِنَ السَّمَاءِ مَاءً فَأَخْرَجْنَا بِهِ ثَمَرَاتٍ مُّخْتَلِفًا أَلْوَانُهَا وَمِنَ الْجِبَالِ جُدَدٌ بِیضٌ وَحُمْرٌ مُّخْتَلِفٌ أَلْوَانُهَا وَغَرَابِیبُ سُودٌ»،

Non hai visto che Allah fa scendere l'acqua dal cielo e che suscitiamo da essa frutti di diversi colori? E le montagne hanno striature bianche e rosse, di diversi colori e anche nere, corvine. (35:27)

 

 

«وَمِنَ النَّاسِ وَالدَّوَابِّ وَالْأَنْعَامِ مُخْتَلِفٌ أَلْوَانُهُ کَذَلِکَ  إِنَّمَا یَخْشَى اللَّـهَ مِنْ عِبَادِهِ الْعُلَمَاءُ  إِنَّ اللَّـهَ عَزِیزٌ غَفُورٌ»

E in egual modo anche gli uomini, gli animali e le greggi, hanno anch’ essi colori diversi. Tra i servi di Allah solo i sapienti Lo temono. Allah è il Potente, il Perdonatore. (35:28)

 

In questa parte della sura del Creatore, come l’inizio di essa, si parla dei segni della potenza di Dio e di alcune caratteristiche della sua creazione; in particolare, la diversita’ dei colori, che si osserva nelle montagne, negli animali ed anche negli uomini. I pittori piu’ famosi cercano sempre di raffigurare paesaggi naturali e cio’ perche’ la composizione dei colori che si trova in natura e’ davvero ineguagliabile per bellezza. O cercano di disegnare un volto umano, perche’ pure li la creazione divina ha dato vita ad un qualcosa di magnifico.

Oltre alla varieta’ dei colori, un altro concetto su cui riflettere e’ la diversita’ dei sapori; l’acqua della pioggia, che non ha ne odore ne sapore, penetrando nella terra, raggiunge le piante che a loro volta la trasformando in mille frutti e mille prodotti, ognuno con un sapore diverso.

La parte finale dei versetti letti, ricorda quale grande responsabilita’ abbiano gli scienziati perche’ sono loro a comprendere la magnificenza del creato divino e che quindi non devono rimanere indifferenti rispetto ad esso. In realta’, i veri scienziati, secondo il Corano, sono coloro che sono i piu’ pii nell’adorazione di Dio. Per questo gli esegeti spiegano che non necessariamente lo studio di fisica e chimica danno ad una persona lo status di scienziato; nel senso in cui questa parola viene usata nel Corano, scienziato significa colui o colei che studiando riesce a comprendere la potenza divina e a rafforzare la propria fede. Queste persone hanno l’importante responsabilita’ di divulgare le proprie conoscenze e soprattutto di trasmettere agli altri la grandiosita’ della creazione divina.

Dalla riflessione su questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – Uno dei segni di Dio e’ la creazione di prodotti e frutti diversi con sapori e colori differenti.

Secondo – La religione non e’ in contrasto con la bellezza; Dio e’ l’origine di ogni bellezza. E’ lui ad aver creato paesaggi e persone che possono sbalordire con la loro bellezza.

Terzo – La varieta’ del colore della pelle degli uomini, e’ uno dei segni della potenza divina, e non un motivo per discriminare.

Quarto – La conoscenza e il sapere scientifico non devono rendere superbe le persone ma devono renderle piu’ umili dinanzi al loro Signore.

Ed ora passiamo alla lettura dei versetti 29 e 30 della sura del Creatore:

 

«إِنَّ الَّذِینَ یَتْلُونَ کِتَابَ اللَّـهِ وَأَقَامُوا الصَّلَاةَ وَأَنفَقُوا مِمَّا رَزَقْنَاهُمْ سِرًّا وَعَلَانِیَةً یَرْجُونَ تِجَارَةً لَّن تَبُورَ»،

In verità coloro che recitano il Libro di Allah, assolvono all'orazione e segretamente e in pubblico danno di ciò che abbiamo loro concesso, sperano in un commercio imperituro: (35:29)

 

«لِیُوَفِّیَهُمْ أُجُورَهُمْ وَیَزِیدَهُم مِّن فَضْلِهِ  إِنَّهُ غَفُورٌ شَکُورٌ»

e che Allah li compensi pienamente e aggiunga della Sua Grazia. (35:30)

Qui si ricorda che coloro che temono Dio non hanno in cuore solo questo sentimento di timore, ma anche un bellissimo sentimento di speranza nella sua Misericordia e nel suo Soccorso, una speranza che secondo le tradizioni islamiche e’ alla base del perdono dei fedeli e della ricezione dei doni divini. E’ chiaro che comunque in quest’ambito la sola speranza non porta da nessuna parte e deve essere accompagnata dall’impegno.

Proprio qui si riporta alla luce il concetto del doppio binario perennemente ricordato dal Corano; fede e azione, preghiera e buone azioni, legame con Dio ma pure amore nei confronti delle creature di Dio; una doppia azione che garantisce la felicita’ nell’altra vita ed anche in quella mondana.

Dalla breve riflessione su questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – La scienza e la sapienza, da sole, non portano da nessuna parte; devono essere accompagnate dall’onesta’ che ci da’ la preghiera e l’adorazione di Dio.

Secondo – Aiutare il prossimo con i nostri averi, sia quelli economici che quelli intangibili come la scienza, il prestigio e le nostre capacita’ e’ un commercio molto vantaggioso; a garantire gli introiti per questo tipo di commercio vi e’ il Signore.

Terzo – Donare senza pregare o pregare senza donare, non e’ strumento di salvezza.

Quarto – Chi ritiene veramente Dio il proprietario di tutti i suoi averi, dona ai poveri senza avarizia e non pensa mai che la sua ricchezza possa diminuire, quando la si dona agli altri.

Quinto – La speranza nella salvezza e nella beatitudine, deve essere accompagnata da azioni in tale direzione, altrimenti sperare e non fare nulla per ottenere cio’ che vogliamo, e’ un qualcosa di inutile dal punto di vista logico.

 

 

Davood Abbasi